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La storia - Scoperte archeologiche

Archeologia

le scoperte di Legambiente

 

 

Comunicato stampa 22 agosto 2002

 

Eccezionale scoperta Archeologica nei fondali di Marciana Marina (Elba)

A Marciana Marina, all’Isola d’Elba,  ad una profondità di 64 metri è stato ritrovato il carico di una nave colata a picco circa 2.000 anni fa.

Si tratta di 9 dolia, cioè grandi contenitori in ceramica, alti intorno ai 2 metri e con una circonferenza di 5 metri.

Suggestivo è stato anche il percorso per giungere a questa straordinaria memoria ritrovata. Infatti, sono stati i racconti di vecchi pescatori a spingere sulle sue tracce due elbani doc: Gian Lorenzo Anselmi, presidente del Circolo Legambiente Arcipelago Toscano, e Sergio Spina, esperto di architettura navale.

Anselmi e Spina avevano intuito da tempo che li, a picco della punta, doveva esserci qualcosa di importante.

Le reti ci rimanevano impigliate e, stranamente, in una zona dove le carte nautiche indicavano la presenza di un fondo fangoso, i pescatori avevano continuato a tirare su per decenni aragoste, gronghi e murene anche di 15 chili.

Indizi, niente di più, e il sogno di far scendere qualche sub professionista a quella profondità proibitiva.

Pochi giorni fa l’evento. Marco Agnoloni ed il Biologo Popi Adriani si immergono per verificare lo stato dei fondali. Stupore a dir poco. In mezzo a nubi di pulviscolo fangoso, che rendono quasi nulla la visibilità, si scorgono le sagome rotondeggianti di grandi dolia, allineati a coppia.

Da parte di Legambiente scatta pressoché immediatamente la denuncia della scoperta alle Autorità più vicine (Sindaco e Carabinieri) per i provvedimenti del caso.

Poi il breve filmato realizzato da Marco e Popi viene mostrato a Michelangelo Zecchini.

“Pur con la riserva di verifica circa la forma esatta dei dolia e del loro impasto – dichiara il noto Archeologo elbano – mi sembra che rimangano pochi dubbi: siamo di fronte al carico di una grossa imbarcazione della prima epoca imperiale. Con ogni probabilità il fasciame ed il resto del carico sono ancora sotto il fango. A giudicare dalle immagini, il relitto è intatto. Si tratta, in poche parole, di una tomba d’acqua, inviolata per 2.000 anni, che potrà fornire agli archeologi una miriade di informazioni. Esse andranno ad aggiungersi a quelle che già conosciamo sulle naves onerariae con dolia, e sulle loro rotte, raccolte con acume in un recente studio dalla Dottoressa Paola Rendini della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana”.

Sergio Spina fa dei rapidi calcoli e aggiunge: “La nave non poteva avere una lunghezza inferiore a 20 metri e probabilmente toccava i 30. Causa del naufragio è verosimilmente una potente libecciata che ne ha fatto perdere la governabilità, facendola sbattere sugli scogli”.

La notizia dell’incredibile scoperta è di quelle che fanno il giro in poche ore. Sono rimasti in pochi nell’incantevole borgo marinaro, ad essere all’oscuro.

Se ne parla e si fanno progetti.

Il Sindaco di Marciana Marina, Giovanni Martini, sta già pensando a come tutelare e valorizzare il ritrovamento: “Si potrebbero piazzare telecamere fisse sul fondo per controllare il relitto 24 ore su 24, ma bisogna prima discuterne con Soprintendenza e Ministero.”

Umberto Mazzantini, consigliere Nazionale di Legambiente, coglie l’occasione per fare un bilancio ed un auspicio: “Il patrimonio archeologico sottomarino dell’Elba è stimato per difetto a centomila pezzi. Molti di essi sono stati trafugati e una parte della nostra storia è perduta per sempre. E’ l’ora di invertire la rotta. Cominciamo, tutti insieme, da questa straordinaria scoperta”.

 

 

Comunicato stampa 27 luglio 2002

 

Importante scoperta archeologica all’Elba

L’Archeologo Michelangelo Zecchini ha probabilmente ritrovato Montemarsale, un centro medioevale di cui si erano perse le tracce

 

 

In una conferenza stampa tenutasi il 27 luglio a Portoferraio, l’Archeologo e Direttore di Scavo Internazionale Michelangelo Zecchini e Legambiente Arcipelago Toscano hanno illustrato una importante scoperta archeologica nell’Elba Occidentale, all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e nel territorio del Comune di Marciana.

Le foto distribuite ai giornalisti presenti mostrano imponenti strutture murarie e ciò che rimane di un centro medioevale per la lavorazione del ferro.

Secondo Zecchini, che ha già segnalato il ritrovamento alla Sovrintendenza, potrebbe trattarsi del misterioso paese elbano di Montemarsale, citato in diversi documenti, ma del quale finora non si erano mai ritrovate tracce.

Dai rilievi di superficie finora effettuati da Zecchini, sembrerebbe che il paese abbandonato sia stato abitato fino ai primi anni dell’800.

Legambiente sollecita una immediata campagna di scavi che potrebbe portare ad altre importanti scoperte ed invita i Ministeri competenti, il Parco ed il Comune a salvaguardare e valorizzare con le opportune misure un sito di grandissima importanza.