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ELBA
/ SPIAGGIA DI FETOVAIA
OPERAZIONE
PANCRAZIO

Albergatori
e Ambientalisti insieme per salvare il Giglio di mare
Fetovaia
è una bellissima spiaggia bianca della costa sud dell’isola d’Elba,
incastonata tra il lungo dito di un promontorio verde e un’aspra
montagna di granito che sale fino ai 1019 metri di Monte Capanne. Un
frammento tranquillo di tropici (nel luglio 2003 Goletta Verde ha
registrato nella piccola frazione del Comune di Campo nell’Elba una
temperatura del mare di oltre 30°) che in estate è assalita dai turisti
e dalle imbarcazioni.
I
custodi di questo piccolo paradiso sono diventati gli albergatori del
Consorzio Costa del Sole, imprenditori seri che vogliono coniugare turismo
e paesaggio, affari e ambiente. Sono stati loro a fissare regole di
comportamento, a riaprire sentieri tra la macchia mediterranea ed il
granito ed a chiedere al Parco Nazionale di ripulire e segnalare percorsi
trekking e per muountain bike ed alla Capitaneria di Porto di allontanare
ad almeno 300 metri dall’arenile le imbarcazioni che sono attratte da
questa baia trasparente e riparata.
Ma
da qualche anno, in un silenzio quasi segreto, gli albergatori di Fetovaia
si stanno dedicando ad un’altra “strana” attività: coltivano un
fiore sulla spiaggia, il Pancrazio o Giglio di Mare, una pianta forte e
delicata nello stesso tempo che, ormai molti anni fa, popolava tutte le
spiagge sabbiose dell’Elba, le dune ormai spianate dall’industria
turistica e dalla cementificazione.
Il
Pancrazio (Pancratium maritimum) è un basso cespuglio che punteggia la
sabbia di verde e poi avvizzisce dando vita a bianchissimi fiori delicati
che sbocciano tra luglio ed agosto ed attirano con la loro bellezza
insetti e turisti, con quest’ultimi che purtroppo li scambiano troppo
spesso per bellissimi ed effimeri souvenirs.
Il
Giglio delle sabbie è in pericolo, nonostante le leggi che lo proteggono,
e gli albergatori lo hanno prima difeso e coltivato sulla caldissima
sabbia, salvando una popolazione piccola ma in buona salute, ed oggi hanno
stretto un patto con Legambiente (vedi lettera, foto e schede allegate)
chiedendo a Regione, Provincia, Comune e Parco Nazionale più protezione,
attenzione, informazione e tutela.
Insomma,
gli albergatori e gli ambientalisti chiedono insieme che il turismo
balneare faccia un po’ di spazio al Pancrazio, che gli ombrelloni e i
teli da spiaggia si allontanino di qualche passo dai Gigli di mare perchè
come dice Sergio Galli, Presidente del Consorzio Costa del Sole
“La convivenza tra una spiaggia affollata ed un fiore delicato,
selvatico e raro è possibile. Siamo convinti che salvare questo fiore sia
importante anche per la qualità dell’offerta turistica, perché
sdraiarsi a prendere il sole accanto a queste magnifiche piante fa bene
anche al cuore ed all’anima del turista più disattento”.
Ma
ambientalisti del Cigno Verde ed albergatori della Costa del Sole hanno
anche un obiettivo più ambizioso: “Da questa alleanza tra imprenditoria
ed ambiente, dall’esempio di questa piccola spiaggia elbana - dice
Umberto Mazzantini del Direttivo Nazionale di Legambiente - vorremmo
far nascere un “progetto Pancrazio” per raccogliere i nerissimi semi
di questo fiore e riportare il Giglio di Mare anche sugli arenili dove sta
scomparendo, a cominciare dalla vicina costa delle Tombe-Rosselle, una
spiaggia selvaggia che nel 2003 è stata premiata da LEGAMBIENTE come una
delle 11 più belle d’Italia”.
