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Cosa
sta succedendo con le miniere dell’Isola d’Elba?
E’
vero che il Governo le ha cedute al CONI (Comitato Olimpico
Nazionale Italiano) per coprire l’enorme voragine
finanziaria che rischia di far fallire l’intero sport
italiano?
E
cosa ne farà il CONI, investirà e risanerà, come dice
qualcuno, oppure cercherà di vendere tutto al migliore
offerente per fare cassa?
E’
vero che niente è ancora deciso?
Oppure
ci sono documenti che impegnano il Governo?
Cosa
è e che fine farà e il Protocollo d’intesa sottoscritto
il 10 gennaio 2000 a Palazzo Chigi Tra Ministeri
dell’Ambiente, Beni Culturali e Finanze, dalla Regione
Toscana, dalla Provincia, dal Parco Nazionale, dai Comuni di
Capoliveri, Porto Azzurro e Rio Marina e dalle società
interessate?
Con
questo dossier, che si basa esclusivamente su documenti e
dichiarazioni ufficiali, cerchiamo di dare risposta alle
domande che tutti gli elbani si stanno facendo sul futuro di
un pezzo così importante di territorio elbano.
Ai
lettori la libertà di capire e giudicare le ragioni ed i
torti. Buona lettura.
Un po’ di storia
L’attività
di estrazione dei minerali dell’isola d’Elba sembra
abbia avuto inizio alcune migliaia di anni avanti Cristo ad
opera di abitanti provenienti dall’attuale Liguria e
chiamati “Ilvates”, da cui sarebbe derivato il nome
“Ilva”, antica denominazione dell’isola, di certo i
resti di forni ed i cumuli di scorie ritrovati sul
territorio dell’Elba testimoniano delle attività
minerarie e metallurgiche che vi erano effettuate ai tempi
degli etruschi e poi dei romani.
Il
tramonto della civiltà etrusca all’Elba si verificò nel
II secolo allorché Roma pose sotto il suo dominio
l’intero scacchiere alto tirrenico.
Con
l’età giulio-claudia si diffusero in tutto l’Arcipelago
le residenze patrizie e per secoli fiorirono attività
legate al mare: la decadenza dell’impero romano causò
l’inizio di un processo di progressivo spopolamento in
tutto l’Arcipelago Toscano.
Concentrando
l’attenzione su periodi più vicini ai giorni nostri, le
attività di estrazione e lavorazione del ferro proseguirono
con continuità nel seguito attraverso i governi e le
dominazioni della Repubblica Pisana e della Signoria dei
Medici (proprio a Cosimo dei Medici si deve nel 1543 la
costituzione della “Magona del ferro” per la gestione
delle attività estrattive e metallurgiche) fino alla svolta
industriale che conduce alla nascita della Società Elba nel
1899, con la costruzione dei primi altoforni a Portoferraio
(poi distrutti nel corso della seconda guerra mondiale) e
poco dopo dello stabilimento siderurgico di Piombino.
La
prima guerra mondiale porta l’intensificazione della
coltivazione del minerale con la ricerca e l’apertura di
nuove miniere che raggiunge il suo culmine nel periodo della
seconda guerra mondiale, che porta però anche la
distruzione degli stabilimenti siderurgici: nel periodo
seguente la seconda guerra mondiale inizia la lenta
decadenza dell’attività estrattiva con la chiusura di
alcune miniere fino alla chiusura nel 1981 della miniera del
Ginevro, l’ultima a chiudere.
Si
è calcolato che dalle miniere dell’isola siano stati
estratti da 80 a 100 milioni di tonnellate di minerali e,
tenuto conto che fu utilizzato quasi esclusivamente il
minerale in pezzatura, i quantitativi effettivamente scavati
sono stati presumibilmente sensibilmente superiori.
Allo
stato attuale le miniere non sono ancora esaurite: malgrado
le ricerche siano state eseguite a meno di 100 m di
profondità, le consistenze stimate dei giacimenti
individuati sono tuttora notevoli e superiori a 18 milioni
di tonnellate.
Solo
nella zona di Rio Marina l’attività è continuata fino a
qualche anno fa con la coltivazione di silicati di magnesio
utilizzati come fondenti nel processo siderurgico.
