.

Campagne - Spiagge pulite

Spiagge e fondali puliti

 

Il mare è una delle risorse più preziose che abbiamo. Per lungo tempo però è stato considerato un bene inesauribile, una fonte cui poter attingere senza criterio e senza regole. In alcuni casi questo sfruttamento selvaggio ha provocato danni irreversibili, ma si può fare ancora moltissimo per tutelare e, dove possibile, recuperare gli ecosistemi marini.

Fin dalla sua nascita, Legambiente ha dedicato molto impegno al mare e ai suoi problemi. Anni di lavoro in cui abbiamo combattuto su più fronti: dalla lotta alla cementificazione delle coste alle denunce per gli scarichi abusivi, dall’impegno per promuovere le aree marine protette alle campagne contro il prelievo illegale dei datteri, passando per le battaglie di Goletta Verde e per le iniziative contro le "carrette" del mare che disseminano di petrolio l’intero Mediterraneo.

Come è ormai tradizione, gli ultimi Sabato e domenica di Maggi, dal 1991, c'è un’altra utile occasione per occuparsi della salute del mare: Spiagge e Fondali Puliti, la grande giornata di volontariato in cui migliaia di persone si danno appuntamento in tutta Italia per liberare spiagge, scogliere e fondali dai rifiuti lasciati impunemente in giro o gettati in mare. Spiagge e Fondali Puliti fa parte del programma di Clean-up the Med, che a maggio tocca tutte le sponde del Mediterraneo. Algerini e greci, tunisini e spagnoli, croati e francesi, marocchini e turchi, mobilitati tutti insieme per dare una bella ripulita al "mare nostrum".

 

Negli anni passati Legambiente Arcipelago Toscano si è data da fare, sono state ripulite da volontari e dai campi di lavoro: la spiagge di Marciana Marina, Galenzana a Marina di Campo, L'Enfola, San Giovanni, Le Prade e Schiopparello a Portoferraio, Mola a Porto Azzurro/Capoliveri, le spiagge di Marciana tra S. Andrea e Le Tombe, le spiagge di Rio Marina, Circoli subacquei locali hanno aderito a Fondali puliti intervenendo davanti alle coste di: Giannutri, Le Prade, Galenzana,  Capraia.

Pianosa ha ospitato per due anni campi di lavoro di Legambiente che hanno liberato le coste da migliaia di sacchi di rifiuti e, nel 2003, ha ospitato una grandissima Operazione Spiagge Pulite, con 350 volontari partiti dall'Elba con una nave straordinaria messa a disposizione dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano per ripulire spiagge e coste.

 

DECALOGO DELL’ECO-BAGNANTE

  1. Non usate le spiagge come depositi di rifiuti.

  2. Non gettate sacchetti di plastica nè in mare nè sulla spiaggia. Se adeguatamente raccolti e riciclati possono tornare a nuova vita sotto forma di filati, manufatti per l'edilizia e arredi urbani.

  3. Se scoprite uno scarico abusivo in mare, segnalatelo subito alla Capitaneria di Porto più vicina oppure al numero verde del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (tel. 800.253608).

  4. Anche un gesto apparentemente banale come gettare in mare un mozzicone di sigaretta rappresenta un danno per l’ecosistema marino. Sapevate che una sola "cicca" di sigaretta inquina un metro cubo d’acqua ?

  5. Evitate di raccogliere le stelle marine, i coralli, i molluschi bivalvi, i cavallucci marini. Quando è possibile cercate di convincere i pescatori dilettanti a rigettare in mare i pesci di piccola taglia.

  6. Rispettate il divieto di navigazione a motore entro 300 metri dalle coste sabbiose e 150 metri dalle scogliere.

  7. Cercate di evitare schiamazzi eccessivi sia sulla spiaggia che in mare.

  8. Quando trovate spiagge rese inaccessibili per la presenza di abitazioni o terreni privati, informatene la più vicina Capitaneria di Porto: la legge italiana prevede il libero accesso per tutti al litorale.

  9. Se fate la doccia sulla spiaggia o in barca, evitate l’uso di shampoo o bagnoschiuma.

  10. Durante la navigazione prestate attenzione alle boe di segnalazione dei subacquei.

 

Da non dimenticare ogni volta che avete la tentazione di abbandonare dei rifiuti al mare!

