Se
la sono presa comoda gli elbani dei due pulmann organizzati da Legambiente
Arcipelago Toscano per partecipare alla manifestazione per la Pace di
Roma: traghetto alle 7,30 di mattino (i piombinesi levataccia alle
5…), arrivo a Piombino alle 8,30 e partenza, con calma, verso le 9.
Qualcuno da forfait all’ultimo minuto, altri si imbarcano all’ultimo
minuto, sembra un caos ma è tutto perfetto.
La meta dovrebbe essere Piazzale Ostiense, ma, prima sulla nave e poi
sui bus si discute: vale la pena andarsi a mettere in coda ad un corteo
che, 99 su 100 non riuscirà nemmeno a muoversi perché i 15 chilometri
del percorso sono gia completamente intasati?
La vecchia guardia dice “Piazzale Ostiense”, facciamo i bravi
andiamo alla partenza, Legambiente, spalleggiata dai più dice: saltiamo
il corteo con la metropolitana, infilamoci alla stazione termini e
arriviamo a Piazza San Giovanni. Vince Legambiente per acclamazione:
meno strada da fare, più da divertirsi. E poi c’è Gian Lorenzo, il
Presidente di Legambiente Arcipelago, in carrozzella per una frattura al
piede e non è che ci sono molti volontari per scarrozzarlo 15 KM….
Arrivo a Roma alle 12,30, l’autista sbaglia l’uscita indicata
dall’organizzazione, ma l’indovina alla grande: scendiamo davanti
alla stazione del Metrò EUR-Magliana (ricordarsi il nome…), siamo
solo noi e qualche pulmann di toscani, sarà facile salire! Non è vero:
le carrozze sono piene zeppe. E’ un assalto all’arma bianca, si
contano già i dispersi e, a scaglioni ridotti, ci incuneiamo in un
groviglio contundente di corpi, zainetti, bandiere, orecchini e percing.
Umberto porta lo striscione arrotolato, Pino l’aste per sostenerlo,
altro non si sa.
Eppure,
sotto una grande bandiera con le tre api, a Termini ci siamo tutti.
Si stende lo striscione verde, disegnato da Nicoletta, Enrico, Lorenzo e
Susanna: 8 metri con una grande scritta bianca: ELBA ISOLA PER LA PACE.
Foto ricordo. Foto di Turisti e giornalisti. Cucitura di nastrini
multicolori suppletivi.
Si parte? Si parte! Ma con calma.
Davanti alla stazione arrivano già le avanguardie del corteo, un attimo
di indecisione e partiamo. Strano, c’è solo il nostro striscione e
tutti ci vengono dietro.
La gente ci guarda divertita, l’Agenzia Rueter ci inquadra a lungo,
una televisione locale ci intervista.
Ci fermano dopo poche centinaia di metri a Piazza Santa Maria Maggiore.
Un Signore dell’Organizzazione ci chiede dove stiamo andando. “La
testa del corteo deve ancora arrivare, mettetevi da parte”.
Passano le camionette della polizia, ecco lo striscione e la testa del
corteo: avevano annunciato gli arrabbiatissimi Disubbidienti di
Casarini, stanno sfilando i pensionati dell’Auser e della CGIL di
Ferrara! Ci guardiamo: se non ci sono i disubbidienti, disubbidiamo noi.
Sfondiamo come burro le tolleranti file di anziani e ci appropriamo
della testa del corteo!
Siamo in cima ad un serpentone enorme di umanità che non riuscirà
nemmeno a muoversi dalla piazza di partenza e che si dividerà in
centinaia di cortei spontanei. Però l’Elba guida il corteo ufficiale.
Le foto si sprecano, gli applausi ci arrivano dalla strada e dai
palazzi: “Forza Elba”; “Bravi Elbani”, “Guarda ci sono anche
gli Elbani, allora siamo proprio tutti”. L’Elba gode di grande
simpatia.
Una suora ci saluta dalla finestra semiaperta di un convento dove
sventola la bandiera della Pace, boato di risposta da parte nostra,
commento irriverente di Mario Papi, perdonato di tutto da tutti perché
è stata la nostra guida e il nostro maestro.
