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I
numeri della povertà
Il
sottosviluppo nel quale vivono miliardi di persone è una realtà
tragica e sempre più consolidata : se nel 1960 il 20% più
ricco della popolazione mondiale possedeva un reddito trenta
volte superiore a quello del 20% più povero, oggi la
proporzione è di 82 a 1, mentre tre quinti dei 4,4 miliardi di
abitanti dei Paesi poveri vive in comunità prive di
infrastrutture igieniche di base, circa un terzo non dispone di
acqua potabile e un terzo dei bambini è sottonutrito e non
raggiunge la quinta classe della scuola.
In
molti Paesi dell’Africa australe (Botswana, Zimbabwe, Zambia,
Uganda. Malawi, Rwanda, Burundi) ma anche in diversi Paesi
dell’est europeo (Russia, Lituania, Lettonia, Estonia,
Ucraina, Bulgaria), la speranza di vita dal 1970-75 al 1995-2000
è diminuita. In Zimbabwe è passata da 51,5 a 44,1 anni, in
Zambia da 47,3 a 40,1 anni, in Botswana da 53,2 a 47,4 anni, in
Russia da 68,2 a 66,6 anni.
In
Botswana e Zimbabwe più di un quarto della popolazione tra 15 e
49 anni è sieropositiva o malata di Aids. In Sud Africa,
Swaziland, Namibia, Kenya, Zambia, Costa d’Avorio, Malawi,
Rwanda, Repubblica Centrafricana e Mozambico, la percentuale è
tra il 10’% e il 20%.
In
Italia la disponibilità pro-capite di acqua potabile supera i
1000 metri cubi; in Angola, Ciad, Nigeria, Mozambico, Etiopia,
Uganda, Tanzania è inferiore ai 50 metri cubi.
In
Cina 90 milioni di bambini non frequentano la scuola elementare.
50
Paesi hanno fatto registrare tra il 1990 e il 1999 una
variazione media negativa del reddito pro-capite.
I
tre uomini più ricchi del mondo — Bill Gates, il proprietario
della catena di supermercati Wal-Mart e il sultano del Brunei
— hanno un patrimonio pari alla somma dei Pil dei 43 Paesi più
poveri.
Nei
Paesi poveri vi sono 250 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni
che lavorano: il 61% vive in Asia, il 32% in Africa, il 7% in
America Latina.
Tre
quarti dei palloni da calcio venduti nel mondo sono fabbricati
da alcune migliaia di bambini pakistani: dieci ore al giorno di
lavoro, 1.500 lire di paga.
In
Brasile 2 milioni di bambini si prostituiscono, in Thailandia
800.000.
Il
debito dei Paesi poveri è di oltre 2.400 miliardi di dollari,
pari a oltre il 150% delle loro esportazioni. Il debito era di
1.470 miliardi nel 1980 e di 600 miliardi nel ’70.
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