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Rifiuti - Raccolta differenziata e recupero

 

Se si prendono a riferimento gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dal Decreto Ronchi (15 % al 99, 25% al 2001, 35% al 2003) il panorama risulta assolutamente negativo con una media nazionale che, secondo stime diverse, si aggira attorno al 15% al 2001. 

Ma se si analizza il dato per macroaree e si scende un po’ più nel dettaglio, si nota che in questo settore vi sono state spinte molto significative, sia in quantità che in qualità, nonostante il forte freno che viene da parte governativa, convinta che anziché perdere tempo a studiare sistemi funzionali di raccolte differenziate, il grosso dello sforzo vada concentrato nella ricerca di siti idonei alla costruzioni di forni dove incenerire - di fatto - quello che adesso va in discarica.

Scendendo a leggere i dati che si organizzano a livello regionale si nota infatti che il Veneto ha raggiunto la Lombardia sugli obiettivi del decreto Ronchi; l’Emilia Romagna, la Toscana, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige (grazie soprattutto alla Provincia di Bolzano) e il Piemonte hanno superato la quota del 15% e altre quattro regioni centrali si approssimano all’obiettivo del 15% (escluso il Lazio che si accoda alle regioni del Sud con percentuali ancora sotto il 10%).

Più interessanti i dati disaggregati per città: secondo l’indagine Comuni Ricicloni 2003, da 466 sono infatti diventate 606 le realtà che riescono a raggiungere e superare gli obiettivi di legge. I comuni che superano il 50% della raccolta differenziata sono 469 (erano 342 nel 2002) e 11 sono comuni del sud. Un centinaio circa hanno superato il 35% e fra questi è più che raddoppiata la presenza dei comuni piemontesi.

Ancora più significativo il dato relativo alle singole frazioni merceologiche che fa emergere in maniera chiara che le percentuali più elevate di raccolte differenziate si registrano laddove si è avviata una raccolta separata della frazione organica domestica e degli sfalci verdi e dove si è operato per una consistente riorganizzazione dei sistemi di raccolta.

In queste realtà, la raccolta differenziata, da accessoria è divenuta il perno dell’intero sistema e la raccolta separata degli scarti organici si è rivelata l’elemento fondamentale per il raggiungimento di molteplici obiettivi di gestione. Anche dal punto di vista dei costi la raccolta differenziata conviene: in una indagine di Federambiente sui costi della gestione integrata dei rifiuti urbani, condotta su un campione significativo di aziende che coprono con il loro servizio circa 8 milioni di abitanti, emerge che le gestioni integrate permettono una ottimizzazione dei costi e delle rese dei circuiti di raccolta differenziata e di quelli della frazione non differenziata. E’ comunque assolutamente evidente anche da questo studio che la raccolta differenziata deve essere finalizzata al recupero di materia, pena la scarsa efficacia in termini di risultati: basse percentuali di intercettazione delle frazioni, bassa qualità del materiale raccolto e quindi bassi ricavi dalla vendita del materiale.

Il recente rapporto di Fise-Assoambiente — la principale associazione di imprese private di servizi ambientali - ha registrato per il 2002 un andamento complessivamente stabile del mercato del recupero con significativi incrementi nel recupero della carta, del vetro e della plastica.

E’ evidentemente un settore nato e sviluppato attorno agli imballaggi, dove il circuito CONAI - Consorzi di filiera (nel quale è da apprezzare soprattutto il ruolo svolto nell’ultimo periodo da Corepla e Cial) ha rappresentato l’elemento catalizzatore per la messa in moto di un circuito che adesso svolge un ruolo importante lungo la filiera che dalla raccolta differenziata arriva al ri-prodotto. E’ però un settore ancora fortemente localizzato nelle aree del nord del paese, sia in termini impiantistici che di capacità imprenditoriale, ed è ancora contrassegnato da una politica assistenziale.

Con caratteristiche assolutamente diverse — tra cui la volontarietà a fronte dell’obbligatorietà del settore imballaggi, olii e batterie esausti - si è andato consolidando negli ultimi tre-quattro anni il mercato del recupero delle frazioni organiche con produzione di compost, con un incremento, sia in termini numerici che quantitativi, del ricorso a questo tipo di pratica su tutto il territorio nazionale. In particolare, tra il 2000 ed il 2001 si è registrato un aumento del 32% della frazione selezionata avviata a compostaggio e del 20% di rifiuti indifferenziati avviati a trattamento meccanico biologico. 

Nel settore dei rifiuti speciali si registra invece una preoccupante situazione di "falsi recuperi" che altro non sono che smaltimenti abusivi - resi ancor più facili da provvedimenti normativi assai discutibili - che oltre a produrre gravi danni all’ambiente, frenano la ricerca di innovazioni tecnologiche e creano un forte danno economico e di immagine agli operatori seri.