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Per
cercare di delineare l’impegno in campo ambientale dei singoli
Paesi sono stati presi in considerazione tre trattati che
coinvolgono alcune delle maggiori emergenze ambientali.
Il
Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza (commercio di organismi
geneticamente modificati: Montreal, gennaio 2000), Convenzione
sulla biodiversità (Rio de Janeiro, giugno 1992) e Protocollo di
Kyoto per la riduzione dei gas serra (1997). Proprio partendo da
questo, che in qualche modo potremmo considerare quello di più
ampia portata, si può tracciare un primo spartiacque.
Solo
10 dei Paesi del Mediterraneo, meno della metà del totale, hanno
ratificato il Protocollo: Spagna, Slovenia, Tunisia, Italia,
Francia, Grecia, Giordania, Marocco, Cipro, Malta. La presenza di
Spagna, Francia e Italia fa comunque arrivare questo gruppo al
67,5% delle emissioni complessive di CO2 nella regione.
Israele,
Croazia ed Egitto hanno firmato l’accordo senza ratificarlo.
Nessuna
partecipazione invece da Bosnia, Albania, Turchia, Libano,
Algeria, Libia, Siria.
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