Una
collaborazione, quella tra ambientalisti ed hotel, che all’Elba sembra
“contagiare” molti albergatori, visto che nella maggiore delle isole
dell’Arcipelago Toscano una trentina di alberghi grandi e piccoli hanno
aderito all’ecolabel “Legambiente turismo”, un marchio di qualità
che impone regole e comportamenti per una gestione ecosostenibile delle
strutture alberghiere.
Spiaggia in bassa stagione
Spiaggia
in alta stagione

La
zona che ospita il Pancrazio in agosto
LA
LETTERA
Legambiente
Arcipelago Toscano
Recapito:
loc. Uccellaia – 57033 Marciana Marina (Elba) Livorno
Sede
del Circolo: Salita Napoleone 57037 Portoferraio (Elba) Livorno
telefono
0565 99113 - 904213 fax 0565 904353 – 904213
E-mail:
info@legambientearcipelagotoscano.it
www.legambientearcipelagotoscano.it
Costadelsole
Via del mare 8 57030 Pomonte/Marciana (Elba) LI
Tel. 0565988035 fax 0565988029 www.costadelsole.it
e-mail: info@costadelsole.it
Alla
cortese attenzione di:
Signor
Sindaco del Comune di Campo nell’Elba;
Commissario
del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano;
Assessore
all’Ambiente della Regione Toscana;
Assessore
all’Ambiente della Provincia di Livorno
Oggetto:
difesa e valorizzazione del Giglio di Mare (Pancratium maitimum) sulla
spiaggia di Fetovaia
Egregi
Signori,
da qualche anno gli albergatori riuniti nell’Associazione “Costa del
Sole” stanno faticosamente difendendo ciò che rimane di un prezioso
ambiente dunale che caratterizzava la spiaggia di Fetovaia, nel Comune di
Campo nell’Elba.
In
particolare l’opera di salvaguardia e sensibilizzazione dei bagnanti si
è rivolta verso una specie floristica di grande bellezza ed ormai rara
nell’Arcipelago Toscano: il Giglio di Mare, anche detto Giglio delle
sabbie o di San Pancrazio o Pancrazio (Pancratium maritimum), una pianta
tipica delle sabbie che produce un fiore molto delicato che fiorisce in
piena estate, proprio in coincidenza con la massima frequentazione delle
spiagge (vedi scheda).
Fetovaia,
grazie all’attenzione degli operatori turistici, è una delle poche
spiagge elbane (insieme al ben più vasto ambiente dunale di Lacona) dove
questa pianta della famiglia delle Amaryllidaceae continua ad avere una
presenza di una certa consistenza.
Il
Giglio di Mare è stato dichiarato protetto negli anni passati da una
delibera del confinante Comune di Marciana che purtroppo, in mancanza di
misure conseguenti e di informazioni rivolte a turisti e cittadini, non
sembra aver avuto risultati apprezzabili vista la diminuzione del Pancratium
maritimum anche in quel territorio.
La
legge Regionale n. 56/2000 sulla biodiversità “NORME PER LA
CONSERVAZIONE E LA TUTELA DEGLI HABITAT NATURALI E SEMINATURALI, DELLA
FLORA E DELLA FAUNA SELVATICHE” prevede all’articolo 6 comma 1
il divieto di Danneggiare, estirpare, distruggere e raccogliere specie
vegetali indicate nell’allegato C (Specie vegetali protette)
che comprende anche il Pancratium maritimum.
Le
Dune mediterranee sono incluse nella lista degli Habitat secondo la
direttiva 92/43/CEE
Inoltre
l’intera zona è compresa in un Sito di Interesse Comunitario
(pSIC Monte Capanne e promontorio dell’Enfola – IT5150012, con habitat
di interesse prioritario) e facente parte dei Siti B “collegati alla
direttiva Habitat che hanno una consistente parte in comune con aree
protette già istituite, per i quali le perimetrazioni sono accettate con
riserva, e si rimanda la verifica delle porzioni di sito esterne alle aree
protette in sede di approfondimento da attuare nel passaggio ad una
rappresentazione cartografica di maggiore dettaglio” (D.C.R. n.342 del
10 novembre 1998 Approvazione siti individuati nel progetto Bioitaly e
determinazioni relative all’attuazione della direttiva comunitaria
“Habitat”).