Ora
possiamo guardarci: siamo una strana accozzaglia sotto quello striscione
verde: Legambiente con le sue bandiere, tanti Ragazzi del Canile in
incognito, molta sinistra senza bandiere di partito, cattolici, decine
di ragazzi e ragazze con le bandiere della pace ed i simboli antiguerra
disegnati sulla pelle.
Mario ci impone il ritmo, ci diverte e diverte tutti quelli che ci
vedono sfilare.
Cantiamo in dialetto una castigata: “Saaaabato / saaaabato /mi succede
ogni sabato / Che fretta c’era? / Malidetta questa guera / Malidetta
come te!” E una più hard (con notevole successo di pubblico: “Ecco
i Toscani”): “Questa Guera non ci va / Il budello di tu’ ma’”
Ci saluta anche l’Onorevole Occhetto. Ma ormai si è sparsa la voce
che siamo alla testa del corteo, ci raggiungono anche gli altri elbani
che erano arrivati direttamente in Piazza San Giovanni. Abbracci e baci,
complimenti, bravi!
Tra applausi e sorrisi, ci accoglie una piazza già piena. Ormai ci
siamo montati la testa: bisogna andare sotto il palco, vicino alla
cattedrale. Lo striscione sembra una chiave magica: tutti ci lasciano
passare, arriviamo alle transenne della grande Chiesa. Ci chiama
dall’Elba Giovanni Fratini: “Come avete fatto? Lo striscione
dell’Elba è in diretta sulla 7”. Grandi!!!
Gli elbani si
scatenano, le bimbe ballano tutto il ballabile, anche gli interventi
degli oratori.
Sappiamo che durerà poco, alle 16 si torna verso i bus, dall’altra
parte della città, i metrò più vicini sono bloccati, decidiamo di
andare al Colosseo. E’ un delirio: in mezz’ora percorriamo 2/300
metri controcorrente di un fiume di gente che va verso piazza San
Giovanni, solo che li non dovrebbe esserci nessun corteo… Ci perdiamo,
ci ritroviamo quasi tutti grazie alla bandiera dell’Elba, nessun
ferito, pochi dispersi. Prendere la metropolitana è un’impresa da
kamikaze, ma ormai la truppa è rodata, e i più esperti come Fiorella
sono già al pulmann. E’ quasi un miracolo: con solo un’ora di
ritardo siamo tutti al bus e si parte per Piombino. Stanchi e
soddisfatti. Ci giunge notizia che il TG3 della Toscana ha aperto con il
nostro striscione.
Ci raggiungono gli elbani del Social Forum e di Rifondazione e prendiamo
tutti insieme il Traghetto straordinario che la Moby ci ha gentilmente
messo a disposizione.
Senza, avremmo dovuto passare la notte a Piombino: questa bella giornata
finisce con un grande ringraziamento all’equipaggio della Giraglia.
Umberto
Mazzantini
La foto mostra
gruppo degli Elbani che il 15 febbraio 2003 hanno partecipato alla
gigantesca manifestazione per la pace di Roma, con l’ormai mitico
striscione “ELBA ISOLA PER LA PACE”, che dopo aver avuto l'onore
di aprire una edizione del TG Rai, era stato stato sparato dal
satellite in tutto il mondo.
Ed in particolare questa immagine fissa il momento in cui la pacifica
Task-Force degli isolani, un po' disubbidienti si sa per natura, aveva
quasi "rubato" la testa di uno sterminato corteo, e
proponeva la sua proposta di Pace in verde.
La foto è piaciuta molto, tanto da essere una tra quelle selezionate
per la compilazione di un CD allegato ai quotidiani l’Unità, il
Manifesto, Liberazione e dal settimanale Carta ed in vendita in tutte
le edicole a 1,90 €.
Tra i tre milioni di Roma, molti hanno voluto fissare i colori di quel
giorno ed hanno inviato le loro foto all’Unità OnLine da Roma,
Londra, Dublino, Tokyo, persino dalla base antartica di Amudsen-Scott,
al Polo Sud, centinaia di immagini che vengono riproposte nel CD
distribuito dai quattro giornali
E' uno straordinario diario collettivo di una giornata bella ed
esaltante della quale hanno scritto un piccolo frammento colorato gli
oltre 250 elbani ed elbane che hanno partecipato.
