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Legambiente
ha aderito all'appello lanciato a conclusione del Forum sociale
mondiale di Porto Alegre del 2002, che indica due obiettivi
prioritari:
l'avvio
di un processo che porti alla nascita di un organismo
internazionale, strutturato su base democratica, responsabile
dell'acqua come bene comune (parlamento mondiale dell'acqua) e
il blocco delle privatizzazioni per promuovere una gestione
partecipata delle risorse idriche che consenta ad ogni essere
umano il pieno godimento del diritto all'accesso all'acqua.
Legambiente
ha anche sottoscritto il Contratto mondiale sull'acqua, che si
fonda su alcune idee- chiave:
-
fonte
insostituibile di vita, l'acqua è un bene comune che
appartiene a tutti gli abitanti della terra ed è patrimonio
dell'umanità;
-
l'accesso
all'acqua, potabile in particolare, è un diritto
fondamentale e inalienabile, individuale e collettivo, che
va garantito a tutti gli esseri umani indipendentemente
dalla razza, dal sesso, dal reddito, dal ceto sociale, dalla
nazionalit à, dalla religione;
-
l'acqua
è affare dei cittadini. La gestione integrata e sostenibile
delle risorse idriche appartiene alla sfera della
democrazia;
-
è
compito delle generazioni attuali di valorizzare, proteggere
e conservare le risorse idriche nell'interesse proprio e
delle generazioni future.
Tali
principii non sono stati recepiti nei documenti conclusivi del
Vertice di Johannesburg del settembre 2002, nei quali non si fa
menzione dell'obiettivo, più volte proclamato a parole, di
garantire a tutti gli esseri umani entro i prossimi venti anni
l'accesso all'acqua.
Alla
luce di questo precedente, e visti il profilo e le strategie
delle organizzazioni che hanno indetto il III Forum sull'acqua
in programma a Kyoto dal 17 al 22 marzo (il Consiglio mondiale
dell'acqua e il Global water partnership, entrambe creature
della Banca mondiale), c'è da temere che gli organismi
sovranazionali insistano in una politica mondiale dell'acqua
basata sulla mercificazione delle risorse idriche.
Ciò
significherebbe non solo sacrificare il principio dell'acqua
come bene comune dell'umanità, ma anche mettere ulteriormente a
rischio la salvaguardia ambientale delle risorse idriche.
Per
questo Legambiente è contraria all'inserimento dei servizi
idrici nei Gatts del Wto e ha sottoscritto insieme ad altre
associazioni un appello al direttore esecutivo italiano della
Banca mondiale nel quale si contesta la scelta di privilegiare i
megaprogetti infrastrutturali e di concedere i finanziamenti non
più ai governi, ma direttamente agli operatori privati.
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