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1) San Piero - Cave di Granito - Molino di Moncione - Vallebuia-Seccheto -
Cavoli - San Piero
Questo è un itinerario tra
storia, cultura e lavoro dell’Elba, un’immersione nella cultura del granito che
ancora è vitale in questa zona. Si parte da San Piero, dal centro storico
risalite verso la zona del campo sportivo e imboccate il sentiero 35 all’altezza
del grande caprile costruito sulle rocce.
Dopo una facile salita, sotto di
voi si apre la grande cava (il Cavone) di San Piero dove una cooperativa
continua l’estrazione e la lavorazione del granito che ha reso famosa l’isola in
tutto il mondo. Ora dirigetevi verso Moncione lungo il sentiero in piana che
attraversa il piccolo altopiano.
Siete arrivati al più grande e
bel mulino dell’Elba, con ancora intatta la grande vasca di raccolta delle acque
e ben visibili le opere che permettevano la macinazione dei cereali. Da Moncione
prendete in discesa, a sinistra, il sentiero per MTB, con brevi deviazioni
potrete scoprire le grandi colonne di granito sbozzate nascoste tra i cisti e le
ginestre della gariga. E’ un sito archeologico di grande importanza che porta
tutte le tracce dell’antica lavorazione del granito e che andrebbe meglio
valorizzato.
Ritornate sul
sentiero principale e continuate lungo le vecchie vigne e i campi abbandonati
della Costa dello Svizzero, fino ad arrivare alla zona del Pradazzo, sopra
Vallebuia. Raggiunto lo stradone sterrato proseguite in discesa verso Seccheto
al secondo bivio sulla destra, a Vallebuia, potrete ritrovare un altro sito
archeologico, con un’altra bella colonna in granito, questa è la zona in cui il
granito veniva trasportato a mare per raggiungere prima la Roma antica e poi la
Pisa della Repubblica Marinara che dominava tutta l’Elba. La strada è già
asfaltata e vi porterà in poco tempo a Seccheto. Vi consigliamo di percorrere un
tratto di strada provinciale costiera, anche se potreste raggiungere la Nave
per sentieri interni. Passato Cavoli, a sinistra si apre la strada asfaltata per
“le Formiche”, percorretela fino quasi alla fine e poi girate a destra
all’altezza di una sbarra e di uno stradone sterrato. Dopo poco troverete uno
strano spartitraffico: è la nave un magnifico ed enorme manufatto in granito che
qualcuno attribuisce ai romani ma, altri dicono essere una fonte battesimale di
epoca pisana non ancora del tutto sbozzata e che invece sarebbe una fontana non
ultimata destinata alla Firenze del rinascimento .
Ora potete proseguire in salita
verso il sentiero che porta ai Castancoli e raggiungere la strada carrozzabile
sterrata che costeggia piccole cave di granito ancora in attività e che vi
riporterà tranquillamente a San Piero.
San Piero merita una visita al
suo intatto centro storico ed al belvedere che domina il golfo di Marina di
Campo. Qui tutto parla del granito, la pietra che ha modellato la vita di questo
piccolo centro collinare e che continua a rivestire anche oggi un grande ruolo
economico-sociale in questa zona dell’Elba.
Grado di difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 5 ore

La linaria
Lungo le coste, abbarbicata sulle rocce, potrete trovare un singolare e delicato
fiore color fucsia: la Linaria di Capraia (Linaria Capraria). E’ una pianta
rupicola, endemica delle isole dell’Arcipelago Toscano, presente a Capraia,
Elba, Giglio, Pianosa, Gorgona, Montecristo, Palmaiola e Peraiola.
La Linaria è una specie protetta che non si può assolutamente raccogliere .
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