Cosa sono
Le
miniere di ferro dell’isola d’Elba sono localizzate
entro una stretta fascia costiera che va da cala del
Telegrafo, a sud di Cavo, fino all’estremità meridionale
della penisola di Calamita (Punta Calamita).
La
varietà delle specie mineralogiche rinvenute (circa 150
specie diverse) e la bellezza dei campioni fanno
dell’isola d’Elba un luogo importante per la
mineralogia; ciò è tanto vero che i siti minerari di Rio
Marina, Rio Albano e del promontorio di Calamita sono stati
inseriti nella “World Heritage Provisional List of
Geological Sites” dell’UNESCO, nella quale sono elencati
i più prestigiosi monumenti geologici del pianeta.
I
minerali utili principalmente coltivati nei giacimenti
dell’isola sono stati l’ematite e la magnetite, ai quali
erano associate quantità variabili di pirite, calcopirite,
galena, sfalerite e limonite: questi minerali sono spesso
accompagnati da una roccia nota con il nome di “skarn”,
termine utilizzato per indicare le rocce associate al
minerale coltivato che dovevano essere scartate in quanto
economicamente non utili: da un punto di vista mineralogico,
si tratta di silicati di calcio ferro (in subordine
magnesio, alluminio, manganese) all’Elba rappresentati da
pirosseni, granati, anfiboli, epidoti e plagioclasi. Inoltre
è presente l’ilvaite, minerale che prende il nome
dall’antica denominazione dell’isola (Ilva).
Dove sono
Le
zone soggette a vincolo minerario sono state individuate e
delimitate nel 1881 dal cosiddetto “piano Caratti”.
Le
aree di concessione mineraria sono suddivisibili in tre
comprensori che ricadono quasi interamente nelle tre
delimitazioni individuate dal “piano Caratti” nel 1881,
dell’estensione complessiva pari a circa 2.093 ettari.
Il
compendio più a nord comprende circa 470 ettari di aree
minerarie che ricadono tranne una piccola porzione
di 3,2 ettari situata nel comune di Rio nell’Elba, nel
territorio del Comune di Rio Marina: la parte più
consistente di questo territorio ricade anche nei confini
del “piano Caratti” (concessione di Rio Marina Vigmneria
e Rio Albano) in una fascia delimitata dalla linea di costa
tra Rio Marina e punta delle Paffe che si estende verso
l’entroterra per una profondità variabile tra 1.000
m e 1.500 m; di questo comprensorio, la gran parte è
compresa all’interno dei confini del Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano per un’estensione territoriale
pari a circa 360 ettari. Si tratta di una porzione di
territorio molto acclive e movimentata che raggiunge la
quota massima nel monte Giove (351 m s.l.m.).
Il
comprensorio centrale comprende circa 28 ettari di aree
minerarie ricadenti nel territorio del Comune di Porto
Azzurro, eccetto una piccola porzione di 1,8 ettari
ricadente ancora nel Comune di Rio Marina.
Queste
aree ricadono interamente nei confini del “piano Caratti”
che disegna una fascia tra la spiaggia di Barbarossa e punta
delle Cannelle con una profondità verso l’entroterra
variabile tra 500 e 900 m, con un territorio frastagliato
situato sotto la linea dei 100 m s.l.m.; tali aree tuttavia
sono poste al di fuori
dei confini del Parco Nazionale dell’Arcipelago
Toscano.
Il
comprensorio più a sud comprende circa 210 ettari di aree
minerarie ricadenti interamente nel territorio del Comune di
Capoliveri, quasi totalmente ricompresse nel perimetro del
“piano Caratti” (e del Parco Nazionale dell’Arcipelago
Toscano per un’estensione di circa 150 ettari), e vanno
dalla punta del Buzzancone, ad est, alla spiaggia di Pareti,
ad ovest, con
una linea passante per la sommità del monte Calamita (413 m
s.l.m.).
La
proprietà delle zone di concessione mineraria è per la
maggior parte demaniale (comprendendo anche la quota parte
dei terreni acquistati dalle concessionarie dopo il 1924 e
divenuti di proprietà demaniale alla riconsegna della
concessione) pur esistendo alcune enclave di proprietà
privata.
