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Corpo
molto slanciato e affusolato. Capo a forma di cono, fronte bassa
e leggermente convessa, che si congiunge al rostro senza
discontinuità o piega. Rostro allungato e sottile. Pinna
dorsale grande, falcata e appuntita, posta a metà del corpo.
Pinne pettorali come negli altri delfini.
La livrea è color grigio ardesia con varie tonalità,
gualdrappa scura ben visibile che si allarga scendendo sui
fianchi all’altezza della pinna dorsale e sfuma nella zona del
peduncolo caudale. Fianchi color grigio chiaro, parte ventrale
è biancastra, spesso con sfumature rosate. In alcuni esemplari
si possono scorgere macchie sul dorso e sul ventre. Intorno alla
bocca, sull’estremità del rostro e sui lati della
mandibola il colore è spesso bianco.
E' uno dei delfinidi meno conosciuti. Buona velocità (25 km/h.)
e agilità, viene volentieri a nuotare a prua delle
imbarcazioni. Vive soprattutto in mare aperto e in acque
profonde tropicali e temperate calde, ma è ritenuto poco comune
ovunque. E' stato osservato raramente in mediterraneo, ma
occasionalmente lo si osserva anche nelle acque italiane,
soprattutto nel meridione, segnalazioni anche nelle acque del
Santuario dei Cetacei. Vive in gruppi composti da qualche decina
di esemplari, che a volte si raggruppano in branchi di
centinaia. Ogni tanto si spiaggiano in massa. Non si sa niente
della riproduzione di questa specie; la presenza di piccoli
(lunghezza alla nascita: circa 90 cm.) è stata osservata anche
in Mediterraneo. Lo Steno si ciba di cefalopodi e di pesci
pelagici tra cui le grosse e veloci lampughe.
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