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Campagne - Sì alla pace No alla guerra

 

SI alla PACE, NO alla Guerra

 

15 febbraio 2003 MANIFESTAZIONE PER LA PACE

 

A Roma dietro l’Acobaleno con le Tre Api

 

Legambiente Arcipelago Toscano è attiva sui temi della Pace, siamo stati noi ad organizzare la partecipazione elbana al Grande Corteo contro la Guerra in Iraq del 15 febbraio 2003 e che ha visto la più massiccia partecipazione di isolani ad una manifestazione nazionale. Ecco una cronaca di quella giornata mondiale con gli elbani protagonisti.

Come gli elbani presero la testa

del più grande corteo del mondo

Se la sono presa comoda gli elbani dei due pulmann organizzati da Legambiente Arcipelago Toscano per partecipare alla manifestazione per la Pace di Roma: traghetto alle 7,30 di mattino (i piombinesi levataccia alle 5…), arrivo a Piombino alle 8,30 e partenza, con calma, verso le 9.
Qualcuno da forfait all’ultimo minuto, altri si imbarcano all’ultimo minuto, sembra un caos ma è tutto perfetto.
La meta dovrebbe essere Piazzale Ostiense, ma, prima sulla nave e poi sui bus si discute: vale la pena andarsi a mettere in coda ad un corteo che, 99 su 100 non riuscirà nemmeno a muoversi perché i 15 chilometri del percorso sono gia completamente intasati?
La vecchia guardia dice “Piazzale Ostiense”, facciamo i bravi andiamo alla partenza, Legambiente, spalleggiata dai più dice: saltiamo il corteo con la metropolitana, infilamoci alla stazione termini e arriviamo a Piazza San Giovanni. Vince Legambiente per acclamazione: meno strada da fare, più da divertirsi. E poi c’è Gian Lorenzo, il Presidente di Legambiente Arcipelago, in carrozzella per una frattura al piede e non è che ci sono molti volontari per scarrozzarlo 15 KM….
Arrivo a Roma alle 12,30, l’autista sbaglia l’uscita indicata dall’organizzazione, ma l’indovina alla grande: scendiamo davanti alla stazione del Metrò EUR-Magliana (ricordarsi il nome…), siamo solo noi e qualche pulmann di toscani, sarà facile salire! Non è vero: le carrozze sono piene zeppe. E’ un assalto all’arma bianca, si contano già i dispersi e, a scaglioni ridotti, ci incuneiamo in un groviglio contundente di corpi, zainetti, bandiere, orecchini e percing.
Umberto porta lo striscione arrotolato, Pino l’aste per sostenerlo, altro non si sa.


Eppure, sotto una grande bandiera con le tre api, a Termini ci siamo tutti.
Si stende lo striscione verde, disegnato da Nicoletta, Enrico, Lorenzo e Susanna: 8 metri con una grande scritta bianca: ELBA ISOLA PER LA PACE.
Foto ricordo. Foto di Turisti e giornalisti. Cucitura di nastrini multicolori suppletivi.
Si parte? Si parte! Ma con calma.
Davanti alla stazione arrivano già le avanguardie del corteo, un attimo di indecisione e partiamo. Strano, c’è solo il nostro striscione e tutti ci vengono dietro.
La gente ci guarda divertita, l’Agenzia Rueter ci inquadra a lungo, una televisione locale ci intervista.
Ci fermano dopo poche centinaia di metri a Piazza Santa Maria Maggiore.
Un Signore dell’Organizzazione ci chiede dove stiamo andando. “La testa del corteo deve ancora arrivare, mettetevi da parte”.
Passano le camionette della polizia, ecco lo striscione e la testa del corteo: avevano annunciato gli arrabbiatissimi Disubbidienti di Casarini, stanno sfilando i pensionati dell’Auser e della CGIL di Ferrara! Ci guardiamo: se non ci sono i disubbidienti, disubbidiamo noi.
Sfondiamo come burro le tolleranti file di anziani e ci appropriamo della testa del corteo!
Siamo in cima ad un serpentone enorme di umanità che non riuscirà nemmeno a muoversi dalla piazza di partenza e che si dividerà in centinaia di cortei spontanei. Però l’Elba guida il corteo ufficiale. Le foto si sprecano, gli applausi ci arrivano dalla strada e dai palazzi: “Forza Elba”; “Bravi Elbani”, “Guarda ci sono anche gli Elbani, allora siamo proprio tutti”. L’Elba gode di grande simpatia.
Una suora ci saluta dalla finestra semiaperta di un convento dove sventola la bandiera della Pace, boato di risposta da parte nostra, commento irriverente di Mario Papi, perdonato di tutto da tutti perché è stata la nostra guida e il nostro maestro.
Ora possiamo guardarci: siamo una strana accozzaglia sotto quello striscione verde: Legambiente con le sue bandiere, tanti Ragazzi del Canile in incognito, molta sinistra senza bandiere di partito, cattolici, decine di ragazzi e ragazze con le bandiere della pace ed i simboli antiguerra disegnati sulla pelle.
Mario ci impone il ritmo, ci diverte e diverte tutti quelli che ci vedono sfilare.
Cantiamo in dialetto una castigata: “Saaaabato / saaaabato /mi succede ogni sabato / Che fretta c’era? / Malidetta questa guera / Malidetta come te!” E una più hard (con notevole successo di pubblico: “Ecco i Toscani”): “Questa Guera non ci va / Il budello di tu’ ma’”
Ci saluta anche l’Onorevole Occhetto. Ma ormai si è sparsa la voce che siamo alla testa del corteo, ci raggiungono anche gli altri elbani che erano arrivati direttamente in Piazza San Giovanni. Abbracci e baci, complimenti, bravi!
Tra applausi e sorrisi, ci accoglie una piazza già piena. Ormai ci siamo montati la testa: bisogna andare sotto il palco, vicino alla cattedrale. Lo striscione sembra una chiave magica: tutti ci lasciano passare, arriviamo alle transenne della grande Chiesa. Ci chiama dall’Elba Giovanni Fratini: “Come avete fatto? Lo striscione dell’Elba è in diretta sulla 7”. Grandi!!!