Per
evitare che il Pancrazio miracolosamente sopravvissuto a Fetovaia venga
messo in pericolo, siamo a chiedere alle SS.VV. le seguenti misure di
protezione e valorizzazione:
un
atto del Comune di Campo nell’Elba che, in ottemperanza della L.R.
56/2000, dichiari il Pancratium maritimum specie protetta in tutto il
territorio comunale;
La
conferma della classificazione a SIC per l’intera area e
l’individuazione di piccole fasce di salvaguardia specifica dedicate
alla flora dunale nella spiaggia di Fetovaia, in corrispondenza della
presenza di piante di Giglio di Mare, in particolare nell’area ad ovest
più vicina agli stabilimenti balneari e lungo la ridotta fascia di
spiaggia che costeggia il reticolato della pineta fino alla radice del
promontorio di Fetovaia;
la
salvaguardia della pineta retrostante la spiaggia che permette il
perpetuarsi di ciò che rimane dell’ambiente dunale e delle specie ad
esso legate;
la
messa in opera di “difese” provvisorie per le zone di vegetazione del
Pancrazio (piccole recinzioni intorno alle piante e delimitazioni
“leggere” intorno alle zone di più esteso popolamento);
raccolta
dei semi per utilizzarli per reintrodurre la specie Pancratium maritimum
in altre spiagge e per il mantenimento della presenza sulla spiaggia di
Fetovaia;
la
realizzazione messa in opera di apposita cartellonistica che illustri
l’importanza la varietà floristica di ciò che rimane dell’originario
ambiente dunale e la necessità della protezione dello stesso e del
Pancratium maritimum in particolare;
materiale
divulgativo che spieghi ai bagnanti l’importanza dell’ambiente che
frequentano e di comportamenti corretti e più rispettosi verso specie
tanto delicate ed ormai rare.
La
protezione del Giglio di Mare, come dimostra l’esperienza fin qui fatta,
può avvenire in perfetta armonia con il turismo balneare ed anzi ne
costituisce un arricchimento perché fornisce ai turisti ed ai bagnanti un
ambiente ancora integro ed abbellito da presenze della flora che altrove
sono ormai scomparsi, proprio per questo gli operatori turistici della
“Costa del Sole” e LEGAMBIENTE si rivolgono alle SS.VV. per avviare
insieme un percorso comune di difesa e valorizzazione di una spiaggia
magnifica e conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza e che può
diventare ancor più bella se Fetovaia sarà anche conosciuta come la
spiaggia dei Gigli di Mare.
Per
questo crediamo necessario un incontro con gli Enti in indirizzo per
concordare le necessarie misure di salvaguardia e valorizzazione.
In
attesa di un cortese riscontro, si inviano distinti saluti
Per
l’Associazione Costa del Sole
Il
Presidente
Sergio
Galli
Per
LEGAMBIENTE
Umberto
Mazzantini
del
Direttivo Nazionale

Giglio
di Mare Pancratium maritimum
Nomenclatura
e sistematica
Pancratium
maritimum L. Giglio marino, Giglio marino comune, Pancrazio, Giglio di San
Pancrazio, Giglio delle sabbie.
Classe:
Monocotiledoni, Famiglia: Amarillidaceae
Origine
del nome
Pancratium
da pankrátion, tutta forza; maritimum perché vive in riva al mare;
giglio per la somiglianza con il giglio che però appartiene alla famiglia
delle Liliaceae.
Le
caratteristiche differenziali tra Amaryllidaceae e Liliaceae sono le
seguenti
Entrambe
le famiglie presentano fiori ermafroditi con perianzio corollino
vivacemente colorato (Da Pignatti, modificato).
1.
Perianzio formato da 6 petali e sepali mancanti (6 tepali)
2.
Stami 3 e stigmi spesso molto vistosi. Iridaceae
2.
