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Gli
Insetti sono componenti fondamentali della biosfera,
uno sconfinato e multiforme numero di individui e specie, che
abitano la Terra da quattrocento milioni di anni, ben prima della
comparsa dell’uomo, e che probabilmente sopravviverà al genere
umano dopo aver assistito imperturbabile alla scomparsa dei
dinosauri.
Le specie di insetti classificate superano il milione, ma si
prevede che ne esistano molti milioni ancora da scoprire,
anche in Italia ne sono già state censite circa 37.000.
Tutti
gli animali noti assommerebbero a circa un milione e duecentomila
specie, e gli insetti da soli sono circa l’80% della fauna,
percentuale che sale incessantemente.
Gli insetti svolgono funzioni essenziali per la sopravvivenza
della vita sulla terra come impollinatori, divoratori di rifiuti,
produttori di miele e di seta, ma sono anche "nemici"
dell'uomo quando diventano divoratori di raccolti, ematofagi e
vettori di malattie.
Ma soprattutto, gli insetti sono la componente fondamentale degli
ecosistemi, sia naturali che artificiali: boschi, praterie e
coltivazioni sono costituiti non solo da alberi, arbusti erbe,
muschi ma anche da quantità inimmaginabili di specie e di
esemplari di insetti che hanno importanza preponderante rispetto
agli altri invertebrati ed ai vertebrati nel condizionare la vita
e l’evoluzione dei vari ambienti. Gli insetti sono un
significativo indicatore di questi ecosistemi.
Infatti, mentre molte specie di insetti sono capaci di adattarsi
ad ambienti molto diversi (come la mosca domestica, o la
coccinella dai sette punti), ce ne sono moltissime che
identificano le caratteristiche dell’ambiente specifico cui
vivono (altitudine, temperatura, umidità, degradazione, piogge
acide, ecc.). Conoscere almeno un po’ gli insetti del territorio
in cui si abita significa avere nuove informazioni
sull’ambiente, capire meglio il paesaggio e l'Arcipelago
in cui viviamo, l’intero ecosistema e la nostra stessa vita.
Tutti crediamo di conoscere gli insetti, ma se non si fa
attenzione nell’individuazione dei caratteri distintivi di
questi esseri, si rischia di confonderli con altre forme di
vita come i ragni, i “centopiedi” o alcuni Crostacei e,
soprattutto, di scambiarne gli stadi giovanili (larve o bruchi)
con i “vermi” (anellidi, platelminti ecc.).
Gli animali si suddividono in un certo numero di grandi gruppi
principali, ciascuno dei quali rappresenta un modello fondamentale
di organizzazione anatomica e biologica, i tipi (phylum) come:
Molluschi (lumache, chiocciole, vongole, polpi ecc.), Anellidi
(lombrichi ecc.), Celenterati (meduse, attinie ecc.), Echinodermi
(ricci di mare, stelle di mare, ecc.) e molti altri.
Il phylum più importante per numero di specie è quello degli
Artropodi, che significa “animali con zampe articolate”.
Il tipo degli Artropodi comprende le classi degli Insetti, degli
Aracnidi, dei Crostacei e dei Miriapodi (millepiedi, questi ultimi
oggi smembrati in Chilopodi e Diplopodi).
Gli insetti hanno 6 zampe e il corpo diviso in capo, torace,
addome, quattro ali idonee al volo e, nelle specie più evolute,
una metamòrfosi incompleta o completa (bruco, crisalide, adulto),
apparati boccali complessi e specializzati, comportamenti e
adattamenti particolari.

In
comune con Crostacei e Miriapodi, presentano le antenne (“antennati”),
mentre aracnidi, Xifosuri e Pantopodi hanno l’apparato boccale
costituito da pezzi ad uncino detti cheliceri ( e vengono detti
perciò “chelicerati”).
Gli Insetti sono, come si è detto, un numero sterminato; si è
perciò resa necessaria una loro classificazione. Li si è
suddivisi quindi in gruppi detti “Ordini” spesso facilmente
riconoscibili anche per un profano: Coleotteri (scarabei,
coccinelle,...), Ditteri (mosche, zanzare,...) Lepidotteri
(farfalle e falene), Imenotteri (api e vespe)
Gli
Ordini si suddividono in gruppi più piccoli, detti Famiglie:
ad esempio all’interno dell’ordine degli lmenotteri abbiamo la
Famiglia delle Api (Apidae) e quella delle Vespe (Vespidae).
