Elba - Flora e Fauna

 

La vegetazione caratteristica di gran parte dell’Elba è la macchia mediterranea a Sclerofille: Erica, Fillirea, Lentisco, Mirto, Corbezzolo, Cisti e Ginestre a cui si affiancano, soprattutto sul versante nord, estese Leccete con presenza di Sughere, residuo dell’antica foresta primigenia che ricopriva tutta l’isola. Nella zona del  monte Capanne sono presenti castagneti e diffuse le pinete, frutto di rimboschimenti iniziati nella seconda metà del ‘900.  Gran parte della vegetazione e della flora elbana sono di grande interesse. Numerose le specie legate all’ambiente costiero: Ammophila arenaria, Pancratium maritimum, Cakile maritima,  Convolvolus soldanella, Otanthus maritimus ed altre, prima molto diffuse su un ambiente dunale esteso che oggi si ritrova solo in un brandello della spiaggia di Lacona. Sono ben presenti anche specie ormai rare o endemiche o al limite del loro areale di diffusione come la Chamaerops humilis, l’unica Palma europea, la Cymhalaria equitriloba, la grande felce Osmunda regalis,  la Centaurea acibalide  e la Centaurea ilvensis. La varietà del paesaggio vegetale è arricchita da specie tropicali (Agave, Fichi d’India e Palme), ma anche da Robinie, Ailanti ed Eucalipti che rappresentano un serio problema per il loro carattere di infestanti.

All'Elba sono presenti numerosi Invertebrati endemici  e tra questi alcuni esemplari di grande interesse come il Rhyncodemidae  Geobenazzia tyrrhenica, una Planaria terrestre, e la Dugesia ilvana, una Planaria di acqua dolce sopravvissuta dalla lontana epoca del Terziario. All'Elba è stata rinvenuta una specie endemica  degli Anfipodi, l'Ilvanella inexpectata, un Crostaceo  lungo circa 8 millimetri, cieco e depigmentato che vive nelle acque freatiche. Di grande importanza scientifica anche l'Amphipoda metacrangonyx ilvanus , unico rappresentante italiano di questa famiglia, endemico sull’isola in postazioni  tra Portoferraio e Porto Azzurro.

Tra gli Invertebrati compaiono  anche due specie di Cavallette cavernicole prive di ali, di colore chiaro, con zampe ed antenne lunghe e sottili: la Dolichopada schiavazzii all'Elba e Pianosa,  la Phyllodromica nadigi esclusiva dell’Elba.

Tra i Carabidi vanno ricordati due endemismi elbani: Typhloreicheia ilvensis e il raro Typhloreicheia maginii, entrambi ciechi.

Molte le specie di Farfalle rintracciabili sull’isola, quasi tutte non endemiche ad esclusione di alcuni endemismi tirrenici: Hipparchia neomiris,  Hipparchia aristaeus, Coenonympha corinna o Coenonympha elbana, un raro Lepidottero in pericolo di estinzione. Da segnalare anche la presenza della grande Farfalla del Corbezzolo, Charaxes jasius.

La fauna erpetologica dell’Elba, come quella di quasi tutte le isole dell’Arcipelago, è ricca di endemismi.

Tra i Serpenti il più diffuso è il Biacco, ma sono ben presenti la Vipera, il Saettone, la Biscia dal collare e il Colubro liscio.

Tra i Sauri, importante è la presenza del Tarantolino tirrenico (Euleptes europaea), un endemismo tirrenico, relitto della fauna a clima caldo del Terziario che occupava tutto il Tirreno occidentale. Molte le sottospecie di Lucertole, anche endemiche, che la maggioranza degli studiosi riduce  però  solo  a due con diversi ecotipi. Presenti anche il Ramarro e la Luscengola.

Tra gli Anfibi sono da segnalare la Raganella tirrenica , la Raganella comune e il  Rospo smeraldino.

In tutto l’Arcipelago, solo all'Elba si può ancora trovare la Testuggine di Hermann allo stato selvatico.

I Mammiferi sono rappresentati da poche specie, alcune delle quali introdotte recentemente.

L’unico carnivoro dell’Arcipelago Toscano  e dell’Elba è la rara Martora. 

Due i Mammiferi  Insettivori terrestri: il Riccio, presente solo all’Elba rispetto all’Arcipelago ed  a tutte le isole minori italiane, ed un micromammifero, la Crocidura minore o odorosa (Crocidura suaveolens).

La popolazione di Pipistrelli dell’Elba raggiunge una quindicina di specie diverse; questi animali rappresentano da soli la maggior parte dei Mammiferi dell’intero Arcipelago.

La sottospecie della Lepre Italica (Lepus corsicanus) endemica dell'Elba si è quasi certamente estinta sostituita dalla Lepre comune o europea.

Nei boschi dell’isola, soprattutto nel versante occidentale, si possono incontrare diversi esemplari di Ghiro.

Per scopi venatori è stato introdotto negli anni ‘50-‘60 il Cinghiale centroeuropeo che in poco tempo è diventato un grave problema per la flora, l’agricoltura e la piccola fauna protetta. Alla fine del 2002 è stata censita sull’isola una popolazione  di oltre 2.500 cinghiali, con una densità di oltre 10 capi per Kmq.

L’Elba è un luogo ideale di sosta per gli uccelli che migrano dall’Europa centro – settentrionale verso il continente africano. Sono molti  gli uccelli che abitano l’isola tra stanziali e migratori, assommano ad oltre 100  le specie censite. Tra le  più rare la Magnanina sarda, il Venturone, il Passero solitario, la Passera scopaiola,  la Monachella, il Corvo imperiale e il Piccione selvatico, ma di rilievo anche le più comuni  come l’Upupa, i coloratissimi Gruccioni e Cardellini, la Ghiandaia marina e il Martin pescatore,   a cui si aggiungono Aironi e Garzette nelle zone umide di Mola, Schiopparello, San Giovanni.

Nelle aree costiere sono presenti sia il Cormorano che il raro Marangone dal ciuffo. Il Gabbiano corso nidifica raramente all’Elba, disturbato dagli attacchi del suo “parente”  Gabbiano reale, più grosso, più vorace, meno specializzato e presente in grosse colonie  diffuse ovunque sull’isola.

Tra i Falconidi da segnalare i numerosi  esemplari di Gheppio, ma anche il  Falco della regina ed il Falco pellegrino, con diverse coppie che si sono ricostituite in areali “ storici” da dove erano scomparse a causa del bracconaggio per mezzo di trappole.

Tra i Rapaci diurni è presente anche la Poiana e sono stati avvistati sporadicamente la rarissima Aquila del Bonelli ed il Biancone.

Fra i Rapaci notturni è segnalata la presenza dell’Allocco, dell’Assiolo, del Barbagianni, del Gufo comune, della Civetta e del Succiacapre.

Nel Massiccio del Capanne e nell’area di Cima del Monte è presente la Pernice rossa,  la cui purezza è  però ancora da verificare.