Di chi erano le miniere
Le miniere dell’isola d’Elba rientrano
(almeno fino ad agosto n.d.r) nel patrimonio dello Stato
italiano in quanto provengono dall’incameramento dei beni
del Granduca di Toscana, il quale a sua volta le acquistò
dal Principe Ludovisi Boncompagni.
Il primo appalto per la concessione delle
miniere dell’Elba venne assegnato nell’anno 1888
all’armatore di Rio Marina cav. Giuseppe Tonietti. Dopo la
morte di Giuseppe Tonietti, il 14 maggio 1897 il nuovo
appalto per la concessione delle miniere, a partire dal 1°
luglio 1987, viene per pubblico incanto assegnato al figlio
di quest’ultimo, Ubaldo, per un periodo di vent’anni,
con contratto in data 9 novembre 1899, la concessione stessa
veniva ceduta alla società ELBA e fui nel tempo stesso
prolungata di 5 anni e cioè fino al 30 giugno 1922 e
successivamente prorogata per ulteriori due anni fino al 30
giugno 1924.
In seguito le concessionarie del compendio
demaniale sono state:
ILVA-Alti Forni e Acciaierie d’Italia
fino al 30 giugno 1939;
Società Anonima Mineraria Siderurgica
FERROMINI fino al 31 dicembre 1965.
L’ultima società concessionaria per
l’estrazione del minerale fu la società ITALSIDER (poi
NUOVA ITALSIDER) fino al 31 dicembre 1982; a seguito
dell’abbandono della coltivazione del minerale di ferro,
la società NUOVA ITALSIDER, dopo contenzioso con
l’amministrazione demaniale, fu nominata sequestrataria
dei beni con provvedimento del Tribunale di Livorno del 16
febbraio 1987.
A seguito di successive fusioni ed
accorpamenti societari, la titolarità dell’atto è
passata all’ILVA SpA e di poi all’IRITECNA in
liquidazione SpA, rientrano nella concessione demaniale,
oltre alle miniere, ai terreni ferriferi ed al bosco di
Monte Giove, nel territorio comunale di Rio Marina, i
fabbricati, le strade, i pontili di caricamento, le macchine
ed in genere ogni attrezzatura stabile e mobile quale
risulta dall’inventario peritale del 12 aprile 1927, con
l’eccezione di alcuni lotti di terreno della superficie
catastale complessiva pari a 50.310 mq venduti dal demanio
alla società Montecatini in data 8 agosto 1968.
Il protocollo di intesa
Il
protocollo d’intesa del 10 gennaio 2000 è sottoscritto, a
palazzo Chigi, dal Sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, Enrico Micheli, e dai rappresentanti dei
Ministeri dell’Ambiente, dei Beni Culturali, delle
Finanze, dell’Industria e del Tesoro, della Regione
Toscana, degli enti locali, del Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano e delle società interessate. Il
protocollo conclude una fase importante dell’attività che
il comitato per l’occupazione ha condotto, a partire dal
dicembre ’97, sulla base delle numerose sollecitazioni
pervenute dagli enti locali livornesi.
Per
la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza,
riqualificazione e valorizzazione saranno impegnati i fondi
del ministero dell’Ambiente, del ministero delle Finanze e
del ministero dell’Industria. Verranno inoltre impegnati i
fondi derivanti dalla vendita di beni demaniali presenti
nell’area interessata dal Parco.
Il
protocollo prevede inoltre che la regione Toscana e la
Provincia di Livorno, a fronte di progetti cantierabili,
inseriscano i medesimi nel quadro della programmazione
pluriennale come prioritari e si adoperino per accelerare le
relative procedure amministrative.
Nella
stesura del protocollo d’intesa si è tenuto conto che
circa il 95% delle aree minerarie dell’Elba ricade sotto
la protezione dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago
Toscano (nel seguito EPNAT) e che questi può ricevere in
concessione i terreni demaniali ai sensi della Legge 23
dicembre 1999 n° 488: l’EPNAT quindi è stato individuato
quale soggetto attuatore dell’intervento e ad esso verrà
assegnata la gestione dei fondi pubblici. Per quanto
riguarda la progettazione e la realizzazione dei lavori
saranno applicate le norme di cui al D. Lgs. 17 marzo 1995,
n° 17.
