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L’istituzione della colonia penale agricola
nel 1869 ha fortemente condizionato il modesto
insediamento dell’isola, confinando gli abitanti civili nel
ristretto spazio del paese arroccato intorno al porto ma ha
contribuito a conservare intatte le caratteristiche naturali
dell’isola. Questa fu abitata in epoca preistorica, come
testimonia la scoperta di una stazione nella parte meridionale
dell’isola (Eneolitico e Neolitico).
L’isola era conosciuta dai Greci che la chiamavano Gurgon o
Urgon e certamente frequentata dagli Etruschi.
Del periodo romano rimangono, nella parte alta di Cala dello
Scalo, i ruderi di una splendida villa di probabile epoca tardo-repubblicana ed altre tracce. L’isola fu scelta
come sede monastica dai Benedettini prima e, allontanatisi
questi, dai Certosini, che vi ritornarono nel XVIII secolo, dopo
averla abbandonata perché oggetto delle razzie dei pirati.
Oggi degli
edifici che formavano il convento, demolito per costruire il
penitenziario, resta solo la chiesetta. I pisani nel XIII secolo
innalzarono sull’isola una fortezza, l’attuale Rocca
Vecchia, utilizzata come penitenziario ed ormai in rovina. Nel
1406 Gorgona passò sotto il controllo dei Medici, che
costruirono le fortificazioni e la Torre Nuova.
Nel 1606 l’isola venne annessa al Capitanato Nuovo di
Livorno fino al 1777, quando il Granduca Pietro Leopoldo la riscattò e cercò di ripopolarla senza
successo.
La Colonia
penale non ha mostrato nel passato nessuna particolare
attenzione alle caratteristiche architettoniche degli edifici
preesistenti utilizzati ed ha costruito nuovi edifici con scarsa
sensibilità paesaggistica,
ma ha permesso comunque la conservazione di un habitat
naturale di rilievo.
La quantità di
vegetazione, in cui predominano
i boschi di Leccio e di Pino d’Aleppo, fa della Gorgona
l’isola più verde e lussureggiante dell’ Arcipelago.
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