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Giannutri,
l’isola della mezzaluna o l’isola dei gabbiani, è compresa
interamente nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per il suo
grande valore naturalistico
e paesaggistico ed i cospicui
beni archeologici. Anche il suo mare è protetto da zone 1 e 2 del Parco
Nazionale e custodiscono tesori ambientali e culturali tali da renderla
tra le mete più visitate dai subacquei nel Mediterraneo.
Ma
il suo prezioso equilibrio (l’isola è anche in Sito di Interesse
Comunitario e una Zona di Protezione Speciale dell’Unione Europea) che
la rende così unica rischia di essere compromesso dall’intervento
dell’uomo.
Con
questo dossier si vuole fare il punto
sui pericoli che corre
questo piccolo paradiso e sollecitare
le istituzioni competenti ad interventi di salvaguardia più efficaci e
costanti..
I
problemi
Tanti
sono i problemi che affliggono l’isola e che ne mettono in pericolo
l’integrità ambientale. Tutti però, scaturiscono dalla stessa
matrice: gli scarsi controlli e la mancanza di una vera gestione delle
risorse ambientali.
Giannutri
ha potuto mantenere il suo patrimonio naturale grazie al fatto di non
essere stata, se non per brevi periodi, colonizzata dall’uomo. Negli
ultimi decenni è avvenuto un drastico cambiamento. La costruzione del
villaggio turistico negli anni sessanta ha in parte intaccato tale
patrimonio, salvato grazie alle iniziative di molti. Tali iniziative
hanno portato alla disposizione del vincolo di inedificabilità
sull’isola. Così non si è assistito ad alcuna altra speculazione e
la bellezza di Giannutri è riuscita a sopravvivere. Oggi però,
l’isola si vede minacciata da un altro fenomeno, quello di un turismo
incontrollato che può
arrecare una ferita mortale all’isola ed al suo ecosistema, a mare ed
a terra.
Il
problema degli ormeggi.
L’impatto
della nautica sull’ambiente marino di Giannutri è considerevole ed è
necessaria una regolamentazione, così come sta tentando di fare il
Parco Nazionale in altre isole dell’Arcipelago Toscano. Sono centinaia
le imbarcazioni che giornalmente nei mesi estivi buttano l’ancora
nelle acque di Giannutri (la stazza varia da un acquascooter ad una nave
da crociera). Non rispettando spesso i divieti, con frequenti invasioni
della zona 1 a tutela integrale dell’area marina protetta. Ma
comunque, anche quelle che ormeggiano in maniera incontrollata nella
zona 2 creano danni notevoli al fondale marino ed alla prateria di
posidonia che si è notevolmente ridotta in questi anni, a causa della
continua aratura del fondo da parte delle ancore delle imbarcazioni. Ma
anche diverse specie di conchiglie e di invertebrati marini sembrano
aver subito una forte rarefazione.
Da
aggiungere poi che spesso da queste imbarcazioni vengono scaricate a
mare le acque di sentina lasciando sulla costa
olio, schiuma, rifiuti vari
e buste di plastica.
Tutto
ciò è reso “possibile” anche
dall’attuale zonizzazione
dell’area marina: l’odierna suddivisione “a farfalla”
dell’Area Marina Protetta in zona 1 e 2, si sta sempre più rivelando
ingestibile, complicata, scarsamente individuabile e quindi
difficilmente difendibile dagli abusi.
Si
passa infatti da una zona dove teoricamente nulla è consentito (la zona
1) ad una dove invece quasi tutto è permesso e questo rende anche i
controlli delle forze dell’ordine – già
scarsi ed episodici- ancora più inefficaci.
Un
turismo poco sostenibile
Giannutri
in inverno è abitata da meno di 10 persone, durante i mesi estivi si
possono raggiungere le 3000 presenze giornaliere. Un afflusso numeroso
che non viene in alcun modo regolamentato. Mancano adeguate informazioni
dell’Ente Parco sulle regole da rispettare sull’isola e nel suo
mare. e scarsa è l’informazione sulle particolarità di Giannutri dai
punti di vista naturalistico, geologico, archeologico.
