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Ordine
di Insetti Pterigoti (Lepidoptera, dal greco lepis -Idos
"scaglia" e pteròn "ala" ) Terrestri,
raramente acquaioli, tipicamente alati, di piccole, medie, grandi
e grandissime dimensioni, con livree di colori variabilissimi,
talvolta di straordinario splendore, con cranio libero e per lo più
piccolo, ipognato, occhi voluminosi ed ocelli presenti in numero
di due od assenti, antenne multiarticolate e di varia forma (clavate,
seghettate, pettinate, piumate), apparato boccale raramente
masticatore (Micropterigidi), generalmente succhiatore e, di
regola, non perforante, con le due galee mascellari allungatissime
e fortemente solcate lungo la loro faccia interna, che aderendo
tra loro vengono a determinare un tubo chiamato proboscide o
spiritromba perché in molte specie, durante il riposo, esso viene
tenuto avvolto a spirale sotto il capo ed il torace; la
spiritromba può presentare una lunghezza a volte notevole,
talvolta breve e risultare sclerificata, appuntita, ovvero ridotta
e non funzionante e a volte atrofizzata. Hanno il torace con i
segmenti riuniti di solito intimamente insieme, dei quali il
protorace è il più breve e può presentare due espansioni
laterali dette patagi. Le zampe sono comunemente piuttosto
gracili, e le anteriori in alcune specie sono modificate, non
funzionanti o ridotte o atrofiche; le quattro ali sono membranose,
le anteriori generalmente più grandi delle posteriori e ricoperte
più o meno completamente di squame di varia forma, donde il nome
dell’ordine. Nei maschi di alcune specie sono presenti squame
sensoriali o ghiandolari (androconi) che secernono sostanze
odorose. Durante il volo le ali anteriori si collegano a quelle
posteriori in modi vari e si hanno così i collegamenti
jugo-frenato, jugato, frenato, amplessiforme, mentre in quiete
sono disposte inclinate a tetto o orizzontalmente sull’addome,
ovvero

rialzate
e combacianti con le facce superiori, o anche aperte e in
posizione di volo. L’addome è composto di dieci uriti, oltre
quello anale, ed è privo di cerci. Sono insetti olometaboli o
ipermetaboli, talvolta catametaboli, ovipari, raramente vivipari,
a riproduzione anfigonica (tramite due gameti), raramente
partenogenetica (sviluppo da uova non fecondate), e le uova, di
forma variabilissima, vengono per lo più incollate al supporto
con il secreto delle ghiandole colleteriche e non di rado
cementate insieme ed anche protette da uno strato di peli
distaccati dall’addome materno. Le larve sono polipode
allungate, di solito cilindriche, glabre o pelose, ovvero
provviste di tubercoli, verruche e processi vari, talvolta assai
strani e vistosi, con capo ortognato o ipognato, fornito o no di
occhi, con antenne molto ridotte ed apparato boccale masticatore,
con i tre segmenti toracici portanti ciascuno un paio di zampe
(non sempre presenti), con addome composto di dieci uriti
provvisti, nei primi Otto segmenti e nel decimo (Micropterigidi) o
più comune nel terzo-sesto e decimo di un paio di pseudozampe. Le
larve presentano aspetti morfologici vari e le trasformazioni
maggiori si rinvengono in quelle minatrici che possono diventare
anoftalme, apode e provviste, al posto delle zampe toraciche, di
paeudopodi. Vivono isolate e gregarie e risultano per lo più
dannose in quanto nella maggioranza sono fitofaghe (ectofite o
endofite), ipogee od epigee, cecidogene, ecc. ed attaccano rami,
tronchi, radici, foglie, fiori, frutti, semi, farine, pasta,
biscotti, cioccolata, seta, lana, pelli, cera, sughero, tessuti
vari, ecc.; Non poche vivono a spese di altri insetti o
frequentano i nidi di quelli sociali; sono note come bruchi e
impropriamente come vermi. Le pupe, dette crisalidi, possono avere
le appendici libere (exarate), mandibole articolate e mobili (adectiche)
od appendici saldate al corpo da un’unica cuticola (obtecte);
non presentare alcuna protezione (anoiche) e rimanere attaccate al
supporto a capo rivolto in basso (crisalidi suspense) mediante
fili di seta ai quali si aggancia un complesso di setole e uncini
detto cremaster situato all’estremità caudale dell’addome. Se
la larva prima di impuparsi emette un filo di seta che circonda il
corpo come una cintura, si hanno pupe crisalidi cingulate;
se le pupe rimangono in parte entro la cuticola larvale fissate a
questa con particolari apparati di uncinamento si dicono emioiche;
se sono ben protette entro bozzoli costruiti dalle larve con sola
seta o con seta e materiale vario presente nell’ambiente si
hanno pupe evoiche.
