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Un
disastro annunciato
Ma
è vero che, come dicono molti all’Elba, i danni causati
dal nubifragio
del 4 settembre 2002 erano del tutto imprevedibili,
inaspettati, che nessuno sapeva che luoghi dove si è
costruito sugli argini dei torrenti, in piane alluvionali,
dove si è trasformato il letto dei fossi in parcheggi e
strade, dove si sono ristretti torrenti per consentire
accessi ad abitazioni condonate, dove si è permesso di
realizzare infrastrutture ed attività economiche sarebbero
un giorno stati ricoperti dall’acqua e dal fango, causando
danni che tutta la comunità è ora chiamata a pagare?
No,
non è vero. Che la maggior parte delle aree esondate erano
a rischio era noto a molti, doveva sicuramente essere a
conoscenza di chi amministra l’Elba.
Per
illustrare un disastro annunciato noi utilizzeremo solo
fonti ufficiali, documenti rintracciabili da tutti, lo
facciamo perché vogliamo impedire che qualcuno domani possa
di nuovo dire non lo sapevo.
Piano
del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Allegato 1
Parte I Sintesi degli studi conoscitivi
Pericolosità
idraulica
I
corsi d’acqua più significativi dell’arcipelago sono
ubicati essenzialmente nell’Isola d’Elba ed hanno tutti
un carattere spiccatamente torrentizio, con bacini
idrografici di estensione modesta e permeabilità
sostanzialmente bassa. Conseguentemente i tempi di
corrivazione sono estremamente brevi e rendono i corsi
d’acqua elbani intrinsecamente soggetti a fenomeni di
piena improvvisi e volta estremamente intensi (fiash floods).
Tali piene possono determinare situazioni di elevata
pericolosità idrogeologica in corrispondenza delle pianure
alluvionali costiere, laddove il tracciato dei corsi
d’acqua risulta estremamente condizionato dall’attività
antropica e privo di fasce di pertinenza fluviale tali da
garantire il normale deflusso delle piene.
In
tali aree di pianura costiera sono altresì ubicati i
principali insediamenti abitativi, le principali attività
produttive, le strutture e le infrastrutture
turistico-ricettive, per cui all’elevata pericolosità si
associa una condizione generalizzata di rischio idraulico.
Il
Comitato Tecnico di Bacino “Toscana Costa” della Regione
Toscana ha individuato, nell’ambito dell’applicazione
della Legge n.167 del 3/8/1998, le aree a pericolosità di
inondazione elevata e molto elevata. Tali aree sono
localizzate in corrispondenza delle seguenti pianure
costiere:
•
Pianura di Marciana Marina:
estesa area a pericolosità di esondazione molto elevata che
si associa ad un elevato valore di rischio; essa interessa
parte dell’abitato di Marciana Marina fra l’Uviale di
Marciana e la confluenza fra Uviale di San Giovanni e il
Fosso del Lavacchio.
•
Pianura di Marina di Campo:
area ad elevata pericolosità di esondazione che interessa
parte del centro abitato di Marina di Campo nonché l’area
del campeggio, in sinistra idrografica del Fosso Alzi.
Estesa area ad elevata pericolosità idraulica compresa fra
Fossi della Galea e della Pila, con limitate condizioni di
rischio connesse con la scarsità di elementi antropici
esposti.
•
Pianura di Portoferraio:
area a pericolosità idraulica molto elevata estesa a gran
parte della pianura connessa con le esondazioni del Fosso
della Madonnina, del Fosso della Concia, del Fosso Bucine e
del Fosso del Melo. Le situazioni a rischio più elevato si
localizzano in corrispondenza degli insediamenti antropici a
bordi NW ed E della pianura.
•
Pianura di Mola: ampia area
ad pericolosità idraulica molto elevata lungo il Fosso
Mola;
•
Pianura di Portoazzurro e Barbarossa:
condizioni di pericolosità idraulica molto elevata presso
la foce del Fosso del Botro nell’area urbana di
Portoazzurro. Tale area è stata interessata da fenomeni di
esondazione nell’Autunno 2000.
•
Pianura di Schiopparello:
condizioni di pericolosità idraulica molto elevata nella
zona di S.Giovanni - fosso della Madonnina - fosso di Concia
e in corrispondenza del sistema di aste fluviali lungo il
versante settentrionale del M.Fabbrello
Altre
zone a pericolosità molto elevata sono ubicate presso i
centri abitati di Pomonte (Fosso la Vallaccia), Lacona
(Fosso del Pino), Spiaggia del Lido (Fosso Valdana),
Pareti-Morcone (Fosso del Pontimento, Fosso di Fosco),
Bagnaia (Fosso di Bagnaia).