All’interno delle famiglie distinguiamo ancora “Generi”
e “specie”
COME SONO FATTI
Un insetto è organizzato in modo diverso da un vertebrato, non ha
uno scheletro interno, ma una corazza
esterna articolata chiamata esoscheletroche lo protegge e
sostiene; il corpo e le appendici (zampe, antenne, pezzi boccali)
sono divisi in segmenti, mobili e con articolazioni snodate.
li tubo digerente si trova “sulla schiena”: è cioè in
posizione dorsale rispetto ai gangli nervosi (masse di cellule che
controllano il sistema nervoso degli insetti), mentre nell’uomo
e negli altri vertebrati, in posizione dorsale troviamo il
cervello e il midollo spinale.
Gli insetti non hanno polmoni: l’aria raggiunge direttamente
ogni parte del corpo attraverso una serie di tubi ramificati
(trachee) che sbucano ai lati dell’addome con dei fori (stigmi).
Il “sangue” degli insetti, l’emolinfa, non è contenuta in
vasi sanguigni.
La struttura degli insetti, semplice, efficiente e poco
vulnerabile, spiega i successi del gruppo ma, nello stesso tempo,
i suoi limiti: impossibilità di crescere oltre certe dimensioni,
incapacità di colonizzare il mare ecc.
CLASSIFICAZIONI
Ma
come sono classificate il milione circa di specie note di insetti?
L’organo fondamentale su cui fonda la classificazione è l’ALA:
la radice di tutte le denominazioni degli ordini: itteri, si
riferisce appunto alle ali (pteron).
Dalle forme più antiche, prive di ali (apterigoti o atteri),
sopravvissute ancora oggi in forme quasi identiche a quelle del
Devonia no (400 milioni di anni fa) si passa a forme dotate di ali
(pterigoti), come gli Odonati (libellule), i Coleotteri
(scarabei), gli Imenotteri (api e vespe); i Ditteri (mosche e
zanzare che hanno conservato un solo paio di ali).
Un
secondo criterio di classificazione, estremamente importante,
riguarda il grado di COMPLETEZZA DELLA METAMORFOSI: dagli
ametàboli che conservano lo stesso aspetto dalla nascita alla
maturità, modificando solamente le dimensioni e lo sviluppo
dell’apparato riproduttivo, agli eterometàboli, a metamorfosi
incompleta, il cui aspetto si modifica solo per lo sviluppo delle
ali da una muta all’altra e, infine, gli olometàboli , a
metamorfosi completa. Questi ultimi nascono in forma di larva o
bruco, privo di ali e di organi riproduttivi, talvolta privo di
zampe e di occhi che, dopo aver subito un certo numero di mute
(cioè dopo aver rinnovato alcune volte l’esoscheletro) e prima
di divenire adulti, passano per uno stadio intermedio (di
crisalide o pupa) nel quale sono immobili, non si nutrono e
talvolta sono racchiusi in un bozzolo di seta od altro ricovero.
In questo stadio avviene una completa riorganizzazione degli
organi interni, al termine della quale l’adulto o “imago”
(in latino, immagine) esce dall’involucro che racchiudeva la
pupa e dà inizio alla vita di adulto, finalizzata generalmente
alla riproduzione.
Un
terzo criterio classificativo considera la FORMA
DELL’APPARATO BOCCALE, che varia profondamente nella
struttura e nella funzione da un gruppo ad un altro.
Ad esempio, i Coleotteri hanno sempre un apparato boccale
masticatore, sia allo stato di adulto che di larva, i Lepidotteri
(farfalle e falene) hanno una spirotromba succhiante allo stato
adulto e apparato masticatore da bruchi, gli Emitteri presentano
un rostro pungente e succhiante, alcuni Ditteri sono lambenti e
altri pungenti ecc.
Gli ordini oggi conosciuti superano i trenta, i più noti e
visibili sono una decina (Lepidotteri, Imenotteri, Ditteri,
Coleotteri, Emitteri, Ortotteri, Neurotteri, Odonati, ecc.).
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