Ed
allora è facile vedere persone che fumano nel bosco, sradicano piante
per portarsele come ricordo a casa, lasciano bottiglie e carte dopo il
pic-nic, fanno i propri bisogni liberamente dove capita.
L’isola,
è anche un sito di nidificazione del
gabbiano reale mediterraneo (Larus
cachinnans): una colonia tra le più grandi di tutto il Mar Tirreno
nidifica su Giannutri proprio nel periodo di maggior afflusso turistico.
La necessità di non avvicinarsi ai nidi durante la cova e la successiva
cura dei piccoli poco si lega con il notevole numero di persone che
invece frequenta in maniera incontrollata l’isola, e soprattutto in
maniera assolutamente inconsapevole . I magnifici fondali di Giannutri
attirano i subacquei da tutta Italia
e , spesso alle prime armi. L’impatto di sub poco attenti
all’ambiente può essere devastante: basti pensare che una sola
pinnata assestata ad una gorgonia può distruggere anni di crescita di
questo animale, non dimenticando l’impatto che un numero consistente
di barche può arrecare ai fondali.
Questo
non significa che le immersioni a Giannutri debbano essere vietate,
ma occorre un maggior ed una efficace regolamentazione, con boe
di attracco e immersione destinate ai Diving, come già è prassi
nei parchi marini europei e che il Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano sta sperimentando a Pianosa.
La
patrimonio spa.
La
struttura del faro con alcuni terreni ad esso adiacenti, uno dei quali
di oltre 20000 mq, è stato inserito nella lista dei beni che dovranno
essere venduti (G.U. del 6/8/2002 n. 183). L’area ha un elevato pregio
ambientale (il faro sorge su una scogliera a strapiombo sul mare di
incredibile bellezza): se fosse venduta nessuno potrebbe garantire la
sua integrità e la collettività verrebbe irrimediabilmente privata di
un bene assai prezioso, che sarebbe più opportuno destinare ad attività
collettive, di educazione ambientale, date le peculiarità dell’isola
e i numerosi spunti di studio che i suoi ambienti offrono.
Il
problema del traffico.
Fino
a due anni fa per il transito dei veicoli di qualsiasi genere occorreva
una autorizzazione rilasciata dai vigili del comune di Isola del Giglio.
Allora si era progettato di
non utilizzare più veicoli con motore a scoppio, per il transito
sull’isola, bensì
solamente quelli elettrici. Dallo scorso anno la situazione è invece
rovesciata: in base ad un decreto del Ministero dei Trasporti
(presentato nuovamente quest’anno: G.U. n.85 del 11-4-2003) è
vietata, sull’isola di Giannutri, l’afflusso e la circolazione, dal
12 aprile 2003 al 31 agosto 2003, dei veicoli appartenenti a persone non
residenti sull’isola. Di conseguenza
se prima non era
possibile circolare per nessuno, se non
muniti di autorizzazione, oggi non è più così. A poco più di
una anno di distanza già si vedono gli effetti di questa decisione
perché sull’isola sono arrivati nuovi mezzi spesso sprovvisti di
targa, e le conseguenze per un ambiente così fragile, sono facilmente
intuibili.
La
ferita dell’eliporto.
Questo
inverno sull’isola è stato costruito un nuovo eliporto. L’impatto
ambientale di questa opera è considerevole e poco è stato fatto per
minimizzarlo. La motivazione per la costruzione di questa opera risiede
nella necessità di atterrare con l’elicottero in qualsiasi ora del
giorno e della notte. Sorprende però il fatto che per raggiungere
l’obiettivo si sia dovuto cementificare un pezzo di isola quando il
precedente eliporto molto più piccolo, poteva sopperire tranquillamente
a questa funzione :sarebbe stato sufficiente dotarlo di una
adeguata illuminazione!. E’ discutibile inoltre il fatto che si
costruisca un eliporto per l’urgenza, ma non si doti l’isola di un
presidio medico aperto durante i mesi estivi nonostante le migliaia di
persone che giornalmente vi sbarcano.
L’ecomostro
dello Spalmatoio.
Nel
Golfo dello Spalmatoio sono presenti una serie di costruzioni, ormai
fatiscenti, che sono il residuo del fallimento della società incaricata
della loro costruzione (Società immobiliare Porto Romano Giannutri di
Vittorio Battaglia & C. S.a.a.). Questi edifici sono di natura
abusiva tanto che la stessa
società ne ha chiesto il condono.