Anche
il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di
Livorno indica come a rischi elevato gran parte del
territorio elbano
Marciana
Procchio
*Aree
esondate:
La
località più colpita è stata Procchio: l’acqua ha
invaso la piana e sommerso il grande parcheggio sterrato nel
centro del paese, proprio in quell’area oggi adibita a
parcheggio estivo è già stato approvato un albergo ed
appartamenti (circa 10.000 mc.) con grande garage
sotterraneo.
Ad
ovest del centro, nella zona occupata dall’Hotel del
Golfo, è letteralmente scoppiato una tubazione che passava
sotto una strada interna di accesso all’Hotel, in quel
tubo di dimensioni ridotte finivano due fossi che sfociano
sulla spiaggia (sempre intubati). A quanto pare la
situazione antecedente è stata immediatamente ripristinata
come se niente fosse successo.
Gravi
problemi anche sulla strada provinciale per Portoferraio,
all’altezza del Residence Renèe, un piccolo affluente del
fosso del Gualdarone ha violentemente tracimato ed
interrotto la strada. Proprio alla foce del fosso di
Gualdarone il Piano Strutturale di Marciana prevedeva un
porto canale . Anche il nuovo Piano Strutturale del Comune
di Marciana, concordato con Provincia e Regione, prevede
circa 100 abitazioni (tra nuove ed ampliamenti) proprio tra
la Piana di Procchio ed i Marmi, altra area vicinissima ad
un’area esondata, quella della Galea/La Foce.
Spartaia
Limitati
danni alla spiaggia ma, sulla strada provinciale, è
esondato un torrentello. LEGAMBIENTE nel 2001 aveva
denunciato sul suo giornalino Isole l’assurdità di un
restringimento e spostamento del fosso all’altezza
dell’Hotel Valle Verde.
Nel
Comune di Marciana esistono altre aree a rischio o gia
esondate in passato: la valle di Pomonte e Sant’Andrea, ma
a rischio sono anche la valle di Chiessi
(Fosso della Gneccarina) e quella di Patresi (Uviale
dell’Infernaccio), in due di queste valli in grave
dissesto idrogeologico esiste addirittura un balzano
progetto di costruire due dighe.
Portoferraio
Aree
esondate:
Scaglieri
E’
esondato un fosso danneggiando una strada e un parcheggio e
sconvolgendo il piccolo arenile. Danni anche ad un Hotel ed
a un ristorante
Problemi
anche per l’adiacente spiaggia della Biodola
San
Martino /Fosso della Madonnina/ Orti
Allagamenti
e danni nella Valle di San Martino, alle Foci ed agli Orti.
Divelte diverse strutture vicino al fosso ed anche dentro
l’alveo, sommerse case, fondi agricoli, depositi edili ed
attività imprenditoriali. Strano che la responsabile
dell’Ufficio Tecnico del Comune abbia subito dichiarato
che “Non era segnalato in nessuna carta che la valle di
San Martino era soggetta ad esondazioni”, dalla
cartografia allegata al Piano del Parco quell’area è ad
altissimo rischio di esondazione.
San
Giovanni /Strada Provinciale
L’intera
area è esondata, danneggiate anche le Terme e gravemente
lesionata e sommersa la strada provinciale.
La
Piana di San Giovanni è una importante e delicata area
umida ad altissimo rischio idraulico, ma nel Piano
strutturale del
Comune di Portoferraio nelle aree esondate sono previsto il
raddoppio della strada provinciale (che ha problemi di
traffico per 15 giorni all’anno) ed un approdo turistico.
Centro
abitato di Portoferraio
Gravi
problemi in località Casaccia ed in via Manganaro, dove
l’acqua ha inondato case, negozi ed uffici.
Ma
sono molte le zone e le strade della
città “nuova”, fuori dalla città medicea, ad
essere frequentemente allagate ad ogni acquazzone.
Il
Piano Strutturale di Portoferraio prevedeva l’occupazione
delle aree agricole residue con
la costruzione
di 900 nuove case ed un paio di nuovi alberghi. Dopo le
osservazioni della Provincia le abitazioni sono diminuite a
400 circa, si dice destinate ai residenti, sopravvalutando
enormemente una reale necessità di
prime case che, a differenza di altri comuni, a
Portoferraio è esistente.
