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L'Arcipelago
Toscano è il regno dei rapaci delle coste. Qui nidifica il
velocissimo Falco pellegrino e si può avvistare il Falco della
Regina. Il rapace più comune è il Gheppio
che è spesso visibile nel blu del cielo, mentre fa lo
"spirito santo", librato in un volo immobile e
fremente per
individuare le prede. Tra i rapaci più grandi possiamo
incontrare la
Poiana ed il Falco Pescatore, che è tornato a popolare le
scogliere di Capraia.
Segnalata
più volte la presenza della rarissima Aquila del Bonelli e del
Biancone, un rapace che si nutre solo di serpenti.
Le
isole toscane sono soprattutto punto di sosta e di passaggio per
molte specie di rapaci: l'Aquila minore, il Lodolaio, il Falco
di palude, il Falco cuculo e il Grillaio, che
trovano nell' Arcipelago una serie di zattere per riposarsi
durante le faticose migrazioni o gli spostamenti alla ricerca di
nuovi areali. I Rapaci si
trovano al culmine
della piramide alimentare e sono predatori di
una grande varietà di animali. Il
Falco pellegrino è un ornitofago (si nutre solo di uccelli),
mentre altre specie predano rettili, piccoli uccelli, roditori,
pesci, insetti e, nel caso delle Aquile,
anche animali di maggiori dimensioni come conigli selvatici e lepri.
Le
armi dei rapaci sono gli artigli , composti da dita lunghe e
unghie affilate. Sulla pianta delle zampe sono presenti callosità
molto sviluppate che consentono una più facile
presa sulle prede.
Il
bracconaggio e la predazione delle uova,
che hanno ridotto per molti anni il numero di questi
uccelli nell’Arcipelago Toscano, non sembrano più costituire
un grave pericolo per la formazione di nuove colonie, mentre la
presenza delle
linee elettriche rappresenta un problema comune per la maggior parte dei rapaci.
L’impatto contro
i fili elettrici di linee a media e bassa tensione che
attraversano il territorio ad altezze limitate, è una forte
causa di mortalità, perché queste
risultano spesso poco visibili per i rapaci in caccia a
grande velocità.
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