Da mostrare a tutti coloro che abbandonano i loro rifiuti al mare!

 TEMPO DI DEGRADO DEI RIFIUTI GETTATI IN MARE

  • Fazzolettino di carta 3 mesi

  • Fiammifero 6 mesi

  • Mozzicone di sigaretta da 1 a 5 anni

  • Buste di plastica da 10 a 20 anni

  • Prodotti di nylon da 30 a 40 anni

  • Lattine di alluminio 10 -100 anni

  • Bottiglie di vetro 1.000 anni

  • Polistirolo 1.000 anni

  • Bottiglie di plastica mai completamente

 

Come partecipare

L’obiettivo è semplice: ripulire spiagge e litorali dai rifiuti che vi si accumulano durante l’anno. Bagnini, bagnanti, pescatori, famiglie, gruppi di amici rastrelleranno chilometri di costa contribuendo a liberare le loro spiagge preferite da cumuli di spazzatura. Si può partecipare sia unendosi ai circoli locali di Legambiente, sia individualmente contattando la nostra sede nazionale al numero telefonico 0686268388. I volontari vengono equipaggiati con sacchi per la spazzatura, guanti, rastrelli. Contemporaneamente i subacquei di Legambiente daranno la caccia ai rifiuti anche sott’acqua, liberando i fondali marini dalle tonnellate di rifiuti che vengono gettati in mare.

 

 

 

Clean-up the Med

Nel 2003 sono stati 22 i Paesi che partecipano alle giornate per ripulire dai rifiuti il Mediterraneo: Albania, Algeria, Cipro, Croazia, Francia (e isole), Grecia (e isole), Giordania, Egitto, Israele, Libano, Italia, Libia, Macedonia, Malta, Marocco, Palestina, Portogallo, Siria, Slovenia, Spagna (e isole), Tunisia (e isole), Turchia. Le iniziative si svolgono dal venerdì alla domenica dell’ultimo fine settimana di maggio, la scelta della giornata dipende anche dalle tradizioni religiose di ogni singolo Paese. Nelle ultime nove edizioni di Clean-Up the Mediterranean Sea, Legambiente ha coinvolto nella campagna oltre 850 organizzazioni che con i loro volontari hanno ripulito aree costiere, oasi, sponde di fiumi e laghi in nome della pace, della solidarietà e dell'ecologia.

Per informazioni: mediterraneo@festambiente.it.

 

 

L’Ultima Spiaggia: salviamo i paradisi blu

Gli ottomila chilometri di coste italiane sono costellati di migliaia di cale e calette, alcune famosissime, altre conosciute solo da pochi affezionati, altre ancora, raggiungibili dopo estenuanti trekking. Luoghi di grande valore su cui incombe la costante minaccia del degrado e dello scempio ambientale. I pericoli non vengono solo dai grandi casi di abusivismo edilizio e di inquinamento, ma anche da comportamenti spiccioli che si traducono in aggressioni e distruzioni: una stradina sorta dal nulla, un casotto abusivo, uno spianamento di dune. Tutti episodi nati per soddisfare le esigenze di singoli o di poche persone, ma che danneggiano per sempre un patrimonio di tutti. Con l’Ultima Spiaggia vi chiediamo di aiutarci a scovare, in giro per l’Italia, questi casi di piccoli/grandi casi di saccheggio delle coste. Se conoscete una spiaggia che rischia di venire deturpata, segnalatelo a Legambiente. Il vostro aiuto sarà fondamentale per salvare gli ultimi paradisi blu.

 

Il mare è di tutti: stop alle spiagge blindate.

"Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l’accesso la mare alla collettività se la proprietà stessa è l’unica via per raggiungere una determinata spiaggia". Questa sentenza emessa dalla Cassazione il 6/2/2001, al termine di una lunga battaglia giudiziaria, ha sancito una volta è per tutte l’inalienabile diritto della collettività di accedere liberamente la mare. Diritto troppo spesso violato da proprietari di residence, villaggi vacanze, stabilimenti e ville private. Fate valere le vostre ragioni là dove l’arroganza ostinata dei privati continua a farla da padrone calpestando i diritti di tutti i cittadini.

Segnalateci gli accessi negati.