Campo
nell’Elba
*Aree
esondate:
La
Foce / Fosso della Galea
Nell’estate
2001 LEGAMBIENTE aveva denunciato con forza il
restringimento dell’alveo e della foce del fosso della
Galea che sbocca in una zona con una forte concentrazione di
campeggi. Nel tratto terminale del fosso, oltre a lavori di
rettifica, era stato anche realizzato un parcheggio che si
spingeva dentro l’alveo.
Nella
primavera 2002 avevamo contrastato l’autorizzazione del
Comune di Campo nell’Elba a far costruire, in un’area ad
elevato rischio idraulico, un impianto per Go Kart.
Il
Fosso della Galea è straripato e si è portato via il
parcheggio e la pista e le strutture del Go Kart.
Ma
è l’intera piana tra la Pila e la Foce, una antica zona
umida almeno fino agli anni 50/60, (che ospita anche
l’aeroporto) ad essere stata occupata da strade,
mega-antenne per la telefonia, svincoli, parcheggi costruiti
in aree paludose…
E’
qui e nelle zone limitrofe che il Piano strutturale prevede
un interporto con migliaia di metri quadri di asfalto, niove
opere stradali e
nuova edificazione diffusa.
Marina
di Campo
Il
Capoluogo del Comune si è sviluppato nel dopoguerra
occupando una palude e un’area dunale. E si vede:
frequentissimi allagamenti, anche il 4 settembre con lo
straripamento del fosso Votabotte e l’allagamento di Via
Vespucci.
Il
Piano Strutturale prevede ulteriore cementificazione
ed un porto turistico all’esterno dell’attuale
porto, in una costa fragilissima, con costruzione di nuove
strade e di una galleria.
Seccheto
/ Fetovaia
Nessun
danno il 4 settembre, ma le esondazioni ci sono state a fine
agosto, favorite anche da un incendio doloso dell’estate
2001 che ha devastato e denudato le montagne sopra le due
frazioni balneari di Campo nell’Elba.
Gravi
danni alle spiagge.
Marciana
Marina
Il
paese è stato interessato
da
alluvioni nel 1899, e nel 1907
*Aree
esondate:
Capitella:
l’esondazione
è avvenuta a causa del restringimento artificiale dell’Uviale
di Marciana che proprio a Capitella si collega con il Fosso
della Nivera, da qui è iniziata l’esondazione che ha
interessato alcune zone a valle verso il mare
Ruotone/Ontanelli:
qui
l’Uviale di Marciana è stato ulteriormente ristretto dal
Campo Sportivo ed il Ponte di Ruotone ha una campata
“cieca” dove prima passava il fosso, risultato: la
violenza dell’acqua ha ripreso lo spazio tra le briglie a
poche decine di metri più sotto isolando una abitazione
raggiungibile con un ponte costruito recentemente.
La
Fenicia:
l’Uviale
di Marciana o del Toro ha creato un grande estuario sulla
spiaggia della Fenicia, ma prima aveva superato il ponte per
l’Uccellaia e quello per la Cala parzialmente ostruito. I
lavori per la costruzione del ponte di accesso alla ex
fabbrica Trinity hanno ristretto il corso d’acqua e lo
hanno velocizzato con una colata di cemento nell’alveo. Il
fosso di Val di Cappone è stato intubato e spostato a valle
per consentire la costruzione della fabbrica oggi dismessa,
pochi anni fa nella stessa zona la violenza dell’acqua
minacciò la stabilità di Viale Aldo Moro e lo stesso
Cimitero Comunale.
San
Giovanni:
qui
l’acqua ha spazzato via un “ponte” bassissimo
costituito da due tubi cementati ed ha invaso il rione di
San Francesco e sceso fino in paese.
Fosso
del Lavacchio o Siccione:
Il
fosso di Lavacchio ,intubato alla confluenza con l’Uviale
di San Giovanni, ha letteralmente saltato i muri di
contenimento a valle ed invaso Via Pavoni, danneggiando
abitazioni.
Il
Fosso di San Giovanni che scorre sotto la strada tra la
Soda, via XX
settembre (il principale accesso al lungomare) e Piazza
della Vittoria ha
lesionando la strada che corre sulla copertura
dell’Uviale .
