|
Ordine di Insetti Pterigoti (Orchoptera,
dal greco orthòpteros "dalle ali diritte") di grandi,
medie e piccole dimensioni, con cranio prognato o metagnato
provvisto di occhi ben sviluppati e spesso di occhi, di antenne di
lunghezza e forma varie, di un apparato boccale masticatore tipico
con mandibole molto robuste e denticolate. Hanno il torace con il
primo segmento più sviluppato degli altri due, zampe anteriori
cursorie, fossorie (scavatrici) o raptatorie, le mediane cursorie,
le posteriori per lo più saltatorie; le ali anteriori sono legger
mente sclerificate (tegmine) ricoprenti, nella posizione di
riposo, quelle posteriori che risultano membranose; l’addome è
formato da 11 segmenti con ovopositore più o meno sviluppato e
talvolta atrofizzato. Sono eterometabolici (piccoli simili agli
adulti), ovipari, con riproduzione anfigonica (tramite l'incontro
di due gameti); presentano un regime dietetico fitofago e zoofago,
né sono infrequenti casi di cannibalismo; depongono le uova
isolate nel terreno o dentro vegetali o riunite entro particolari
involucri (ooteche) formati dal secreto di apposite ghiandole
(ghiandole colleteriche) spesso frammisto a materiale vario.
Possono di tanto in tanto moltiplicarsi in maniera eccezionale ed
allora gli individui di tali masse presentano numerosi caratteri
morfologici, fisiologici ed etologici particolari. Il gregarismo
è piuttosto diffuso fra questi insetti che hanno una enorme
importanza dal punto di vista agrario in quanto possono attaccare
e distruggere intere coltivazioni. Molti Ortotteri sono capaci di
emettere suoni attraverso un apparato stridulante.
Sono
volgarmente noti con il nome di cavallette e di locuste e vengono
raggruppati in due sottordini:
Ensiferi
(Ensifera) provvisti di antenne filiformi lunghe o lunghissime,
3/4 tarsi articolati, ovopositore più o meno lungo e
talvolta atrofizzato; l’apparato stridulante è localizzato
nelle tegmine (le ali coriacee), talvolta anche assente, mentre
l’organo uditivo è situato nelle tibie anteriori. Frequenti
soprattutto nei territori ricchi di piante, sono reperibili anche
sulle montagne ad altezze considerevoli, e sono rappresentati da
specie molto eterogenee come costumi: alcune vivono nelle canne di
bambù, altre sono ipogee, cavernicole, desertiche, subacquatiche,
altre ancora frequentano i covi dei Roditori, le abitazioni umane,
ecc. Sono termofili e vivono in genere isolati, ma talune specie
hanno tendenza a riunirsi; depongono le uova nel terreno o
nell’interno dei tessuti vegetali ed hanno un regime dietetico
fitofago o carnivoro

Celiferi
(Caelifera) Provvisti di antenne brevi, hanno ovopositore
breve e robusto, talvolta involuto ed atrofizzato, apparato
stridulante tegmino-tibiale o tegmino-femorale, ma non sempre
presente, organi auditivi situati nel primo segmento addominale.
Prediligono, in genere, i terreni aridi ed incolti; depongono le
uova per lo più nel suolo e possono alternare fasi gregarie a
fasi solitarie; hanno un regime dietetico esclusivamente fitofago.
Le specie do Ortotteri presenti nell'Arcipelago Toscano sono
circa 50.
Di
rilievo sono due cavallette cavernicole prive di ali, di colore
chiaro, con zampe ed antenne lunghe e sottili: Dolichopoda
aegilion, endemica del Giglio;
Ectobius
tyrrhenicus, Giglio e Montecristo.
Altro
Ortottero di particolare importanza è il paleotirrenico Rhacocleis
tyrrhenica, che vive all'Elba, nelle isole Ponziane ed al
Circeo, forse il più antico ortottero dell'Arcipelago.
Da
segnalare anche l'Ortottero Rhaphidophoridae Dolichopada (Chopardina)
schiavazzii, lungo circa 20 mm. escludendo le lunghissime
antenne, troglofita dell'Elba e Pianosa, dove vive nelle
catacombe, e Phyllodromica nadigi, all'Elba.
|