Il
percorso individuato è il seguente:
L’EPNAT
si doterà della progettazione per il restauro ambientale e
la prevenzione del rischio idrogeologico e franoso nelle
zone ex minerarie dell’Elba orientale. Al progetto
preliminare seguiranno i progetti esecutivi suddivisi per
lotti funzionali. Questi verranno individuati secondo le
singole zone minerarie: miniera di Rio Marina, miniera di
Rio Albano, promontorio di Calamita, miniera del Ginevro,
miniera di sassi neri e miniera di Terra Nera. I primi
lavori interesseranno la miniera di Rio Marina dove
l’emergenza idrogeologica e franosa minaccia direttamente
l’abitato capoluogo.
(…)
la Parco Minerario dell’Isola d’Elba srl, a capitale
prevalentemente pubblico, sarà individuata dall’EPNAT
quale ente gestore per la valorizzazione culturale e
turistica del compendio minerario. Tale società, per
l’espletamento del proprio compito, si è impegnata ad
assorbire in primo luogo il personale Iritecna che non potrà
usufruire degli strumenti di esodo previsti dalla normativa
vigente.
(in
seguito, il Commissario del Parco Barbetti ha frazionato le
originarie competenze del Parco Minerario affidandole anche
alle società Caput
Liberi (Capoliveri) e D’Alarcon (Porto Azzurro).
I lavori da fare
Il
Piano preliminare di intervento (maggio 2000) del Progetto
di Recupero Ambientale delle Aree Minerarie prevede i
seguenti lavori così finanziati (in lire):
|
Progettazione
|
1.688.920.000
|
|
Prestazioni accessorie
|
218.000.000
|
|
Coordinamento della progettazione
|
423.600.000
|
|
Opere per il recupero ambientale del
territorio
|
24.418.000.000
|
|
Opere per rendere fruibile al pubblico il
territorio
|
4.869.500.000
|
|
Opere per la messa in sicurezza delle
discariche di RSU
|
1.110.000.000
|
|
Direzione lavori
|
637.800.000
|
|
Coordinamento in fase di esecuzione ex
lege 494/96
|
571.500.000
|
|
COSTO TOTALE PRESUNTO
|
33.937.320.000
|
Dei
quasi 34 miliardi di lire previsti ben 31 miliardi erano (e
sono) a carico del Parco Nazionale, e quindi del Governo.
Sono questi i finanziamenti già arrivati e che stanno
ancora arrivando, è grazie a quell’accordo del 2000 che
si sono fatti i lavori nel compendio minerario e che si potrà
risanare il territorio.
Quindi
chi dice che il CONI finalmente sistemerà tutto, dice una
cosa non vera. Anzi, il Decreto Tremonti passa sopra l’accordo
del 2000, lo ignora completamente e lo usa solo per dare al
CONI un territorio risanata con i soldi di tutti e quindi più
appetibile.
Come ti tappo il buco
Qui
a fianco potete leggere lo stralcio del decreto Omnibus del
Governo Berlusconi che contiene anche la creazione, per
decreto, di una strana società: la CONI Servizi spa.
Una
società che dovrebbe curare le disastrate casse dello sport
italiano (oltre 400 milioni di euro di debiti) ma che il
Governo finanzia con un misero milione di euro.
Dove
prenderà il CONI le altre centianaia di milinoni?
Il
Governo farà stimare il patrimonio (sarebbe meglio dire il
buco) del CONI e poi “con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze potranno essere individuati
beni immobili patrimoniali dello Stato da conferire alla
CONI Servizi spa. A tale fine potranno essere effettuati
ulteriori apporti al capitale sociale con successivi
provvedimenti legislativi”.
E’
cercando questi beni immobili dello Stato che Tremonti ha
cercato di raccattare 244.224.546,51 euro per il CONI e si
è imbattuto nelle miniere dell’Elba che ha valutato in
86.663.269,00 euro.
