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In
questi anni il "pensiero unico" ha avvalorato l'idea
che per competere nel mondo globalizzato tutti i Paesi debbano
uniformarsi ad uno stesso modello, mutuato meccanicamente
dall'Occidente.
Questa prospettiva non è soltanto insostenibile
sul piano ambientale e culturalmente inaccettabile, visto che
condannerebbe all'estinzione saperi e tradizioni locali: è
anche economicamente perdente, poiché proprio le ragioni di una
sempre più serrata concorrenza tra mercati impongono ad ogni
Paese, ad ogni economia di valorizzare le proprie
"vocazioni". Una prova?
Dei dieci prodotti
recentemente indicati da una rivista americana come i più
"globalizzati", quasi tutti sono a forte identità;
dal Chianti, alla pizza, alla stessa Coca Cola che si può
davvero considerare un "prodotto tipico" americano.
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