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A spasso nel Parco - La Valle di Pomonte

 

 

 

1) Pomonte- La Grottaccia- Le Mura-Monte Cenno- Monte Orlano-Pomonte

Si parte da Pomonte, attraversando il fosso sul ponte di cemento, e si sale nell’antica strada che collegava i vigneti. Siete in mezzo ad un paesaggio interamente costruito dall’uomo: vigneti ed orti a terrazza, rubati alla montagna da secoli di fatica e che, dopo l’abbandono di gran parte della zona, rischiano un velocissimo degrado. Guardatevi attentamente intorno e vedrete i segni di un’antichissima civiltà contadina che segnano tutta la montagna, ormai ricoperta da macchia mediterranea e boschi, fin quasi ai crinali dei monti che racchiudono la valle di Pomonte. Seguite i segnavia n.9 e, dopo un primo tratto scalinato e abbastanza ripido, la strada si fa più dolce. Dopo aver traversato il fosso della Porterogna e la granda frana troverete il primo dei magazzini agricoli abbandonati che punteggiano la vallata, da qui raggiungerete rapidamente un primo piccolo castagneto ed attraverserete un nuovo torrentello. Ora inizia una breve ma inpegnativa salita a tratti lastricata, prendetevela comoda e fermatevi spesso a guardare il panorama di Pomonte e del suo mare, chiuso in lontananza dai monti della Corsica. Proseguite senza mai deviare fino al magazzino del Poio e da qui, dopo un breve tratto pianeggiante, raggiungerete un torrente che corre sulla vostra destra, lo costeggerete fino in fondo alla valle, traversandolo più volte. Siete entrati nella parte più suggestiva della valle dal punto di vista naturalistico: un tripudio di felci (tra le quali la rara e protetta Osmunda Regalis) castagni secolari, cascatelle d’acqua, una zona ombrosa e nascosta che da rifugio a numerosi animali, qui conviene fermarsi per mangiare un boccone al fresco, prima di affrontare la ripida salita che porta alla Grottaccia. Siete vicinissimi alla chiesa diroccata di  San Biagio che nel Medioevo chiudeva e proteggeva l’intera vallata. In cima alla salita troverete un quadrivio: risalendo a sinistra il sentiero n.8 potrete raggiungere Le Filicaie e la vetta di Monte capanne; il sentiero 30 vi porterà alle Macinelle e poi verso San Piero, voi prendete a destra verso il sentiero 31 e Le Mura uno splendido villaggio di antichi caprili che incontrerete dopo un agevole cammino. Questa è la zona punteggiata dai resti di una attività pastorizia che ha segnato tutto il monte Capanne con singolari a strutture a “igloo” in granito di cui troverete numerose testimonianze anche mentre continuate la vostra discesa verso la Valle di Pomonte.  Dopo Monte Orlano la discesa si fa ripida e siete di nuovo in un ambiente di gariga, tra cisti, ginestre spinose e aspalatoide, rosmarino e lavanda selvatica. Dopo aver superato un breve tratto su massi di granito, tenendovi sulla destra, riprenderete facilmente il sentiero discendendo tra le antiche vigne abbandonate e raggiungendo di nuovo il sentiero n. 9 e poi Pomonte. 

Grado di difficoltà: impegnativo Tempo di percorrenza: 6 ore 

 

 

L’Osmunda regalis

L’Osmunda o Felce florida è un relitto del periodo terziario a clima tropicale, un’arcaica e rara  felce che cresce in alcune limitate aree della montagna elbana e che può raggiungere anche i tre metri di altezza. E’ molto differente dalle altre felci, particolarmente per la conformazione delle foglie e per il pennacchio carico di spore che produce in primavera.