Attenzione:
al CONI non andrà, come qualcuno erroneamente crede, tutte
le zone precedentemente sottoposte a vincolo minerario ma
dei 2.093 ettari dell’antico “piano Caratti”al CONI ne
andranno “solo” 708 ettari di cui: 470 ettari nel Comune
di Rio Marina (66,38%), 210 ettari nel Comune di Capoliveri(
29,66%) e 28 ettari nel Comune di Porto Azzurro (3,95%) e
che interessano anche una piccola parte del Comune di Rio
nell’Elba non inclusa nel “Parco minerario”; su queste
aree insistono vari fabbricati, sia civili che industriali,
per una volumetria complessiva di
176.824 metri cubi dei quali 77.415 mc ad uso
industriale e 99.409 mc ad uso civile
Il Decreto CONI Servizi s.p.a.
Stralcio del decreto Omnibus approvato alla
Camera, riguardante il settore dei giochi e la
riorganizzazione del Coni - Seconda parte
Articolo 8.
(Riassetto del CONI)
1.
L’ente pubblico Comitato olimpico nazionale italiano
(CONI) si articola negli organi, anche periferici, previsti
dal decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242. Per
l’espletamento dei suoi compiti si avvale della società
prevista dal comma 2.
2. È costituita una società per azioni con la
denominazione «CONI Servizi spa».
3. Il capitale sociale è stabilito in 1 milione di euro.
Successivi apporti al capitale sociale sono stabiliti,
tenuto conto del piano industriale della società, dal
Ministro dell’economia e delle finanze, di intesa con il
Ministro per i beni e le attività culturali.
4. Le azioni sono attribuite al Ministero dell’economia e
delle finanze. Il presidente della società e gli altri
componenti del consiglio di amministrazione sono designati
dal CONI. Il presidente del collegio sindacale è designato
dal Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri
componenti del medesimo collegio dal Ministro per i beni e
le attività culturali.
5. L’approvazione dello statuto e la nomina dei componenti
degli organi sociali previsti dallo statuto stesso sono
effettuati dalla prima assemblea, che il Ministro
dell’economia e delle finanze, di intesa con il Ministro
per i beni e le attività culturali, convoca entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
6. Entro tre mesi dalla prima assemblea, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, adottato di
concerto con il Ministro per i beni e le attività
culturali, sono designati uno o più soggetti di adeguata
esperienza e qualificazione professionale per effettuare la
stima del patrimonio sociale. Entro tre mesi dal ricevimento
della relazione giurata, il consiglio di amministrazione o
l’amministratore unico della società, sentito il collegio
sindacale, determina il valore definitivo del capitale
sociale nei limiti del valore di stima contenuto nella
relazione stessa e in misura comunque non superiore a quella
risultante dall’applicazione dei criteri di cui
all’articolo 11, comma 2, della legge 21 novembre 2000, n.
342. Qualora il risultato della stima si rivelasse
insufficiente, con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze potranno essere individuati beni immobili
patrimoniali dello Stato da conferire alla CONI Servizi spa.
A tale fine potranno essere effettuati ulteriori apporti al
capitale sociale con successivi provvedimenti legislativi.
7.
La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente
decreto tiene luogo degli adempimenti in materia di
costituzione di società per azioni previsti dalle vigenti
disposizioni.
8. I rapporti, anche finanziari, tra il CONI e la CONI
Servizi spa sono disciplinati da un contratto di servizio
annuale.
9.
La CONI Servizi spa può stipulare convenzioni anche con le
regioni, le province autonome e gli enti locali.
10. Il controllo della Corte dei conti sulla CONI Servizi
spa si svolge con le modalità previste dall’articolo 12
della legge 21 marzo 1958, n. 259. La CONI Servizi spa può
avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, ai
sensi dell’articolo 43 del testo unico delle leggi e delle
norme giuridiche sulla rappresentanza e difesa in giudizio
dello Stato e sull’ordinamento dell’Avvocatura dello
Stato, di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, e
successive modificazioni.
11.
Il personale alle dipendenze dell’ente pubblico CONI è,
dall’8 luglio 2002, alle dipendenze della CONI Servizi spa,
la quale succede in tutti i rapporti attivi e passivi,
compresi i rapporti di finanziamento con le banche, e nella
titolarità dei beni facenti capo all’ente pubblico. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, su proposta del Ministro per la funzione
pubblica, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali, sono
stabilite le modalità attuative del trasferimento del
personale del CONI alla CONI Servizi spa, anche ai fini
della salvaguardia, dopo il trasferimento e nella fase di
prima attuazione della presente disposizione, delle
procedure di cui agli articoli 30, 31 e 33 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Per i dipendenti in
servizio presso l’ente pubblico CONI alla data di entrata
in vigore del presente decreto rimangono fermi i regimi
contributivi e pensionistici per le anzianità maturate fino
alla predetta data.