Occorre
ripulire dai detriti accumulati il tratto di alveo
ricoperto per lasciare spazio all’acqua, altrimenti
si rischiano lesioni sulla strada.
Torrente
delle Coticchie / La Fornace:
qui è ricomparso un piccolo ma ripidissimo
fosso che non scorreva più da molto. Intubato e
invaso in più punti, ha trascinato a valle molti detriti e
inondato case e strade, aumentando l’esondazione in
località la Soda.
Costa
tra Lo Schioppo, il Bagno, Le Sprizze:
Esondazioni
di corsi d’acqua e frane che hanno provocato allagamenti e
interruzioni del traffico
Capoliveri
*Aree
esondate:
Lacona
E’
violentemente esondato il Fosso del Caubbio sul lato ovest,
inondando un campeggio (terza volta che succede a Lacona
negli ultimi anni) e trascinando in mare strutture camper e
roulotte. Gravemente danneggiata anche la strada per
Margidore. Danni anche sulla spiaggia del Lido.
Morcone
/ Pareti
Ristoranti
ed alberghi sono stati invasi dall’acqua e dal fango.
LEGAMBIENTE
denuncia da molti anni la cementificazione della costa
capoliverese, ma a questo si sono aggiunte
anche le conseguenze del grande incendio che ha
devastato la penisola di Calamita negli anni passati che ha
reso instabili e pericolosi i versanti, un pericolo che
sarebbe stato ancora maggiore se il Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano
non avesse bonificato le zone incendiate ed iniziato
il recupero idrogeologico.
Straccoligno
Un
Comitato di cittadini e LEGAMBIENTE avevano combattuto con
denuncie pubbliche, una raccolta di centinaia di firme ed
esposti contro la realizzazione di una strada che, per
raggiungere una villa sulla spiaggia, restringeva fortemente
il fosso di Straccoligno.
Il
Comune di Capoliveri ed il Parco Nazionale dell’Arcipelago
Toscano non hanno tenuto in nessun conto le proteste di
cittadini e LEGAMBIENTE ed hanno autorizzato (ed il Comune
realizzato) l’invasione del fosso e la costruzione della
strada sulla spiaggia.
Il
nubifragio del 4 settembre ha spazzato via la strada ed i
massi di contenimento e provocato voragini nel manto
stradale. Il Comune ha cercato immediatamente di
ripristinare la strada, ma un successivo acquazzone si è di
novo portato via tutto.
Naregno
La
spiaggia è stata devastata ed anche gli esercizi
alberghieri e commerciali hanno pagato duramente la
massiccia cementificazione di questa baia, dove persino il
fosso esondato era stato trasformato in una strada asfaltata
con tanto di cartelli di direzione obbligatoria per chi
voglia uscire da Naregno.
Porto
Azzurro
*Aree
esondate:
Il
Comune di Porto Azzurro non ha subito ufficialmente danni il
4 settembre, anche se a noi sono state segnalate da alcuni
cittadini esondazioni
in località Reale.
Il
centro abitato di Porto Azzurro è stato interessato da un
alluvione nel 2000, il rimedio proposto
dall’Amministrazione Comunale è stato quello di
chiedere di cementificare il fosso reasponsabile
dell’esondazione, fortunatamente il Parco ha bocciato
tutto.
Il
Piano Strutturale di Porto Azzurro prevede la costruzione di
mega alberghi e abitazioni in zone agricole e
collinari e sulle coste, in vicinanza di aree ad
elevato rischio.
Rio
Marina
Ortano
Rio
Marina non aveva subito danni il 4 settembre, ma pochi
giorni dopo un acquazzone ha costretto alla chiusura il
villaggio turistico di
Ortano costruito a ridosso della spiaggia e alla foce di un
fosso a rischio.
L’area
è stata invasa da una colata di fango proveniente dalle
zone devastate da un incendio doloso appiccato quest’estate.
Rio
Marina
Allagato
come sempre il parcheggio in mezzo al paese di Rio Marina,
costruito sulla foce di un fosso.
Il
rischio frane
Il
Comune di Rio Marina è forse quello più a rischio dal
punto di vista idro-geologico. La chiusura delle miniere ha
lasciato un territorio devastato che diventa ogni anno più
fragile e pericoloso.
E’
urgente un’opera massiccia e radicale di recupero e messa
in sicurezza delle aree minerarie.
Il
Comune, invece, propone di eliminare dal Parco Nazionale il
90% dell’area protetta che corrisponde alle miniere.
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