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Lunghezza
adulti: 60 cm; all'Elba sono presenti esemplari che superano i 75 / 80 cm.
Di colore molto variabile, dal grigio chiaro al grigio scuro, dal rossiccio al
nero. Testa larga e triangolare. Sottocoda giallo o rosso. La femmina ha una
coda più corta e colorazione meno brillante. All'Elba gli individui di
colorazione rossastra vengono chiamati "Aspide" ed erroneamente
creduti una specie separata, più velenosa ed aggressiva delle vipere.
E'
un serpente molto territoriale, che si muove in un'area ristretta. Generalmente
diurna, evita le ore più calde e più fredde. Predilige gli ambienti
aridi ma è facile trovarla anche in aree umide nei pressi dell'acqua.
Si
nutre soprattutto di piccoli mammiferi ed è importantissima per il contenimento
delle popolazioni di topi e ratti (una vipera adulta può mangiare oltre
200 topi e lucertole in un anno).

Durante
il periodo della fregola avvengono combattimenti rituali ed incruenti tra i
maschi. Accoppiamento in marzo/aprile e a volte anche in autunno. I piccoli
nascono nel periodo che va da agosto ad ottobre. Una vipera
"partorisce" tra 6 e 8 neonati lunghi 12 /21 cm., già muniti di
veleno. Non è assolutamente vero che la vipera "partorisce" i figli
da un albero per non farsi mordere, i piccoli nascono a terra e la vipera
è uno dei pochi serpenti che rimane con i propri
"cuccioli".
Svernano
in ripari e tane abbandonate che possono condividere con altre vipere, ma
anche con Rospi smeraldini, Bisce e Lucertole campestri.
Nell'Arcipelago
la Vipera vive solo all'Elba ed a Montecristo.
All'Elba
vive la sottospecie più comune: la Vipera francisciredi la più diffusa in
Italia settentrionale e centrale.
La
Vipera di Montecristo è stata a lungo considerata una sottospecie endemica (V.
a. Montecristi), secondo gli studi più recenti si tratta invece della Vipera
aspis hugyi, diffusa nel sud Italia, probabilmente importata dalla Sicilia in
epoca Punica da parte dei Cartaginesi, che avevano stabilito una base
sull'isola ed usavano i serpenti nella loro guerra contro i romani; oppure
introdotta in maniera accidentale da imbarcazioni provenienti dal sud.

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