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L’isola,
sempre poco produttiva dal punto di vista agricolo e lontana
dalle coste e dalle altre isole, non è mai stata
molto abitata. L’isola, l’antica Monte Giovis, è sempre
stata circondata da un’aura di sacralità e di mistero, tanto
che
i Monaci la scelsero per praticare una vita contemplativa
e i pirati come base per le loro
scorrerie.
Sul
monte sono
visibili i ruderi di una fortezza, da cui prende il nome, fatta
costruire dagli Appiani, signori di Piombino e
le rovine dell’antico monastero dedicato a S. Salvatore
e S. Mamiliano. Il monastero venne
fondato dai Benedettini e poi utilizzato dai
Camaldolesi sino al 1553, quando fu abbandonato per le
incursioni dei pirati che flagellavano l’Arcipelago. Sotto il
monastero si trovano i ruderi dell’Eremo e della grotta di San
Mamiliano,
il
vescovo di Palermo che secondo una storia tinta di leggenda, per
sfuggire alle persecuzioni di Genserico re dei Vandali, nel 455
approdò a Montecristo , dove condusse vita eremitica proprio in
quella che è chiamata anche
Grotta del Santo. Vicino al molo di Cala Maestra,
l’unico approdo possibile dell’isola, si trova
l’ottocentesca villa reale.
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