12. Tutti gli atti connessi alle operazioni di costituzione
della società e di conferimento alla stessa sono esclusi da
ogni tributo e diritto e vengono, pertanto, effettuati in
regime di neutralità fiscale.
13. Sino alla prima assemblea restano in vigore, in via
provvisoria, tutte le disposizioni legislative e statutarie
che disciplinano il CONI. Dalla predetta data tali
disposizioni restano in vigore in quanto compatibili.
14.
Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di
vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali
sul CONI.
15. All’onere derivante dal presente articolo, pari a
1.000.000 di euro, si provvede, per l’anno 2002, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai
fini del bilancio triennale 2002-2004, nell’ambito
dell’unità previsionale di base di conto capitale «Fondo
speciale» dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno 2002,
utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero
medesimo.
Lo
studio dell’ARPAT/Regione
La
Regione ha commissionato all’ARPAT uno studio sullo stato
delle miniere dell’isola d’Elba. I dati resi pubblici rendono più chiari, leggibili e precisi problemi che in
qualche maniera erano già conosciuti e compresi
nell’accordo di programma tra Stato, Regione, Parco
Nazionale ed Enti Locali per la valorizzazione, il
risanamento ed il recupero idrogeologico del Compendio
Minerario, che si estende sul territorio dei quattro Comuni
dell’Elba Orientale (Capoliveri, Porto azzurro, Rio
Marina, Rio nell’Elba). La situazione è preoccupante per
la presenza, in estese porzioni di territorio, di residui
minerari a cielo aperto contenenti Arsenico, cadmio, nichel,
cromo ed altri metalli pesanti, a questo si deve aggiungere
la formazione di “laghetti” fortemente inquinati da
metalli e solfuri, in una miscela che rischia di inquinare
il territorio ed il mare nel caso di esondazioni o di
cedimento degli argini, ed un forte dissesto idrogeologico
che coinvolge praticamente tutto il Compendio.
E’
in questo quadro ambientale preoccupante che si inserisce la
cessione alla CONI servizi s.p.a. del Compendio Minerario
dell’Elba.
Che farà il CONI
A
fianco potete leggere il Decreto che cede gratuitamente 700
ettari di territorio e 176.824 metri cubi di fabbricati alla
Coni Servizi s.p.a. Hanno detto e scritto che serve solo a
ricapitalizzare il Coni, nessuno venderà realmente, tutto
resterà come oggi. Il Coni finalmente metterà mano al
recupero ed alla valorizzazione turistica di un territorio
abbandonato. Insomma,
l’Elba trasformata, per decreto, in quello che le isole
Cayman sono state per la Parmalat, solo un’operazione di
finanza creativa di Tremonti, il Coni valorizzerà, arriverà
il turismo. Peccato che questa rassicurante versione dei
fatti sia stata autorevolmente smentita dal Direttore
Generale del CONI Ernesto Albanese in una intervista al
Tirreno del 13 marzo 2004. Il Dirigente chiarisce bene quale
sarà il futuro delle miniere elbane: al CONI non interessa
il recupero del territorio che deve essere pagato dallo
Stato vuole solo vendere e far subito soldi.
