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Profondità
massima consigliata: -40mt.
Caratteristiche
del fondale: massi
Eventualità
di correnti: scarsa
visibilità
media: buona
Fetovaia
è come un ago di roccia puntato verso pianosa. Di gabbro scuro e
tormentato, la sua fisonomia anticipa i fondali movimentati e ricchi
di vita.
Conviene
di solito ancorare vicino alla punta del Capo nel versante est, più
riparato, su un fondale di circa 10 metri con grosse pietre e
posidonia.
Arrivati
sull’ancora, scendete lungo la prateria di posidonia che più in
basso si inframmezza, cosa non usuale, ad un popolamento misto di
gorgonie bianche e gialle. Molte colonie di entrambe le specie
presentano inoltre rami di colore rosso: si tratta in pratica di una
colonia parassita che non sa costruirsi scheletro e che si insedia sul
ventaglio delle altre gorgonie.
Alla
fine della prateria, seguendo il profilo della punta i massi diventano
sempre più grandi fino ad arrivare alla parete vera e propria.
Non
mancate di prestare attenzione alle numerose spaccature, ricche della
tipica fauna del coralligeno (spugne, briozoi e policheti sedentari) e
alle bellissime spugne a candelabro. Ci sono anche delle cernie, ma
diffidenti. Piuttosto rare le aragoste, mentre polpi e murene
sono soggetti più frequenti.
Siamo
ormai sui 40 metri, ma una serie di massi molto interessanti arriva
fino a 48 metri. In risalita, conviene dirigersi verso la parete ovest
di Punta Fetovaia. Il Fondale è caratterizzato da grandi massi
intervallati da canaloni sabbiosi

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