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L’isola
di Capraia, che deve il nome alla presenza di capre selvatiche
che un tempo vivevano sull’isola, fu abitata in epoca romana
ed a questo periodo risalgono i resti di una domus presso il
porto e numerosi reperti rinvenuti in località la Piana. In
questa località sorge la chiesa di S. Stefano, probabilmente
del IV secolo, costruita dai Cenobiti che abitarono l’isola in
quegli anni. Distrutta dai Saraceni, fu riedificata nell’XI
secolo dai Pisani.
Lo
sviluppo urbanistico di Capraia dei secoli scorsi risponde
soprattutto all’esigenza difensiva di questo avamposto della
Repubblica Marinara di Genova per la frequenza delle incursioni
saracene e piratesche, ed è oggi documentato dalle torri di
avvistamento nei punti strategici dell’isola e dal forte San
Giorgio sulla punta del
Bricco, eretto dai Pisani nell’XI secolo e successivamente
ampliato dai Genovesi nei primi anni del ‘400. Il paese è
stato edificato sotto la fortificazione, con il lento ma
progressivo abbandono degli abitati del Piano e del Porto.
L’insediamento del Porto, importante e trafficato in epoca
romana e rimasto sempre molto attivo sino a dopo il X secolo,
con l’ evidente testimonianza della chiesa dell’Assunta , è
stato successivamente per lungo tempo abbandonato come luogo
abitato e usato solo per le operazioni di approdo, carico e
scarico delle merci.
Il
legame tra Capraia e Genova rimane fortissimo, nell’isola si
parlava un dialetto ligure che viene oggi riscoperto, in un
rapporto che supera tutte le vicissitudini storiche e che va ben
oltre l’Unità d’Italia, tanto che solo nel 1926 l’isola
passa dalla Liguria alla neonata provincia di Livorno ed alla
Toscana.
Nel
1986 è stata abolita la Colonia penale, che ha svolto un ruolo
importante nella conservazione dell’ambiente naturale. La
chiusura dell’Istituto ha
tolto un vincolo fortemente lirnitativo della libertà di
movimento e di godimento dell’isola. Di quell’esperienza, che ha
pesantemente condizionato la vita economica e sociale
dell’isola, rimane un enorme patrimonio edilizio che si sta
degradando e il cui utilizzo rappresenta un problema aperto per
il futuro di Capraia.
La
distanza dalla terraferma e la presenza di una Colonia penale
dal 1873 hanno fatto sì che si conservasse un ambiente di alto
pregio, anche se l’impatto antropico ha provocato la scomparsa
delle originarie foreste di Lecci, sostituite da una macchia
bassa con prevalenza di Corbezzolo.
Dal 1996, dopo che la popolazione si era fortemente
opposta all’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago
Toscano, si è
aperta una fase in cui il Parco dovrà garantire il rispetto
della natura, ma anche un turismo che riesca a far dimenticare
all’isola la vecchia economia basata sul carcere.
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