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Le
spese militari assorbono circa il 3% del prodotto lordo
mondiale, e sono destinate a crescere ancora. Il fenomeno
riguarda tanto i Paesi poveri, dove spesso i regimi dittatoriali
spendono in armi gran parte degli aiuti internazionali, quanto i
Paesi ricchi. L'Italia, che è penultima tra i Paesi Ocse nella
spesa per la cooperazione allo sviluppo, mentre nell'ultima
finanziaria sono previsti aumenti significativi delle spese
militari.
Il
debito dei Paesi poveri è di oltre 2400 miliardi di dollari,
pari a oltre il 150% delle loro esportazioni. Era di 1470
miliardi nel 1980 e di 600 miliardi nel 1970. Il problema del
debito costituisce un grave ostacolo per lo sviluppo dei Paesi
più poveri, costretti a spendere per ripagarlo molto di più
che per l'istruzione o l'assistenza sanitaria. Un cartello
mondiale di centinaia di associazioni ha lanciato la richiesta
che i Paesi ricchi riducano entro il 2010 le spese militari del
20%, investendo le somme risparmiate in programmi di
cooperazione allo sviluppo, che cancellino tutti i loro crediti
verso i Paesi più poveri, che spingano anche la Banca Mondiale
e il Fondo monetario a cancellare il debito.
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