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E'
sempre più frequente il brutto spettacolo dei rifiuti ingombranti
abbandonati dappertutto, una scelta fatta per risparmiare pochi
soldi, spesso solo per ignoranza e che conduce ad atti dannosi per
l'ambiente a l'economia.
Eppure
un recupero corretto dei beni durevoli (dalla raccolta, al
trasporto, al trattamento) è una soluzione conveniente che
permette di recuperare materie prime e salvaguardare l'ambiente.
Sono
molti i materiali e le sostanze recuperabili che non conviene
disperdere contenuti
nei beni durevoli abbandonati e che possono
provocare danni all'ambiente ed alla salute.
Dal
1° gennaio 2000 è vietato smaltire in discarica rifiuti
contenenti CFC (come i frigoriferi) che possono essere ritirati
solo da aziende autorizzate.
La
legge prevede che i beni durevoli per uso domestico a fine vita
devono essere consegnati ad un rivenditore, contestualmente
all'acquisto di un bene durevole dello stesso tipo. Oppure
(anche i mobili ed i beni durevoli a
contenuto non tecnologico)
debbono essere conferiti alle imprese che
gestiscono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani o agli
appositi centri comunali per la messa in riserva.
I
beni durevoli individuati dalla legge sono:
-
Frigoriferi,
surgelatori, congelatori che, se prodotti fino ai primi anni
'90, contengono clorofluorocarburi (CFC),
idroclorofluorocarburi (HFCC), olio di lubrificazione, CFC
(R11) nelle schiume poliuretaniche isolanti;
-
Televisori
e monitor che contengono tubi catodici fluorescenti con
polveri luminescenti a base di fosforo, terre rare e cadmio e
altri metalli pesanti (Piombo, Bario, ecc.), batterie e
condensatori elettrici;
-
Computer
che, negli esemplari precedenti al 1980, possono contenere
componenti pericolosi nelle memorie centrali e nelle
periferiche: condensatori con PCB (Policlorobifenile),
interruttori al mercurio, presenza di cadmio. I sistemi di
stampa e foturiproduzione contengono inchiostri e toner
inquinanti, condensatori ed altre apparecchiature pericolose;
-
Lavatrici,
Lavastoviglie
che contengono policlorobifenili (PCBs),
Piombo, rivestimenti plastici (PVC) dei cavi elettrici
;
-
Condizionatori
d'aria che contengono, se prodotti prima del 1995,
clorofluorocarburi (CFC) e idroclorofluorocarburi (HCFC).
Anche gli apparecchi più moderni contengono comunque olio di
lubrificazione, il CFC (R11)
nelle schiume poliuretaniche isolanti
.
COSA
FARE
La
raccolta
I
beni durevoli contengono spesso sostanze pericolose per
l’ambiente, come i CFC, gli oli, i condensatori con PCB, gli
inchiostri, i toner e le polveri contaminate da metalli pesanti,
perciò bisogna operare in modo che durante il trasporto, il
carico e lo scarico, vengano osservate le precauzioni volte ad
evitare rotture e danni che possano farle fuoriuscire e
disperdere, nell’ambiente.
Lo stoccaggio deve avvenire in un’area adeguatamente attrezzata,
con apparecchiature di sollevamento che non danneggino le parti
contenenti gas o fluidi e con tutte le salvaguardie della
sicurezza dei lavoratori stabilite dalle norme vigenti. Inoltre
devono essere fissate le parti che potrebbero aprirsi o staccarsi
accidentalmente. L’area deve essere al riparo dalle intemperie e
pavimentata con opportuni scoli.
Pretrattamento
e messa in sicurezza
Per
poter procedere alla messa in sicurezza dei materiali occorre, in
via preliminare asportare le parti mobili delle apparecchiature e
rimuovere le sostanze pericolose come mercurio, CFC, oli o le
parti fragili come i tubi catodici.
Sono
altresì presenti sostanze facilmente infiammabili che vanno
rimosse.
Questo
non può essere naturalmente fatto a casa nostra, ma in un idoneo
impianto provvisto di tutte le attrezzature necessarie e relative
protezioni, si può procedere a liberare ciò che era stato
fissato in fase di stoccaggio.
Materiali
di vetro, parti accessorie, tubi e guarnizioni di gomma, fili
elettrici, ecc... vanno ora rimossi, mentre eventuali versamenti
liquidi devono poter essere raccolti e immediatamente assorbiti.
Smontaggio
e separazione dei componenti
Privo
delle parti accessorie o pericolose, il bene durevole può subire
la procedura di disassemblaggio che deve essere precedentemente
determinata con precisione e sequenzialità perché da ciò
dipende sostanzialmente la possibilità di recuperare i
componenti.
Anche
questa fase, come la precedente, del resto, richiede un’alta
componente di manodopera e di professionalità individuale, che
poco si presta ad essere automatizzata, per la grande varietà
delle situazioni che si possono verificare. Le operazioni devono
essere condotte in ambienti chiusi e con attrezzature idonee.
Trattamento
I
componenti che hanno subito il pretrattamento o la fase di messa
in sicurezza (carcasse o corpi di frigoriferi e tubi catodici di
televisori e monitor), che risultano ancora contaminati
(rispettivamente da CFC e polveri luminescenti e vernici, lampade,
inchiostri, toner, condensatori) devono necessariamente essere
sottoposti alla fase di trattamento, in impianti adeguati ed in
grado di separare i componenti pericolosi per l’ambiente, da
quelli non pericolosi.
I
processi tecnologici che possono essere utilizzati sono
essenzialmente di natura fisica o chimica.
La
lavorazione di bonifica dei componenti, deve avvenire in ambienti
industriali adeguati alle operazioni di stoccaggio e trattamento
per aree e volumi, con adeguati presidi tecnologici di controllo
degli effluenti e di valutazione delle efficienze. A tale
proposito, la certificazione del sistema di qualità e del sistema
di gestione ambientale, assicurano che il processo è svolto in
modo altamente professionale.
Recupero
I
materiali selezionati in precedenza sono avviati al ciclo di
recupero. Ciò vale anche per quelli destinati alla produzione di
energia.
Smaltimento
In
discarica andrà la frazione di rifiuto residuale che non è
possibile recuperare in altro modo.
È
necessario uno stoccaggio in opportuno ambiente distinto da quello
di arrivo, con l’adozione dì tutte le misure di
sicurezza.
Le
diverse sostanze vanno riposte come richiesto dalle norme di legge
relative: in particolare liquidi pericolosi vanno stoccatì in
recipienti dotati di apparecchiature di sicurezza contro lo
sversamento ed il traboccamento.
Si
devono usare recipienti di materiali resistenti all'attacco
chimico e a sollecitazioni meccaniche, riposti per categorie e
facilmente individuabili. I fluidi volatili vanno mantenuti a
temperatura controllata, lontani da potenziali fonti di calore.
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