
Discarica
Addio!
contro
gli sprechi, meno rifiuti, più riciclaggio
Mobilitazione
nazionale 10 e 11 maggio 2004
I
rifiuti sono una delle più gravi emergenze ambientali, e anche una delle
più "universali". Tra gli effetti collaterali del nostro stile
di vita vi è infatti la produzione di montagne di rifiuti per le quali è
sempre più complicato trovare una sistemazione. Il loro volume è in
preoccupante continuo aumento e la gestione di questa immensa quantità di
spazzatura è spesso inadeguata, antiquata e rappresenta un serio rischio
per la salute e per l'ambiente.
La
Regione Toscana ha indicato nel suo Piano di Azione Ambientale
l'Arcipelago Toscano come "Area a rischio" per i rifiuti.
Infatti le isole toscane hanno una scarsa o nulla raccolta differenziata
ed esportano i rifiuti in continente (Giglio, Capraia, Giannutri) o
utilizzano ancora discariche ormai giunte all'esaurimento come l'Elba o
impianti di recupero che si sono rilevati inadeguati o malgestiti come
quelli del Buraccio e l'"Ecocentro" della Pila, sempre all'Elba.
Lo
stesso aggiornamento del Piano dei Rifiuti della Provincia di Livorno,
indica nei Comuni elbani l'anello debole dell'intero sistema di raccolta,
riciclaggio e smaltimento di una provincia che, altrimenti, sarebbe
perfettamente in linea con le quote fissate dal Decreto Ronchi per rifiuti
e la raccolta differenziata.
All'Elba
è ancora in funzione la discarica di Literno (Comune di Campo nell'Elba)
in via di esaurimento e più volte ampliata per supplire alla mancanza
cronica di una vera politica dei rifiuti a livello isolano.
All'Elba
vengono raccolte (dati 2002) 29.976,17 tonnellate di rifiuti e solo
1.992,35 sono Raccolta Differenziata (appena il 6,92%) dato che è
cresciuto lievemente negli ultimi anni e non in tutti i Comuni, in alcuni
dei quali la raccolta differenziata non è nemmeno iniziata, oppure
riguarda solo alcune limitate categorie di rifiuti.
Una
situazione che non è nemmeno economica, visto che gli Elbani pagano molto
cari (e rischiano di pagare ancora di pìù in futuro) lo smaltimento dei
rifiuti indifferenziati e le politiche sbagliate delle Amministrazioni
Comunali.
Infatti,
in media, per ogni metro quadro di abitazione ed attività si paga:
a Campo 1,50 € al mq, a Rio Marina Marina 1,76, a Porto Azzurro 1,82, a
Portoferraio 2,53, a Capoliveri 2,42, a Marciana Marina 2, 80.
La
prevenzione, cioè la riduzione a monte dei rifiuti stessi, è l’azione
fondamentale che deve costituire la priorità assoluta per qualsiasi
valida politica di gestione dei rifiuti.
Ma
non è quello che in realtà succede. Lo scenario attuale indica che
l'aspetto che trova più difficoltà di applicazione è proprio la
prevenzione nella produzione dei rifiuti, insieme alle raccolte
differenziate che, come media nazionale, sono ancora ferme al 15% ed
all'Elba ancora meno.
Lo
smaltimento in discarica rimane infatti la forma di gestione predominante
nel nostro Paese, con percentuali intorno al 70% per i rifiuti urbani e
del 96% per i rifiuti speciali non pericolosi. Sono molti, troppi, i
"buchi" dove vanno a finire anche quelle frazioni di rifiuti che
potrebbero essere invece riciclate, recuperate e trasformate in
"altra" materia o in energia.
La
logica dello smaltimento in discarica è quella più "facile":
investimenti a costi poco elevati, ritorni economici più rapidi. Ma
questa logica ha avuto come conseguenza che la discarica si sia affermata
in Italia come scelta prevalente anziché residuale nella gestione dei
rifiuti, e ha favorito l’ingresso nel settore della malavita organizzata
che, potendo garantire costi ancora più bassi, ha reso in molte regioni
— soprattutto in quelle meridionali - qualsiasi altro sistema
assolutamente non competitivo. A fare le spese di questa situazione,
l’ambiente e la salute della collettività.
