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Il mare - La vita del mare

 

Il mare è l’ambiente in cui, più di tre miliardi e mezzo di anni fa, ebbe inizio l’evoluzione di semplici alghe monocellulari e batteri, assai simili a quegli stessi organismi che costituiscono ancora oggi la base della vita nel mare. Questa microflora è conosciuta col nome di fitoplancton (dal greco vegetali alla deriva) che riceve dalla luce del sole e dai nutrienti contenuti nelle acque ciò che è necessario a generare le molecole complesse dei tessuti viventi. Il fitoplancton si sviluppa in un sottile strato prossimo alla superficie dell’oceano, formando una biosfera che si stende fino a una profondità di 100 metri.
Diverse comunità di animali che si alimentano su questo ricchissimo “pascolo” : a cominciare dallo zooplancton di più ridotte dimensioni, molti organismi del quale, al pari del fitoplancton, sono esseri monocellulari. Particolarmente numerosi sono i radiolari, i cui scheletri silicei formano gran parte dei sedimenti a grande profondità. Nello zooplancton di maggiori dimensioni sono presenti i vermi nastriformi, le piccole meduse, i granchi natatori e diverse varietà di gamberetti.
Questi due tipi di plancton sono così abbondanti che si valuta generino ogni anno, rispettivamente, 16 miliardi e 1,6 miliardi di tonnellate di carbonio (l’elemento fondamentale dei tessuti viventi). Di questo plancton si alimenta una vasta schiera di animali di maggiori dimensioni, la cui produttività annua si aggira attorno a ulteriori 160 milioni di tonnellate. Queste specie ci forniscono i due quinti di tutto il pesce che consumiamo. Al contrario, i pesci che si cibano di altri pesci  generano solo 16 milioni di tonnellate di carbonio all’anno e ci forniscono circa un ottavo del pesce che consumiamo.

 


 Anche negli oceani, come sulla terraferma, la vita è distribuita in modo irregolare, giacché nel mondo marino sono presenti gli equivalenti (lei deserti e delle foreste tropicali. In certe aree il fòndale è coperto (la vaste distese di sabbia, che pur non essendo completamente prive di vita (come del testo noti è nemmeno il Sahara), risultano impoverite rispetto al resto dell’oceano All’ estremo opposto c’è un rigoglio di “foreste tropicali”, in particolare nelle zone costiere paludose, negli estuari e nelle zone di risalita delle correnti. La Grande Barriera Corallina ’Australiana  ospita più di tremila specie animali.
Poi ci sono le zone abissali dove, nonostante il buio totale e la temperatura vicina a quella di congelamento, la vita è ben presente: fino ad oggi sono state individuate oltre 2000 specie di pesci ed altrettanti invertebrati che l’adattamento a un ambiente così estremo ha sviluppato in forme bizzarre
L’oceano è un'ecosfera tridimensionale completamente diversa da quella "terrestre", con una biomassa vegetale ed animale enorme, circa la metà di queòlla dell'intero pianeta, ma diffusa sul 70% della terra e difficile da individuare.

 

 

Il mare da vita ad un'enorme varietà di esseri viventi collegati tra loro da un intreccio di relazioni energetiche e biologiche che viene chiamato  rete trofica.

La rete trofica è un modello che descrive il trasferimento di energia (a partire da quella solare) attraverso una serie di organismi che consumano e che sono consumatori. È composta da: organismi autotrofi-produttori primari, ovvero da quegli organismi in grado di produrre sostanza organica ed energia a partire dalla luce solare e dalle molecole inorganiche presenti nell’atmosfera o nel suolo (le piante); da consumatori primari, che si nutrono di questi organismi autotrofi (erbivori); da consumatori secondari, che si nutrono dei consumatori primari per il proprio fabbisogno energetico ed infine dai decompositori che restituiscono all’ambiente fisico le sostanze inorganiche di base, decomponendo i resti e le feci degli organismi.
In un ecosistema terrestre la rete trofica assume quindi generalmente la forma e la struttura di una piramide, con i produttori primari alla base. Le biocenosi marine, rispetto a quelle terrestri, hanno una maggiore complessità per i seguenti motivi: presenza di un maggior numero di nicchie ecologiche (le opportunità offerte ad una specie di accedere ad una particolare risorsa alimentare o spaziale, evitando la concorrenza di altre specie; in una vecchia ma efficace definizione utilizzata in ecologia, l’habitat rappresenta l’indirizzo di una specie, la nicchia, la professione); enorme quantità di sostanze organiche che si depositano sul fondo, dando origine a catene trofiche basate sul detrito; presenza in maggiore quantità, rispetto all’ambiente terrestre, di organismi in grado di produrre energia attraverso la degradazione di sostanze chimiche senza l’apporto di energia solare.
Negli oceani pertanto possiamo trovare:
Produttori primari: possono essere vegetali o batteri autotrofi, sia planctonici, come le alghe azzurre e alghe verdi unicellulari, sia bentonici come le fanerogame marine; costituiscono la base della piramide trofica.


Filtratori sospensivori o sestonofagi:

organismi microfagi, che si nutrono cioè di minuscole particelle di cibo sospese in acqua (plancton che detriti o particelle organiche); possono essere sia organismi planctonici, come i copepodi, sia organismi sessili come spugne, coralli, ascidie, gorgonie.

Detritivori:

microfagi, generalmente bentonici, che si nutrono dei detriti organici presenti sul fondo marino, oltre che di larve e di batteri o altri microrganismi; tra i detritivori alcuni bivalvi, oloturie e crostacei come anfipodi e isopodi. Limivori: animali bentonici che si cibano ingurgitando grandi quantità di limo e sedimento da cui poi estraggono, nel canale digerente, le particelle nutrienti e i residui organici; appartengono a questo gruppo molti policheti (arenicola, tremolina, etc).

Erbivori:

corrispondono ai consumatori primari terrestri; si nutrono di vegetali. In questo gruppo le salpe, i ricci di mare, alcuni molluschi come l’occhio di Santa Lucia e la lepre di mare. Onnivori e/o spazzini: macrofagi, si nutrono sia di vegetali che di carogne, oltre che di prede vive; in questo gruppo crostacei decapodi, policheti, e gasteropodi come la nassa ed il buccino, oltre a diverse specie di pesci.

Carnivori:

macrofagi, si nutrono di altri anima li; appartengono a questo gruppo selaci (squali e razze), molti pesci, cefalopodi, alcuni cetacei, meduse, stelle marine e molti molluschi nudibranchi.

Parassiti:

gruppo molto numeroso e molto specializzato di animali appartenenti a phila diversi, che hanno limitato la vita libera alla sola fase larvale, trascorsa in cerca di un ospite, realizzando strutture per accedere a questo, sia internamente (endoparassiti come nematodi, cestodi ed alcuni crostacei) che esternamente (ectoparassiti, come diverse specie di crostacei, che aderiscono alla superficie della vittima).
La composizione delle reti trofiche in mare dipende da molti fattori (la profondità, la presenza di luce, le correnti marine) che daranno vita a comunità e biocenosi differenti a seconda della loro diversa influenza.