Gli
adulti sono buoni volatori e parecchi sono notissimi migratori;
presentano costumi diurni o notturni; si nutrono di sostanze
liquide zuccherine (miele, nettare, succo di frutti maturi, ecc.)
ma possono sciogliere anche sostanze solide, risultando talvolta
utili in quanto favoriscono la fecondazione incrociata delle
piante coltivate. Presentano molto spesso dimorfismo sessuale più
o menti vistoso, talvolta un polimorfismo unisessuale stagionale o
geografico, nonché (anche negli stati preimmaginali) fenomeni di
mimetismo fanerico (mimetismo che fa somigliare le farfalle ad
altri animali) e crittico.
Le farfalle
dell'Arcipelago
Quasi
tutte le farfalle dell'Arcipelago Toscano non sono
endemiche, ad esclusione di:
Hipparchia
neomiris che vive in Corsica,
Elba, Capraia e Sardegna;
Hipparchia
aristaeus presente
solo al Giglio, All'Elba e in Sicilia e Sardegna;
Coenonympha
corinna o Coenonympha elbana un
raro Lepidottero in pericolo di estinzione che vola
all'Elba, Capraia, Giglio e in pochissime località del livornese
e del Grossetano.
Da
segnalare anche la grande Farfalla del Corbezzolo Charaxes
jasius, simbolo della macchia mediterranea.
Una
recente indagine sui lepidotteri presenti nell'Arcipelago Toscano,
e che ha coinvolto le isole di Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo,
Giannutri e Giglio, ha censito la presenza delle seguenti specie:
Pyrgus armoricanus;
Spialia sertorius; Thymelicus acteon; Gegenes nostrodamus; Gegenes
pumilio; Pieris brassicae; Pieris mannii; Pieris napi; Leptidea
sinapis; Thecla quercus; Satyrium ilicis; Leptotes pirithous;
Lycaeides corsicus Polygonia c-album; Argynnis paphia; Melitaea
athalia; Melitaea didyma; Hipparchia neomiris; Hipparchia
statilinus; Coenonympha pamphilus; Pyronia tithonus
(Elba);
Lasiommata
paramegera
(Capraia)
Carcharodus
flocciferus;
Polyommatus bellargus; Polyommatus escheri;(Giglio);
Iphiclides
podalirius; Pieris edusa; Gonepteryx cleopatra;Celastrina argiolus;
Argynnis pandora; Issoria lathonia; Charaxes jasius; Limenitis
reducta; Hipparchia aristaeus;Pyronia cecilia
(Elba, Giglio);
Coenonympha
elbana; Pararge aegeria
(Elba, Capraia, Giglio);
Carcharodus
alceae; Papilio machaon; Lycaena phlaeas; Aricia agestis;
Polyommatus icarus; Lasiommata megera
(Elba, Pianosa, Giglio);
Lampides
boeticus
(Elba, Montecristo, Giglio);
Maniola
jurtina
(Elba, Pianosa Giglio);
Pieris
rapae; Colias crocea;
Vanessa atalanta;(Elba,
Pianosa, Montecristo, Giglio)
Vanessa
cardui
(Elba, Pianosa, Montecristo, Giannutri).
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