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Polli
alla diossina, mucche pazze, bovini alimentati come carnivori,
frutta e verdura ai pesticidi, fragole con geni di pesce:
degenerazioni che sono il frutto di decenni di separazione
crescente tra agricoltura e natura, e che hanno reso i
consumatori sempre più preoccupati ed insicuri.
Oggi
vi sono alcuni segnali incoraggianti - basti pensare al boom
dell'agricoltura biologica in Italia -, ma la china generale
resta pericolosa.
Problema
dei problemi gli organismi geneticamente modificati: perché i
rischi ambientali e sanitari sono tuttora da decifrare, e
soprattutto perché l'agricoltura "biotech",
interamente nelle mani di un piccolo gruppo di multinazionali,
è una minaccia per le produzioni tipiche e di qualità,
principale valore aggiunto dell'agricoltura italiana ed europea,
e per i Paesi poveri, che per il meccanismo dei brevetti già
oggi versano migliaia di miliardi nelle casse di industrie tutte
concentrate nel Nord del mondo.
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