Stami 6, fiori attinomorfi isolati, in spighe o infiorescenze diverse
3.
Ovario supero, fiori senza paracorolla. Liliaceae
3.
Ovario infero, fiori spesso con paracorolla. Amaryllidaceae
1.
Perianzio formato da 3 sepali verdi e tre petali colorati. Orchidaceae,
Alismataceae, Commelinaceae
Comportamento
ed habitat
Cresce
nelle spiagge e nelle dune litoranee, all'Elba è ancora diffuso sulle
dune di Lacona ed in pochi isolati siti.
Diffusione
cresce su tutte le coste tirreniche e ioniche, isole comprese; in
Adriatico dal Salento sino alle Marche. Vegeta sulla sabbia, in
condizioni di salinità, dilavamento del moto ondoso, caldo ed assenza
d’acqua che non sono sopportabili da altre specie all’apparenza più
robuste.
Portamento
Pianta erbacea perenne alta attorno ai 50 cm che sverna sotto forma di
grosso bulbo un po' allungato e dal diametro di 5-6 cm. Fusto dato
dallo scapo fiorale che è robusto e compresso e termina con una spata a
due valve che avvolge la parte basale dei tubi fiorali
Foglie
Tutte basali, di colore verde glauco, in numero di 5-6 per bulbo, larghe
1-2 cm, lunghe 50-60 cm e ritorte a spirale
Fiori
(da 3 a 10) bianchi, grandi, profumati ed ermafroditi. Non c'è
distinzione tra petali e sepali ma ci sono solo tepali; questi sono
concresciuti per i due terzi della loro lunghezza in un tubo fiorale lungo
5-8 cm, stretto e di colore verde. Nel rimanente terzo superiore si
allargano ad imbuto in 6 lacinie bianche, con costolatura verde e
concresciute per metà. Nella parte libera le lacinie sono
lineari-lanceolate e orizzontali. La paracorolla, bianca, presenta 6
grossi lobi biforcati che danno quindi origine a 12 denti triangolari; i 6
stami sono inseriti tra i lobi, sovrastano la paracorolla e terminano con
un'antera gialla a forma di arco. I fiori hanno 1 ovario infero con stigma
capitato (cioè ingrossato verso l'apice) puntiforme (cioè di piccole
dimensioni) e sporgente al di sopra degli stami. Sono riuniti in ombrelle
di 3-10 fiori e più, inseriti, al termine del tubo fiorale, con un corto
peduncolo di 1 cm o meno.
Epoca
di fioritura Luglio-agosto, dopo che le foglie si sono seccate, poi
produce grandi capsule che si aprono lasciando cadere semi neri e di forma
irregolare, ricoperti da uno strato spugnoso che permette loro di
galleggiare e di essere trasportati dal vento.
Impollinazione
Avviene tramite insetti
Frutti
Sono capsule obovoidi triloculari di 2-3 cm di lunghezza contenenti
numerosi semi neri
Confusione
e riconoscimento
Non
dà origine a confusioni in quanto, in Europa, oltre al Pancratium
maritimum L., c'è solo il Pancratium illyricum L. che però, in Italia,
cresce solo in Sardegna
Pianta
ornamentale La pianta può benissimo essere utilizzata a scopo ornamentale
in quanto molto decorativa e profumata. Soprattutto per giardini in riva
al mare in terreni sabbiosi.
All’Elba
Oggi
raro, era una delle specie più diffuse sulle spiagge elbane che nel mese
di luglio erano letteralmente fiorite di questi gigli.
Proprio
la sua bellezza è stata uno dei motivi del suo declino con una raccolta
indiscriminata a fini ornamentali, ma l’impatto più forte sulla specie
lo ha certamente esercitato lo sviluppo turistico di massa che ha
interessato tutte le spiagge di sabbia elbane e che ha portato al
livellamento meccanico degli arenili, all’erosione di molte spiagge,
alla sparizione di quasi tutti gli ambienti dunali ed all’eradicazione
del Pancratium maritimum.
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