Gli elbani si scatenano, le bimbe ballano tutto il ballabile, anche gli interventi degli oratori.
Sappiamo che durerà poco, alle 16 si torna verso i bus, dall’altra parte della città, i metrò più vicini sono bloccati, decidiamo di andare al Colosseo. E’ un delirio: in mezz’ora percorriamo 2/300 metri controcorrente di un fiume di gente che va verso piazza San Giovanni, solo che li non dovrebbe esserci nessun corteo… Ci perdiamo, ci ritroviamo quasi tutti grazie alla bandiera dell’Elba, nessun ferito, pochi dispersi. Prendere la metropolitana è un’impresa da kamikaze, ma ormai la truppa è rodata, e i più esperti come Fiorella sono già al pulmann. E’ quasi un miracolo: con solo un’ora di ritardo siamo tutti al bus e si parte per Piombino. Stanchi e soddisfatti. Ci giunge notizia che il TG3 della Toscana ha aperto con il nostro striscione.
Ci raggiungono gli elbani del Social Forum e di Rifondazione e prendiamo tutti insieme il Traghetto straordinario che la Moby ci ha gentilmente messo a disposizione.
Senza, avremmo dovuto passare la notte a Piombino: questa bella giornata finisce con un grande ringraziamento all’equipaggio della Giraglia.

Umberto Mazzantini

 
La foto mostra gruppo degli Elbani che il 15 febbraio 2003 hanno partecipato alla gigantesca manifestazione per la pace di Roma, con l’ormai mitico striscione “ELBA ISOLA PER LA PACE”, che dopo aver avuto l'onore di aprire una edizione del TG Rai, era stato stato sparato dal satellite in tutto il mondo.
Ed in particolare questa immagine fissa il momento in cui la pacifica Task-Force degli isolani, un po' disubbidienti si sa per natura, aveva quasi "rubato" la testa di uno sterminato corteo, e proponeva la sua proposta di Pace in verde.
La foto è piaciuta molto, tanto da essere una tra quelle selezionate per la compilazione di un CD allegato ai quotidiani l’Unità, il Manifesto, Liberazione e dal settimanale Carta ed in vendita in tutte le edicole a 1,90 €.
Tra i tre milioni di Roma, molti hanno voluto fissare i colori di quel giorno ed hanno inviato le loro foto all’Unità OnLine da Roma, Londra, Dublino, Tokyo, persino dalla base antartica di Amudsen-Scott, al Polo Sud, centinaia di immagini che vengono riproposte nel CD distribuito dai quattro giornali
E' uno straordinario diario collettivo di una giornata bella ed esaltante della quale hanno scritto un piccolo frammento colorato gli oltre 250 elbani ed elbane che hanno partecipato.