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La
flora di Montecristo è stata gravemente compromessa già in
epoche lontane da
uno sfruttamento intensivo
che oggi prosegue ad opera di capre e conigli selvatici
introdotti e che
impediscono il rinnovamento naturale della flora.
Solo
nella valle di Cala Maestra, che presenta un declivio più
dolce, è cresciuta una rigogliosa vegetazione.
Sono comunque presenti oltre 300 specie botaniche spontanee e 20
specie introdotte a
scopi ornamentali o agricoli, tra queste Olivi, Viti,
Pini domestici, Pini d’Aleppo, Palme, Agavi, Oleandri,
Eucalipti, Allori, Magnolie, Carrubi.
L’Ailanto
(Ailanthus altissima), come in altre isole
dell’Arcipelago, è diventato fortemente infestante e la sua
espansione risulta una vera e propria emergenza ecologica della
riserva.
Originariamente Montecristo doveva essere coperta da una fitta
macchia mediterranea, dominata dal Leccio, del quale rimangono
solo una decina di esemplari; oggi resistono chiazze di macchia
degradata, soprattutto di Erica (Erica scoparla, Erica arborea) ma anche con
presenze di Corbezzolo, Mirto, Lentisco, Elicriso, Rosmarino e
Cisto.
Numerose sono le sorgenti d’acqua: un piccolo ruscello scende
nella valle di Cala Maestra e polle d’acqua sono presenti
soprattutto nel versante settentrionale.
Nelle
zone più umide e nei pressi dei corsi d’acqua si stendono
tappeti di Felci, piante che vegetano su terreni acidi come
quelli provenienti dalla disgregazione in atto nell’isola.
Alle Felci si accompagnano Carex pendula, Scirpus setaccus,
Arenaria balearica, assieme a diverse varietà di Muschi.
La
fauna presenta specie di alto valore. Tra gli Insetti ed i
Molluschi si riconoscono diverse specie endemiche di Montecristo.
Interessante la fauna erpetologica con il Biacco e la Vipera
aspis hugyi, una sottospecie assente dal resto dell’Arcipelago
e dalla Toscana. Tra le pietre di granito si muovono il
Discoglosso sardo, il Geco verrucoso, il Tarantolino tirrenico,
la Lucertola di Montecristo. Sull’isola si possono
rintracciare oltre 60 specie di uccelli fra stanziali e di
passo. Tra i nidificanti si incontrano
il Gabbiano corso, la Berta minore, il Marangone dal
ciuffo, il Gabbiano reale, il Falco della regina, il
Falco pellegrino, il
Gheppio e probabilmente anche la rarissima Aquila di Bonelli.
E’ possibile che sia ancora presente qualche esemplare di
Coturnice orientale. Tra le altre specie nidificanti sono
da segnalare anche il Pigliamosche, la Magnanina e l’Assiolo.
Tra
i mammiferi dominano tre specie introdotte dall’uomo: la Capra
selvatica, il Coniglio selvatico e il Ratto. Le capre che vivono
oggi a Montecristo provengono dal Montenegro e furono importate ad opera di Vittorio Emanuele III,
all’epoca in cui l’isola era riserva di caccia del Re
d’Italia. Nelle grotte più in alto si possono rinvenire
alcune specie di Pipistrelli e in un lontano passato anche la
Martora, oggi estinta, sembra abbia abitato l’isola.
Ogni
tanto si hanno notizie di avvistamenti della Foca monaca, un
rarissimo pinnipede che in tutto il Mediterraneo conta poche
centinaia di individui, e che viveva sicuramente in una grotta del versante sud-est di Montecristo.
Il
fondale marino, rigorosamente protetto, è formato da pareti
verticali che sprofondano rapidamente nel blu popolato da
Cernie, Saraghi, Corvine, Orate, Ricciole, Tunnidi e Dentici e
ricoperto di fauna e flora multicolori.
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