La possibilità che si possa costruire ancora a Giannutri collide
con la volontà di proteggerla e di impedire il suo decadimento.
L’impatto che avrebbero nuove costruzioni sul delicato equilibro
dell’isola sarebbe di grande portata, se si pensa che a queste
seguirebbero le successive infrastrutture (come ad esempio nuove
fognature) ed un aumento della presenza turistica
La
caccia.
Nonostante
Giannutri faccia parte di un Parco Nazionale dove è proibita, la caccia
sembra attivamente praticata in barba a qualunque divieto. Lo dimostra
la presenza di cartucce sparse su tutta l’isola. Ma il bracconaggio
non si ferma qui: girando per l’isola si possono ritrovare in mezzo ai
cespugli i lacci per catturare i conigli selvatici, altro animale tipico
di Giannutri. L’isola, come già accennato, è un sito di
nidificazione del gabbiano reale oltre che per altre e più rare specie
come la berta maggiore e la berta minore ed un importantissimo luogo di
sosta per molte specie migratrici. Ma la presenza di avifauna sembra in
forte calo. Giannutri era famosa per la consistente presenza dei fagiani
(una zona di Giannutri porta addirittura il nome di Piana dei Fagiani)
oggi praticamente scomparsi. E’ facile collegare tutto ciò al
bracconaggio che allontana
le specie più sensibili.
La
pesca illegale.
L’Ente
parco ha fissato regole
precise circa la possibilità di pescare a Giannutri :chi può farlo,
con quali mezzi e quanto può pescare. Numerose sono invece le
segnalazioni di barche che dotate di attrezzi per la pesca che entrano
addirittura in zona 1 per trovare prede di maggior valore.
Il
taglio degli alberi.
Nel
corso di questi ultimi anni si è assistito ad una notevole diminuzione
delle specie arboree ,
soprattutto per le piante di pino.
Sembra che questo sia avvenuto senza chiedere alcuna autorizzazione e
probabilmente per utilizzare gli alberi abbattuti come legna da ardere.
Questo è particolarmente evidente a Vigna Vecchia e nella zona attigua
alla villa romana. Un altro fenomeno che indica la mancanza di un
continuo controllo dell’isola e delle sue risorse ambientali.
L’insieme
delle problematiche che sono state esposte evidenziano il fatto che
sull’isola di Giannutri non esiste un organico piano di gestione e che
i controlli sono assai insufficienti. E’
quindi assolutamente necessario che il Parco, ente gestore, metta a
punto un piano particolareggiato di gestione che garantisca una più
efficace protezione degli ecosistemi di mare e di terra presenti
sull’isola.
L’accessibilità
agli ambienti e la possibilità di fruire delle ricchezze dell’area
protetta di Giannutri devono essere resi possibili, ma devono essere
governati per evitare che l’impatto antropico possa mettere a
repentaglio la loro sopravvivenza. Giannutri rappresenta ancora uno
dei pochi esempi di ambiente insulare mediterraneo integro rimasto in
Italia, solo azioni volte alla sua salvaguardia e allo sviluppo di una
cultura ambientale che porti ad un turismo attento e rispettoso
impediranno che venga compromessa irrimediabilmente.
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Comune:
Isola del Giglio
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Regole
da osservare
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Divieto
di pesca, navigazione, ancoraggio e immersione nelle Zone 1
tra Punta San Francesco e Punta Secca e tra Punta del
Calettino e la costa sud-occidentale.
Pesca
regolamentata dall’Ente Parco in Zona 2
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Geografia
e Morfologia
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L’isola
di Giannutri è la più meridionale dell’Arcipelago Toscano,
dista circa 16 km dall’isola del Giglio e 12 km
dall’Argentario. Ha una
forma a mezzaluna lunga circa 2,5 chilometri, con tre piccole
alture, Poggio Capel Rosso (88 m.), Monte Mario (78 m.),
Poggio del Cannone (68 m.)
E’
un’isola calcarea, ondulata, con una fascia di
terreni pianeggianti che precipitano in ripide scogliere alte
una trentina di metri.
