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Il mare - Il pianeta blu

 

Pesci e mammiferi, fondali ricoperti di vegetazione rigogliosa e spoglie scogliere, sassi e sabbia...

Da terra vediamo solo una piccola parte della vasta biodiversità sottomarina, del grande spettacolo subacqueo.

Sotto il mare convivono praterie di  piante, alghe, coralli, crostacei e migliaia di specie viventi, molte delle quali ancora da scoprire.

E' un mondo "alla rovescia" con vette, valli, deserti di sabbia e fango  vertiginose ed oscurissime fosse abissali che raggiungono gli 11.000 metri , popolate da animali alieni e sorprendenti.

Un mondo blu, fonte e regolatore della vita, che occupa il 70% del Pianeta Terra e che l'uomo ha temuto per migliaia di anni, da cui sono nati i miti ed i mostri che hanno accompagnato i naviganti.

Il Mare grande, possente, che credevamo inesauribile ma che oggi è minacciato dall'inquinamento, dalla pesca indiscriminata, dall'eccessivo sfruttamento delle coste. 

Di questo pianeta d’acqua sappiamo molto poco. Gli oceani sono diversissimi tra di loro, ma i  vari ecosistemi oceanici costituiscono un unico grande ecosistema, un mondo oceanico separato in più regioni, in continenti d'acqua chiamati oceani, con gradi diversi di temperatura e di salinità.
Il mare svolge un ruolo fondamentale nella meccanica del nostro pianeta: sono i “sistemi circolatori” interdipendenti di mare ed atmosfera che determinano i cambiamenti del clima nel pianeta. Le grandi masse d’acqua marina, quasi del tutto immobili al di sotto della superficie, hanno una potente influenza stabilizzatrice sul clima stesso, producendo un "effetto-volano" che modera quelle che, altrimenti, sarebbero devastanti fluttuazioni  meteorologiche. Inoltre, gli oceani sono anche grandi bacini di contenimento di gas dissolti, e contribuiscono a regolare la composizione dell’aria che respiriamo. Il mare è un unico, grande organismo dinamico, le sue acque sono in costante movimento per effetto del calore del sole, che fornisce la “spinta” iniziale, della rotazione della Terra e delle maree solari e lunari.

 

 

Le grandi correnti trasportano enormi masse d’acqua a grandissime distanze, con un continuo interscambio tra le  acque equatoriali calde e quelle  polari fredde  La Corrente del Golfo, più veloce di qualsiasi nave, trasporta 55 milioni di metri cubi d’acqua al secondo, una massa 50 volte maggiore di quella di tutti i fiumi del mondo. Senza di essa, le terre “temperate” dell’Europa nord occidentale assomiglierebbero alla zona subartica.

Le correnti del Perù e del Benguela dell’Africa sud occidentale trasportano in superficie acque ricchissime di nutrienti che danno vita al plancton di cui si cibano pesci, mammiferi e uccelli marini. Ma le fluttuazioni di queste correnti danno vita anche a gravi fenomeni climatici come il niño che hanno ripercussioni sul clima dell'intero pianeta, fenomeni che sembrano verificarsi sempre con maggiore frequenza, probabilmente a causa delle modifiche apportate dall'uomo con l'inquinamento che sta provocando l'effetto serra ed un aumento globale della temperatura.

La ricchezza dei fondali
I grandiosi rilievi e le fosse degli abissi ci raccontano la storia geologica del mare, del fondale sottomarino composto da zolle in movimento. Le grandi dorsali sul fondo degli oceani segnano i punti in cui le zolle si separano: lo strato sottostante di materia incandescente, preme verso l’alto dando origine ai rilievi, mentre il fondale si diparte dall’asse della dorsale, formando la piana abissale. Le fosse profonde si sono formate nei punti di collisione tra zolle oceaniche e continentali.

Il mare sembra enorme e sconfinato, ma l’acqua che rende la Terra un Pianeta Blu è, se rapportata alle dimensioni del globo terrestre, paragonabile al sottile velo di umidità che copre un pallone da calcio. Ma, per fare un altro esempio, il monte più alto del Mondo, l'Everest, potrebbe essere contenuto senza problemi  dalla Fossa delle Marianne. 

Lungo i Continenti si sono formate le “piattaforme continentali” (l'8% cento della superficie oceanica): alimentate dai sedimenti provenienti dalla terra, sono di solito le zone di mare più  fertili, dove le attività umane ed il prelievo di pesca sono più forti ed impattanti. Le scarpate continentali (il 16% circa della superficie marina), con gradienti da 4 a 10 volte più ripidi delle piattaforme, arrivano fino a  500 metri di profondità. Poi i fondali sprofondano fino a 3 mila metri fino a raggiungere il fondo oceanico, un immenso pianoro che si estende anche per centinaia di chilometri senza il minimo rilievo, ma che spesso è solcato da fenditure e corrugamenti e spaccato da possenti dorsali che si stendono da un’estremità all’altra dei quattro grandi oceani.

Ma dagli abissi, lungo i continenti o vicino agli Arcipelaghi, si levano anche giganteschi, canyon e lunghissime e strette fosse, la più profonda delle quali, quella delle Marianne, raggiunge gli 11 mila metri di profondità.