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Ordine
vastissimo di Insetti Pterigoti (Diptera) terrestri o idrofili,
spesso acquatici od acquaioli negli stati preimmaginali (stato
della metamorfosi che precede lo stato di adulto). Di piccole,
medie e talora di grandi dimensioni, alati, microtteri, subatteri
od atteri, con livree piuttosto scure ed uniformi o variegate, a
volte dai colori metallici. Hanno capo libero, mobile o
mobilissimo, con occhi molto sviluppati, raramente ridotti od
assenti, con ocelli in numero di tre-due od assenti, con antenne
talvolta lunghe, gracili, costituite di molti articoli simili tra
loro, oppure brevi, comprendenti tre articoli, l’ultimo dei
quali, più sviluppato e di forma varia, sopporta un’appendice
articolata. L’apparato boccale può essere succhiatore non
perforante o succhiatore perforante, il torace con mesotorace
molto sviluppato, le zampe sempre ben sviluppate e talvolta
prensili, le ali mesotoraciche membranose non di rado inattive,
rudimentali od integralmente atrofizzate, perfino caduche, mentre
quelle metatoraciche sono trasformate in bilancieri, sede di
organi di regolazione e di controllo del volo, l’addome è
formato di dieci segmenti, gli ultimi dei quali notevolmente
modificati. Sono olometabolici (larva, pupa, insetto), ovipari,
ovovivipari, vivipari; possiedono larve apode, cieche, con capo
rudimentale, apparato boccale ridotto a semplici uncini arcuati od
appuntiti, atti a lacerare o a trafiggere e succhiare; pupe libere
o racchiuse entro la cuticola larvale indurita detta apuparios.
Comprendono diverse specie dannose all’uomo direttamente o
indirettamente; gli adulti si nutrono di sostanze liquide o
semiliquide, di sangue, di linfa, e possono trasmettere all’uomo
e agli animali domestici Virus, Batteri, Protozoi. Le larve vivono
negli ambienti più disparati: nelle acque dolci, salmastre e
salse, nell’urina, nella resina delle Conifere, nell’aceto,
nel legno marcio, nei nidi di Vertebrati ed Invertebrati solitari
e sociali, nelle polle petrolifere, ecc., e si nutrono a spese di
vegetali, di sostanze animali o vegetali morte o putrescenti; si
possono trovare quali predatrici o parassite di Vertebrati o di
Invertebrati e possono provocare miasi cutanee, sottocutanee o
cavitarie. Hanno uno spiccato dimorfismo sessuale e si riproducono
in maniera anfigonica (riproduzione tramite la partecipazione di
due gameti), partogenetica (sviluppo di uova non fecondate),
pedogenetica (riproduzione tra forme larvali invece che negli
adulti).

Si
dividono in due sottordini:
Nematoceri
(Nematocera, nome composto del greco néma -atos ‘filo’ e kéras
"corno" qui nel senso di antenna).
Dal
corpo generalmente. snello, con antenne lunghe e sottili
costituite di diversi articoli, palpi mascellari sottili e
flessibili 4- 5 articolati, zampe lunghe e talora lunghissime. Le
larve hanno il cranio sviluppato (cucefale) ed apparato boccale di
solito masticatore; le pupe sono sempre con le appendici e gli
organi dei futuri adulti saldati al corpo (pupe obtecte) talvolta
racchiuse in un bozzolo. Comprende varie famiglie a costumi assai
vari, alcune delle quali presentano un notevole interesse pratico
nei riguardi della parassitologia umana e dal punto di vista
agrario.
Brachiceri (Brachycerus, compomposto di brachi-i e
del geco kéras ‘corno ‘) dal corpo grosso, tozzo, fortemente
e vistosamente sculturato sul dorso e con elitre incastrate
stabilmente lungo la sutura, privi di ali, con larve viventi nei
bulbi delle Liliacee. Sono rappresentati in Italia da una mezza
dozzina di specie.
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