“Dopo
il 2 agosto – dichiara Albanese – lasceremo i terreni al
Demanio con l’incarico di venderli. Sono stati valutati
circa 86 milioni di euro e noi aspettiamo di incassare
questa cifra” Mentre i costi di manutenzione e
sorveglianza, aggiunge il Direttore Generale del CONI “Li
paga chi usa il terreno, non certo noi”. E Albanese
aggiunge: “Noi, sia detto chiaramente, avremmo preferito i
finanziamenti, mica le ex miniere. Dobbiamo trovare il modo
di farle risultare come positività dei nostri bilanci. Mica
siamo imprenditori turistici. Non ci può essere chiesto di
fare villaggi turistici o commerciali e tanto meno
riprendere l’attività delle miniere”
Il
CONI non è interessato al futuro delle miniere, allo
sviluppo economico dell’Elba, alle bonifiche ambientali e
al recupero idrogeologico, è solo interessato a far cassa e
soldi il più presto possibile, con lo Stato italiano
trasformato in agente immobiliare per conto della CONI
Servizi s.p.a., costituita per decreto ed alla quale, con un
altro decreto, ha regalato un gigantesco pezzo di storia,
e di economia dell’Elba che verrà messo sul
mercato al migliore offerente
Il
Decreto Tremonti
MINISTERO
DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
DECRETO
3 febbraio 2004
Conferimento
di beni
immobili patrimoniali dello Stato, ai sensidell'art.
8, comma
6, del
decreto-legge 8 luglio 2002,
n. 138,
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto
l'art. 8,
comma 1, del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge
8 agosto 2002, n. 178, che stabilisce
che l'ente
pubblico Comitato olimpico nazionale italiano (CONI)
per l'espletamento
dei suoi compiti si avvale della società costituita
in base
al successivo
comma secondo e denominata CONI Servizi S.p.A.;
Visto altresi' il citato art. 8, comma 6,
che prevede che entro tre
mesi dalla
prima assemblea della menzionata societa' per azioni, con
decreto del
Ministro dell'economia e delle
finanze, adottato di concerto
con il
Ministro per i beni e le attività culturali, sono
designati uno o più soggetti di adeguata esperienza e
qualificazione professionale
per effettuare
la stima
del relativo
patrimonio sociale;
Visto
il decreto
del Ministro
dell'economia e delle finanze di
concerto
con il
Ministro per
i beni e le attività culturali del
25 febbraio
2003, con il quale la Ernst & Young Financial -
Business Advisors S.p.a. e'
stata designata
quale valutatore ai sensi del predetto art. 8, comma
6;
Vista la relazione del 16 giugno 2003 della
Ernst & Young Financial- Business
Advisors S.p.a., designata quale soggetto per
effettuare la stima
del patrimonio sociale della CONI Servizi S.p.A., ai
sensi del predetto sesto comma del citato art. 8;
Visto
il predetto
art. 8,
comma 6, che prevede che, qualora il
risultato
della stima
si riveli
insufficiente, con decreto del
Ministro
dell'economia e
delle finanze, possono essere individuati beni
immobili patrimoniali dello Stato da conferire alla CONI
Servizi S.p.A.;
Ritenuto
pertanto necessario provvedere all'individuazione di
beni immobili patrimoniali
dello Stato
da conferire in proprieta' alla CONI Servizi S.p.A.,
ai sensi dell'art. 8, comma 6, del decreto-legge 8 luglio
2002, n.
138, convertito,
con modificazioni, nella legge 8 agosto 2002, n. 178;
Sentito
il Ministero
per i beni e le attività culturali che con
nota
del 22
gennaio 2004,
prot. GP
2903, ha
espresso parere
favorevole al
conferimento dei beni
immobili oggetto del presente decreto nel rispetto delle
prescrizioni in essa contenute;
Ravvisata
l'opportunità di
individuare tra
gli immobili
da
conferire in proprietà alla CONI Servizi
S.p.A. quelli facenti parte del
complesso del Foro
Italico, in
Roma, non
aventi requisiti storico-artistici
e quindi
suscettibili di alienazione ai sensi del decreto
del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica,
di concerto
con il Ministro delle finanze del 20 aprile 2001,
nonché gli
ulteriori immobili indicati con nota dell'Agenzia del
demanio del 30 dicembre 2003, prot. n. 2003/50081/DA, integrata con
nota del 27 gennaio 2004, prot. n. 2004/3402/DA;
Tenuto
conto della
relazione di stima dell'Agenzia del territorio del
30 dicembre 2003,
prot. n.
103607 relativa
ai beni immobili facenti
parte del
complesso del
Foro Italico, in Roma, così come riportati nei punti da 1 a
7 dell'elenco allegato sub A al presente decreto, rilasciata per
la valutazione dei beni dello Stato ai fini della formazione
del patrimonio sociale di CONI Servizi S.p.A., posta in
essere con
specifiche modalità
attuative secondo
speciale legislazione;
Tenuto
conto della relazione di stima dell'Agenzia del
demanio del 30 dicembre
2003, prot.
n. 2003/50081/DA,
integrata con nota del 27 gennaio
2004,prot. n.
