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Il
sistema di gestione integrata dei rifiuti — costituito
dalla riduzione di rifiuti alla fonte, selezione e riciclaggio
dei materiali, recupero di energia — è, come abbiamo visto,
la risposta più completa in termini di minimizzazione degli
impatti ambientali e ottimizzazione del sistema in termini di
efficacia, efficienza ed economicità. Il problema è ancora una
volta nella quantificazione dei passaggi e del peso che hanno i
primi tre rispetto all’ultimo.
Legambiente
sostiene che riduzione, selezione e riciclaggio devono pesare
molto di più rispetto al recupero energetico: solo così si
può avere anche la certezza che lo smaltimento finale sarà
veramente il segmento residuale rispetto a tutto il sistema.
La
volontà è invece quella di privilegiare la parte del recupero
energetico rispetto alle altre. Di conseguenza, da più parti
arrivano segnali di ripresa della logica del "sacro
fuoco" ovvero della necessità di andare verso
l’incenerimento — seppur con recupero energetico - per la
gestione dei rifiuti. Nel frattempo si continuano ad ampliare le
discariche e ad autorizzare in via di emergenza quelle già
esaurite, nonostante una recente normativa più complessa e più
onerosa per i gestori. Sono due allora gli obiettivi delle
azioni (politiche, di mobilitazione, campagne locali e
nazionali) di Legambiente:
la
prevenzione e la minimizzazione della produzione dei rifiuti
l’alternativa
alla logica dello smaltimento finale come scorciatoia alla
gestione corretta
Indirizzare
la nostra azione secondo questi due criteri ci offre spazio e
argomenti per perseguire, da una parte, obiettivi che vanno
verso un sistema di consumi più critico, ecologicamente
corretto e meno impattante riguardo al consumo di materie prime
e, dall’altra, per contrastare la logica del tutto in
discarica/tutto all’incenerimento.
Legambiente
organizza ogni anno tre grandi campagne di pulizia e raccolta di
rifiuti: PULIAMO IL MONDO a settembre, NON TI SCORDAR
DI ME per le scuole e OPERAZIONE SPIAGGE E FONDALI PULITI
a maggio. |