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Nel
corso dei secoli, il sistema insediativo dell’Elba si è
sviluppato interessando le aree che meglio rispondevano alle
necessità di sicurezza,
di vicinanza alle risorse,
di collegamenti con il Continente.
Per
molti secoli l’agricoltura e le miniere hanno rappresentato le
maggiori risorse economiche dell’isola. L’Elba
centro-occidentale aveva una spiccata vocazione agricola, la
zona orientale sfruttava, già da epoche antichissime, il ferro
delle miniere. Elementi determinanti per la nascita dei paesi
elbani sono stati anche
il rapporto con il mare e la sicurezza dalle invasioni e
dalle incursioni piratesche.
Nei
periodi di tranquillità si è sviluppato il sistema insediativo
costiero, che ha subìto una forte riduzione quando le coste si
sono rivelate insicure per le frequenti scorrerie dal mare. A
quel periodo di ripetute incursioni risale la nascita dei paesi
collinari. Negli ultimi decenni, con la crisi delle attività
agricole e minerarie sostituite da una fiorente industria
turistica, i centri costieri hanno incrementato uno sviluppo
urbanistico notevole e spesso disordinato.
Fino
a quel momento gli insediamenti umani si erano inseriti
armonicamente nell’ambiente,
ne sono testimonianza i centri storici collinari di
Capoliveri, Rio nell’Elba, Marciana, Poggio, S. Piero e
Sant’Ilario, ma anche
i piccoli centri rurali sulla costa di Seccheto, Pomonte
e Chiessi.
La
presenza umana sull’Elba, che i Greci chiamarono Aethalia (
isola dei fuochi) ed i Romani Ilva, risale alle epoche più
remote ed è documentata in tutta l’Isola da decine di siti e
ritrovamenti
preistorici, datati tra il Paleolitico e il
Mesolitico.
Lo
sfruttamento delle risorse minerarie fu iniziata dai Greci e
proseguito
dagli Etruschi; della presenza di questi popoli restano
testimonianze archeologiche di valore, tra cui gli importanti
centri di difesa etruschi
messi
in luce, sul finire degli anni ‘70, a Castiglione di S.
Martino e a Monte Castello di Procchio.
I
Romani, sotto il cui dominio l’isola godette di un periodo di
pace e ricchezza, costruirono ville signorili, come quella
in località Le Grotte nel golfo di Portoferraio, e i centri
abitati di Fabricia (Portoferraio) e Faleria sul promontorio di
Capo Castello. Alla stessa epoca risalgono numerosi relitti di
navi onerarie che punteggiano il mare elbano.
Con
il crollo dell’Impero Romano iniziò
sull’Elba un periodo di grande instabilità e di
insicurezza che portò alla costruzione di
numerose opere difensive. Risalgono al XII e XIII secolo,
periodo in cui l’Elba è stata governata dalla Repubblica
di Pisa, la fortificazione del
Castello del Volterraio a Portoferraio,
l’innalzamento della rocca di San Piero in Campo e
della vicina torre di San Giovanni, oltre alle molte chiese
romaniche che sorgono sull’Isola, tra cui la chiesa di
S.Nicolajo a S.Piero dotata di doppia navata absidata, una
tipologia che non ha riscontri in Toscana ma che era presente in
Corsica ed in Sardegna.
Della
successiva dominazione degli Appiani di Piombino rimangono oggi
la Torre del Giogo, nel versante orientale dell’Isola
e
le rovine delle
fortificazioni
sopra l’abitato di Marciana.
Nel
XVI secolo Cosimo I° de’ Medici fece costruire “Cosmopoli”,
l’attuale Portoferraio,
città
di fondazione protetta da tre grandi fortezze. Agli
architetti medicei si devono anche la torre di Marina di Campo e
quella di Marciana Marina.
Nel
1602 la Spagna dello Stato dei Presidi sbarca all’Elba, nel
golfo di Longone,( oggi Porto Azzurro) dove Ferdinando II
dà inizio alla costruzione della grandiosa fortezza di
S.Giacomo, oggi adibita a penitenziario, ed al Santuario della
Madonna di Monserrato, copia in piccolo del Santuario omonimo
incassato in una stretta valle tra i monti della Catalogna.
Successivamente Carlo V farà innalzare dall’altra parte del
golfo Forte Focardo, bella fortificazione a pianta stellare, per
difendere l’accesso della baia dai pirati.
Dal
1814 al 1815 l’Elba diventerà un piccolo regno indipendente
sotto Napoleone Bonaparte, l’imperatore francese esiliato
sull’isola dagli Inglesi. Nei dieci mesi della sua permanenza
il sovrano farà costruire il delizioso Teatro dei Vigilanti a
Portoferraio, ricavato da una chiesa sconsacrata. Dopo la fuga
di Napoleone, l’Elba
tornerà
a far parte del Granducato di Toscana e ne seguirà le
vicende della storia
fino all’annessione al Regno d’Italia.
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