2004/3402/DA, relativa agli ulteriori beni immobili
da conferire
in proprietà alla CONI Servizi S.p.A., così come riportati
nei punti 8 e 9 dell'elenco allegato sub A al presente
decreto, rilasciata
per la valutazione dei beni dello Stato ai fini della
formazione del patrimonio sociale di CONI Servizi S.p.A.,
posta in essere con specifiche
modalità attuative
secondo speciale
legislazione;
Decreta:
Art. 1.
Ai sensi
dell'art. 8, comma 6, del decreto-legge 8 luglio 2002, n.
138, convertito,
con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, sono conferiti
in proprieta'
alla CONI Servizi S.p.A. i beni immobili
patrimoniali dello Stato
risultanti dall'elenco riportato all'allegato
sub A,
nel rispetto
delle prescrizioni
contenute nell'allegato
sub B,
allegati che
costituiscono entrambi parte
integrante del
presente decreto. Eventuali ulteriori precisazioni o
rettifiche catastali
potranno essere
rese con
apposito decreto
direttoriale da
parte dell'Agenzia
del territorio, da pubblicarsi nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.
Art.
2.
I valori
di conferimento
e di iscrizione nel bilancio della CONI Servizi
S.p.A. dei
beni conferiti ai sensi dell'art. 1 sono pari al valore
determinato dall'Agenzia
del territorio per i beni indicati nei punti da 1 a 7
e dall'Agenzia del demanio per quelli indicati nei punti
8 e
9, valori
riportati a
margine dei
beni conferiti
dell'elenco allegato sub A al presente decreto.
Art. 3.
Per il
periodo di sei mesi decorrente dalla data di emanazione del
presente decreto, permane in capo all'Agenzia del demanio la
gestione dei beni
oggetto di conferimento, di cui ai punti 8 e 9
dell'elenco allegato sub A. A tal fine, CONI Servizi S.p.A.
stipula con 1'Agenzia
del demanio un contratto di gestione dei
suddetti beni.
Il presente decreto sara' trasmesso agli
organi di controllo per la registrazione
e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 3 febbraio
2004
Il Ministro:
Tremonti
Registrato alla Corte dei conti il 9
febbraio 2004
Ufficio di controllo sui Ministeri
economico-finanziari, registro n.1
Economia
e finanze, foglio n. 178
Allegato A
----> vedere allegato da pag. 9 a pag.
10 della G.U. <----
Allegato B
----> vedere allegato a pag. 10 della
G.U. <----
Cosa regalano al CONI
L’allegato
A citato in fondo al Decreto del Ministro Tremonti contiene
una vera e propria lista della spesa con lo Stadio Olimpico
(valutato 138 milioni e 73.000 euro),
terreni, capannoni, case ed altri impianti sportivi a
Roma; altri
terreni a Chieti, ma la parte del leone la fa il Compendio
minerario dell’Isola d’Elba con una sterminata lista di
località e particelle catastali che comprendono terreni e
fabbricati civili ed industriali e che giungono in dote dai
Comuni di:
Rio
Marina (30 località citate e oltre 300 particelle
catastali));
Rio
nell’Elba (una sola località e 10 particelle);
Capoliveri
(6 località e 30 particelle);
Porto
Azzurro (2 località e 19 particelle).
L’intero
elenco vale 244.224.546,51 Euro, il compendio minerario
dell’Elba è valutato 86.663.269,00 euro, più o meno 172
miliardi delle vecchie lire.
il
Ministro dell’Economia ha conferito tutto questo
patrimonio in proprietà alla Coni Servizi SpA
lasciando all’Agenzia del Demanio la gestione dei
medesimi fino al prossimo 3 agosto 2004.
A cura del Comitato per l’informazione
sulle miniere
Fonti
utilizzate:
Progetto
di Recupero Ambientale delle Aree Minerarie (Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano)
Gazzetta
ufficiale della Repubblica
Marzo
2004
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