Il
continuo incremento delle discariche sottrae spazio al territorio, genera
un accumulo di sostanze pericolose nel suolo, le sostanze putrescibili
causano odori sgradevoli che generano inoltre la formazione e la
liberazione in atmosfera del biogas, che assieme all’anidride carbonica
è uno dei principali responsabili dell'aumento dell’effetto serra.
E
allora contro la filosofia della discarica come forma prioritaria di
smaltimento finale dei rifiuti, Legambiente ha promosso una mobilitazione
nazionale che durante il fine settimana del 10 e 11 maggio toccherà tanti
luoghi d’Italia per dire a gran voce: discarica addio!

Unisciti
alla nostra protesta! Contatta il circolo di Legambiente Arcipelago
Toscano
info@legambientearcipelagotoscano.it
IL
RUOLO DEI CITTADINI
I
nostri comportamenti quotidiani possono favorire una gestione più
sostenibile dei rifiuti. Anche noi cittadini, infatti, possiamo fare
molto: scegliendo in modo più consapevole gli acquisti e usando più
attenzione quando si tratta di eliminare i prodotti usati. Per contribuire
tutti a ridurre la quantità di rifiuti prodotti dobbiamo abituarci a:
-
acquisti
ragionati:
-
scegliere
prodotti di lunga durata e riutilizzabili (per esempio evitare
piatti e stoviglie di plastica o di cartone)
-
preferire
i prodotti riciclati e riciclabili (riutilizzate le buste di
plasticaper fare la spesa, o meglio ancora è meglio usare una
sacca di cotone o le buste di carta o le scatole di cartone che il
supermercato getta via)
-
limitare
gli imballaggi e riutilizzarli (evitare prodotti che utilizzano
imballo superfluo che finisce immediatamente dalla busta della
spesa alla pattumiera: il cartone che contiene il tubo del
dentifricio, le confezioni da tre di scatolame vario, ecc.);
preferire prodotti confezionati con materiale riciclato
-
acquistare
confezioni "familiari" (una confezione di detersivo da
5lt, invece di 5 da 1lt)
-
usare
i prodotti ricaricabili
-
acquistare
pile ricaricabili
-
ridurre
il consumo di acqua minerale (spesso l’acqua del rubinetto è
migliore di quella in bottiglia)
-
preferire
contenitori in vetro piuttosto che in plastica (in molte città
ancora non viene effettuata la raccolta differenziata della
plastica)
-
selezionare
i rifiuti, separarli e gettarli negli appositi contenitori per la
raccolta differenziata
-
smaltire
in modo corretto i rifiuti ingombranti (per esempio elettrodomestici o
mobili vecchi): chiedere informazioni agli uffici comunali prima che
venga la tentazione di abbandonarli vicino ai cassonetti
-
non
buttare nel cassonetto le potature del giardino, ma insieme agli
scarti verdi di cucina trasformarli in ottimo compost per le piante.
-
smaltire
in modo corretto i rifiuti tossici e pericolosi come le batterie
esauste delle auto e dei telefoni cellulari. Contengono piombo, è un
metallo altamente tossico che non deve essere disperso nell'ambiente.
Chiedete informazioni a Cobat, il consorzio per la raccolta delle
batterie esauste (numero verde 800869120). Per smaltire l’olio
usato, che se versato in terra penetra nel terreno avvelenando piante
ed animali, rivolgersi al Coou, consorzio per lo smaltimento degli oli
usati (numero verde 800863048).
Per
idee, informazioni, suggerimenti, per saperne di più sulla gestione dei
rifiuti collegatevi con: www.legambiente.org
(canale 4: ecosportello) www.rifiutinforma.it.
Si può fare molto senza modificare radicalmente le nostre abitudini,
bisogna solo vincere un po’ di pigrizia: ma vale la pena, è in gioco la
nostra salute e quella delle generazioni future.
|