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La
possibilità per i Paesi del Sud del mondo di uscire dalla
povertà è in buona parte affidata alle scelte di politica
energetica del mondo industrializzato. I Paesi ricchi devono
ridurre la loro dipendenza dal petrolio e sviluppare le
tecnologie per produrre elettricità e calore con l’energia
solare, eolica, con le biomasse: solo così si potrà
scongiurare la catastrofe climatica e offrire ai Paesi poveri un
adeguato e sostenibile accesso all’energia.
Senza
energia non può esservi sviluppo, e solo le fonti rinnovabili
possono soddisfare il bisogno di energia dei Paesi poveri senza
mettere in pericolo la vita stessa dell’umanità.
La
nostra proposta è che l’Italia, uno dei Paesi che
contribuiscono di più alle emissioni di gas serra, riduca la
sua dipendenza dal petrolio del 10% entro il 2006, del 25% entro
il 2010, del 50% entro il 2020.
Per
centrare questo obiettivo, che oltretutto avrebbe l’effetto di
ridurre drasticamente anche l’inquinamento atmosferico,
occorre modificare radicalmente il nostro modello energetico.
Non più grandi centrali, ma tetti delle case con i pannelli
solari, crinali montani con le turbine eoliche, tecnologie per
la microgenerazione.
Ecco
alcuni dei principali interventi da realizzare in questa
prospettiva:
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Diffusione
della cogenerazione (impianti che producono elettricità e
calore, abbattendo gli sprechi) e della trigenerazione
(impianti che producono elettricità, calore,
refrigerazione), puntando su centrali di piccole e medie
dimensioni distribuite capillarmente sul territorio.
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Diffusione
di impianti alimentati ad energie rinnovabili (turbine
eoliche, tetti fotovoltaici, scaldabagno solari, centrali
termoelettriche solari, centrali alimentate a biomasse).
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Incentivi
alla rottamazione di elettrodomestici e lampade a bassa
efficienza.
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Incentivi
alla ristrutturazione degli edifici orientata a migliorare
il rendimento energetico.
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Potenziamento
del trasporto su ferrovia e via mare dei passeggeri e delle
merci.
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Potenziamento
dei trasporti pubblici nelle aree urbane
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