La
costa è quasi tutta rocciosa, con due piccole spiagge di
ghiaia a Cala dello Spalmatoio e
Cala di Maestra, che sono gli unici approdi
dell’isola.
A
sud sorgono i caratteristici Grottoni, e ad est si aprono le
grotte di Cala dello Spalmatoio.
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Flora
e Fauna
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La
vegetazione è formata in prevalenza da macchia mediterranea,
a nord dell’isola il Leccio riesce a formare alcuni
boschetti. Nei piccoli
valloni interni sono presenti macchie di Mirti e Lentischi. Di
grande interesse la presenza del Ginepro fenicio
e dell’Euphorbia arborea, insieme a Ginepri comuni e
ad Olivastri. A Punta dello Spalmatoio si trovano basse
garighe a Elicriso, Di notevole interesse la vegetazione
rupestre della costa.
I
resti di vigneti, oliveti ed orti, sono spesso ciò che rimane
delle coltivazioni del capitano Adami, che dal 1880 al 1920
visse praticamente in solitudine a Giannutri.
La
fauna è presente con i Conigli selvatici e numerose specie di
uccelli di passo e stanziali: Beccacce, Rigogoli, Upupe,
Gruccioni, il Rondone pallido, il Gabbiano corso, le Berte
maggiori e minori, il Marangone dal ciuffo. Sulle rocce è
facile avvistare il Falco pellegrino e il Passero solitario e
talvolta la rarissima Aquila del Bonelli. E’ presente tutto
l’anno una folta colonia di Gabbiani reali.
Ricchissima
la fauna marina, con la presenza di quasi tutte le specie del
Mare Tirreno: Barracuda, Ricciole, Dentici, Cernie. Le pareti
sottomarine sono letteralmente ricoperte di Alghe, Spugne,
Madrepore, Gorgonie. Tra le praterie di Posidonia vivono le
grandi Nacchere ( Pinna Nobilis),
Cavallucci marini, Pesci ago,
Tritoni e Cipree, Aragoste, Astici e Magnose. Più al
largo non è raro incontrare i Delfini e le Balenottere.
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La
Storia
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A
nord di Cala Maestra, su un costone roccioso,
sorgono i resti della villa romana della potente
famiglia dei Domizi Enobarbi. Sono ancora ben visibili i
ruderi della villa vera e propria con resti di colonne, viali
lastricati e pavimenti a mosaico, ma anche un grande serbatoio
per l’acqua, magazzini, terme, abitazioni signorili e per i
servi. A Cala dello Spalmatoio, si trovano le rovine di un
porto romano.
A
parte le antiche frequentazioni , Giannutri è sempre stata
scarsamente abitata e urbanizzata, se si escludono una casa
per guardiacaccia ed il faro.
Recentemente è stato realizzato un villaggio turistico
presso Cala dello Spalmatoio, da dove si ergono gli
scheletri di un insediamento di circa 11.000 mc. che
LEGAMBIENTE ha incluso tra gli “ecomostri”.
In
estate l’isola è oggi
molto frequentata, ma Giannutri in inverno rimane abitata da
un pugno di persone.
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Notizie
varie
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L’intera
isola e gran parte del suo mare sono inseriti all’interno
del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Giannutri
è una Zona di Protezione Speciale, un Sito di Interesse
Comunitario ed un Sito di Interesse Regionale ed è compreso
nelle misure di Rete Natura 2000 dell’Unione Europea.
L’area
dell’isola dl Giannutri
è stata censita dal Gruppo di lavoro per i Parchi in
Toscana quale comprensorio di notevole interesse floristico e
vegetazionale meritevole di conservazione (Consiglio Regionale
toscano - Commissione speciale per i problemi dell’ecologia,
Relazione del Gruppo di lavoro per i parchi in Toscana, 1975)
e dall’Ispettorato Regionale delle foreste per la Toscana
(Ministero Agricoltura e Foreste - Ispettorato regionale delle
foreste per la Toscana, Elenco dei biotopi censiti in Toscana,
1971). Inoltre è stata classificata come biotopo dal
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR, Programma di ricerca
territoriale sulle aree naturali da proteggere. La carta dei
biotopi, 1971).
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